Fendi, comincia l'era senza Karl Lagerfeld. Silvia Venturini, eccoci al debutto

Meno austera, più femminile, "la donna Fendi oggi è più libera di essere donna".

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Chiudi Italy Fashion S/S 2020 Fendi (ANSA) Italy Fashion S/S 2020 Fendi

"Eccoci al debutto" dice Silvia Venturini Fendi a pochi minuti dalla sfilata, senza nascondere l'emozione della prima passerella senza Karl Lagerfeld, che per 54 anni ha legato il suo nome a quello della maison romana.
"Ho applicato le stesse regole di quando lavoravo con Karl - racconta la stilista - d'altronde con una collaborazione così lunga l'era Karl è stata l'era Fendi". Eppure qualcosa di diverso si percepisce subito dall'ispirazione della collezione: "Mi sono fatta delle domande e mi sono data delle risposte con questa collezione, che - spiega Silvia Venturini - parte da una sensazione personale, uno stato d'animo, dall'emozione che provo quando arriva l'estate e all'improvviso ti senti più libero con la voglia di stare con gli amici, di vedere l'alba, di fare cose semplici".
Ed è questo senso di libertà che si nota in passerella, dove le modelle - che sfilano davanti a ospiti come Katie Holmes - sembrano come uscire da un sole nascente, lo stesso che la designer ha cercato di portare nella collezione. Da un lato questa voglia di libertà che parte dalla stagione, dai suoi colori, dalle sue stampe tropicali o floreali, dai suoi tessuti più tipici, come la lycra presa dai costumi e la spugna degli accappatoi, dall'altra una sorta di scoperta della femminilità, che sta tanto in un abito un po' più corto del solito quanto in un tacco più solido, quello del mocassino passepartout, "fatto per camminare e non per stare su un piedistallo".
Ed eccola, la rivoluzione di Silvia: "Una donna che disegna per una donna pensa a una donna connessa con la realtà". Così la nuova donna Fendi mentre va in ufficio pensa già al mare o a un aperitivo con gli amici e sotto al power dressing mette il bikini perché non si sa mai, porta il visone ma sospeso su garza impalpabile o stampato a fiori tropicali, che tornano sul completo di cotone spalmato o sull'imper trasparente, alternati al damier della pelliccia effetto spugna e dello chemisier portato con il trench di camoscio. E' una donna che alterna gli shorts ai pantaloni ampi in cotone lavato, le giacche doppiopetto e quelle di spugna, il top e la gonna lavorati a canestro e borse in rafia e pelle intrecciata. Meno austera, più femminile, "la donna Fendi oggi - conclude la designer - è più libera di essere donna". 

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Emporio Armani, collezione leggera come l'aria

Pantaloni in velluto leggerissimo e shorts. Domina il pastello

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Leggera e luminosa, cangiante e impalpabile: sembra fatta d'aria la collezione Emporio Armani per la prossima estate. E Giorgio Armani non lo nega, anzi: "C'è voglia di aria, di attenzione alla natura, di non farsi prendere dal vortice della novità, che qualche volta può essere troppo intellettuale, altre volte troppo basic, altre un eccesso di eclettismo. Torniamo - è l'invito dello stilista - ad essere più normali, pensiamo agli uomini e alle donne che vivono intorno a noi".
E sono proprio pensati per chi vive ogni giorno gli abiti visti in passerella oggi, con la loro aria composta ma confortevole, stropicciata ma mai disordinata, luminosa ma non abbagliante. Per il giorno i pantaloni di velluto froisse' leggerissimo sono morbidi come quelli di una tuta e si portano con la giacchina opalescente di garza o nylon punteggiato di piccoli strass, mentre la maxi T-shirt si abbina ai bermuda e alle sneakers d'argento alte come cuissard, gli shorts sono doppiati da veli di organza e portati con top a fazzoletto di maglia metallica leggerissima. Tutto in colori pastello ma non leziosi, dal rosa cipria al verde bamboo.
"Ho voluto giocare con tutto ciò che la moda mette a disposizione - racconta Armani - la diversità, la non banalità, la possibilità di non ricorrere al passato ma di rifarlo".
Per la sera, bagliori lunari che si riflettono nelle paillettes di pvc degli abiti lunghi portati con i sandali rasoterra di vinile trasparente decorati da strass. In tutta questa voglia di natura c'è ovviamente anche un"attenzione alla sostenibilità: "E' difficile definire questa attività che appartiene più a ciò che rientra nelle fabbriche ma noi - sottolinea Armani - cerchiamo di mettercela tutta, di fare la nostra parte".

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Buon compleanno Sophia Loren, 85 anni

Omaggio su Sky. In estate è tornata sul set per il figlio Edoardo

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Chiudi Sophia Loren cittadina onoraria di Napoli (ANSA) Sophia Loren cittadina onoraria di Napoli

Buon compleanno Sophia Loren. L'attrice, nata a Pozzuoli il 20 settembre, compie 85 anni. Tra le decine di premi può vantare: 2 Oscar e 5 Golden Globe, tra cui quelli alla carriera, e poi 1 Grammy Award, la Coppa Volpi a Venezia, il Prix d'interprétation féminine a Cannes, un Bafta, 10 David di Donatello e 3 Nastri d'argento, l'Orso d'oro e il Leone d'oro alla carriera. Nel 1999, l'American Film Institute ha inserito la Loren al ventunesimo posto tra le più grandi star della storia del cinema. Fra le 25 attrici della classifica la Loren è l'unica ancora in vita. Nessuna attrice italiana ha mai raggiunto una così solida e duratura popolarità internazionale. Risiede da decenni a Ginevra in una villa sul lago dove ha abitato con il marito Carlo Ponti, storico produttore cinematografico scomparso nel 2007.

Conduce una vita riservata ma non ritirata dalla professione: quest'estate, diretta dal figlio regista Edoardo è tornata sul set dopo 10 anni protagonista del film La vita davanti a sé, tratto dall’omonimo romanzo di Roman Gary in cui interpreta una ebrea sopravvissuta al campo di sterminio di Auschwitz che si prende cura di un bambino di colore disagiato, il senegalese Momo, di dodici anni, abbandonato dalla madre prostituta.

Sky Cinema Collection, per festeggiarla da venerdì 20 a venerdì 27 settembre, le dedica la programmazione "Buon Compleanno Sophia", una selezione di film - tutti disponibili anche on demand. Sky, inoltre, arricchisce l'omaggio a Sophia Loren con una programmazione speciale su Sky Arte: venerdì 20 settembre alle 21.15 Sky Arte (canale 120 e 400 di Sky) trasmette in prima visione TV "Sophia Loren - L'inclassificabile", un documentario che ripercorre i successi che l'hanno resa un mito intramontabile e inclassificabile del cinema mondiale.
    Nella sua lunga carriera Sophia Loren viene ricordata per le interpretazioni magnetiche e sorprendenti, ma anche per le numerose collaborazioni con i più talentuosi attori di fama internazionale e i grandi maestri del cinema. Tra questi ultimi Vittorio De Sica che l'ha diretta in numerosi capolavori: dalle commedie, in coppia con Marcello Mastroianni, come "Matrimonio all'italiana" (20 settembre), tratta da un'opera di Eduardo De Filippo e, "Ieri, oggi e domani" (21 settembre), premiata con l'Oscar come miglior film straniero, ai celebri melodrammi come "I Girasoli" (23 settembre), sceneggiato da Cesare Zavattini e Tonino Guerra e, "Il Viaggio", con Richard Burton in programma il 25 settembre. Nella sua brillante carriera Sophia Loren ha collaborato anche con altri straordinari registi: Ettore Scola, la dirige nel capolavoro "Una giornata particolare" (22 settembre), Golden Globe per il miglior film straniero; Francesco Rosi la trasforma in una splendida Cenerentola nella Napoli del Seicento in "C'era una volta" dove recita al fianco di Omar Sharif; Renato Castellani la dirige, in coppia con Vittorio Gassman, in "Questi Fantasmi" (24 settembre). Nella collezione non mancano la divertente commedia con Alberto Sordi "Due notti con Cleopatra, in onda il 26 settembre, la prima trasposizione cinematografica dell'opera di Verdi "Aida", la produzione italo-franco-iberica, ambientata nella Parigi di fine Settecento "Madame Sans-gene", e la commedia grottesca di Mario Monicelli "La Mortadella" con Gigi Proietti e Danny De Vito. Completano la programmazione celebri pellicole come "Orgoglio e Passione", il film d'avventura con Frank Sinatra e Cary Grant, ambientato nella Spagna del 1810 e il thriller "Cassandra crossing" con Burt Lancaster, Richard Harris e Ava Gardner, che chiude la programmazione dedicata il 27 settembre. Il viaggio nella straordinaria carriera di Sophia Loren è impreziosito dal documentario, prodotto da Cinecittà in collaborazione con Sky Cinema, "Sophia Ieri, Oggi, Domani" che racconta l'attrice attraverso i suoi film più significativi, immagini del repertorio Luce e l'intervento di nomi illustri del cinema internazionale come Woody Allen, Claude Chabrol, Ettore Scola, Dino Risi, Francesco Rosi e Lina Wertmüller. 

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AliExpress debutta a Milano, 'compra mentre guardi'

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Chiudi Milan Fashion Week: spettatori posano prima della sfilata di Max Mara (ANSA) Milan Fashion Week: spettatori posano prima della sfilata di Max Mara

AliExpress, piattaforma globale di Marketplace del Gruppo Alibaba, debutta sulle passerelle milanesi grazie a una partnership con la Milano Fashion Week.
    Una sfilata e una mostra al museo dei tessuti, il 20 settembre, pensate per presentare le collezioni di diversi brand di design presenti sulla piattaforma digitale che raggiunge i consumatori in 220 paesi e regioni.
    All'inizio di quest'anno, la piattaforma ha aperto le iscrizioni a venditori in quattro paesi pilota: Italia, Spagna, Turchia e Russia. Per il debutto a Milano è stato lanciato AliExpress un concorso online - "Take Me to Milan" - che ha visto la partecipazione di migliaia di followers provenienti da diversi paesi.
    Più di 50 di loro sono stati scelti per partecipare allo show di Milano, che sarà trasmesso in diretta streaming con la formula "compra mentre guardi".
    La mostra darà visibilità a una dozzina di operatori del fashion di AliExpress, tra cui Mishow con i loro ultimi design, e presenterà lo "specchio magico", una novità introdotta da Alibaba per consentire ai consumatori di provare virtualmente vestiti e trucchi.
    Wang Mingqiang, general manager di AliExpress, ha dichiarato: "Siamo onorati di partecipare alla settimana della moda di Milano. AliExpress si impegna a diventare una piattaforma per lo stile di vita, l'innovazione e le ultime tendenze. Vogliamo approfittare di questa opportunità per rafforzare il nostro impegno a portare più prodotti di qualità e un'esperienza unica e divertente per i consumatori". Carlo Capasa, presidente della Camera Nazionale della Moda Italiana, ha aggiunto: "Siamo molto entusiasti di avere AliExpress come parte del nostro programma.
    Questa è la prima volta che la Milano Fashion Week lavora con una piattaforma e-commerce globale". 
   

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Icona degli anni '60, Twiggy compie 70 anni

Modella, attrice, stilista, l'inglese Lesley Hornby in arte Twiggy, è anche insignita del titolo di "Dama" dalla Regina d'Inghilterra

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Chiudi Una immagine tratta da un video con la modella Twiggy (ANSA) Una immagine tratta da un video con la modella Twiggy

Dama dell’Ordine dell’Impero Britannico. Icona della moda degli anni '60 e della "Swinging London". Musa ispiratrice di artisti come Andy Warhol e di fotografi come Richard Avedon. Lesley Hornby, in arte Twiggy o meglio Twiggy Lawson, è tutto questo e anche molto altro. La top model della metà degli anni '60 compie oggi 70 anni e il mondo la ricorda ancora come la ragazzina che ha reso la minigonna di Mary Quant un universale oggetto del desiderio. Celebre per la sua magrezza, Twiggy, che in inglese significa appunto "ramoscello", rivoluziona l'immagine della donna con le sue gambe lunghissime, i suoi grandi occhi chiari accentuati da un make up che ne risalta le ciglia e la sua apparente fragilità di adolescente. 

Nata il 19 settembre del 1949, a 15 anni abbandona la scuola del sobborgo di Londra dove vive e comincia a lavorare presso un negozio di parrucchiera. Qui viene scoperta da Justin de Villeneuve (nome d'arte di Nigel Jonathan Davies) anche lui parrucchiere che la lancia nel mondo della moda facendola diventare un vero punto di riferimento della "Swinging London" cioè delle nuove tendenze culturali che si stanno affermando in quel periodo in Gran Bretagna. Ma la svolta per la ragazza che diventerà una delle top model più pagate del mondo arriva nel 1966 quando, ad appena 17 anni, il Daily Express la elegge “Volto dell'anno”, indicando il suo taglio di capelli "alla maschietta" un sinonimo di sfrontata eleganza. 

Oltre a conquistare il mondo della moda, Twiggy si dedica a lungo anche al cinema. Celebre, tra le altre, è la sua apparizione nel film cult "The Blues Brothers".

Viaggia in tutto il mondo e negli Stati Uniti viene accolta come una vera pop star. Le sue foto in minigonna ispirano milioni di donne tanto che l'accessorio inventato da Mary Quant è ancora adesso un "must" nell'armadio delle adolescenti. La storia di Twiggy, modella dall'aspetto infantile e allo stesso tempo ribelle, è legata infatti a doppio filo a quella della minigonna. È lei che la lancia ed è lei che la fa diventare un simbolo per molte generazioni.  

Si ispira a Twiggy anche la Mattel che le dedica una nuova Barbie sempre esile e alta ma con i capelli biondi a caschetto, proprio come quelli della modella inglese. L'ingresso nel cinema lo fa negli anni '70. Celebre anche la sua interpretazione in "The Boy Friend", musical di Ken Russell (1971) in cui Twiggy canta. Nel 1977 si sposa. Il marito è un attore, Michael Witney. Dal loro matrimonio nasce Carly Witney che diventerà un’apprezzata animatrice di cartoon e una stilista insieme alla madre. Michael Witney però muore nel 1983 per un attacco di cuore. Twiggy si risposa 5 anni più tardi con un altro attore, Leigh Lawson, che adotta Carly.

Nel 1988 fa parte anche del cast di "Madame Sousatzka", con Shirley MacLaine. Mentre, nel 1983, aveva debuttato a Broadway con "My One and Only", ottenendo una nomination ai Toni Award. Poi arriva l’era di Twiggy America’s Next Top Model. Appare moltre volte in Tv, da ospite e conduttrice e viene scelta da Tyra Banks come giudice di uno dei programmi di moda più popolari negli Stati Uniti: America's Next Top Model. In seguito Twiggy fa da testimonial per varie case di moda e per alcuni prodotti di bellezza.  Scrive un libro, "A Life in Photographs" che viene pubblicato nel 2009.

Twiggy è ora una splendida settantenne, paladina dei diritti degli animali e impegnata da anni nella raccolta dei fondi per la ricerca contro il cancro al seno. Quest'anno riceve dalla Regina d'Inghilterra il prestigioso riconoscimento di "Dama dell’Ordine dell’Impero Britannico". 

 

 

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Cucina cinese, tutto sui ravioli e gli altri dim sum

Dagli Jiaozi tradizionali di Pechino agli Xiao Mai risalenti alla dinastia Qing

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Chiudi Un assortimento di Jiaozi, i ravioli tradizionali di Pechino e della Cina del Nord. foto da ristorante cinese Dao - Roma (ANSA) Un assortimento di Jiaozi, i ravioli tradizionali di Pechino e della Cina del Nord. foto da ristorante cinese Dao - Roma

La cucina cinese è tra le più diffuse e popolari cucine extra italiane ma quanto la conosciamo nel dettaglio? Sappiamo ad esempio distinguere i vari tipi di bocconcini?, i Dim Sum in cui rientrano ravioli, involtini, pani, che ordiniamo all'inizio del pasto o come apertivo? Con una storia di quasi duemila anni alle spalle, oggi i ravioli presentano impasti, forme e ripieni disparati, ma tradizionalmente sono a base di carne di maiale, gamberi e verdure. Ecco una guida per approfondire queste delizie con le spiegazioni di Jianguo Shu del ristorante cinese di Roma 'Dao' sui ravioli fatti a mano dall’esperta Wang Pingjiao 

JIAOZI Ravioli tradizionali originari di Pechino e della Cina del Nord. Principalmente a base di carne di maiale e gamberi, sono considerati di buon auspicio perché la loro forma assomiglia a un tael d’oro, moneta tradizionale.  Ecco di seguito dieci tipi di ravioli che di frequente si trovano sulle tavole cinesi: SESAMO 胡麻锅贴 Ravioli alla griglia ripieni di carne impreziositi da semi di sesamo; SALMONE 鲑鱼饺 Ravioli al vapore in pasta cristallo con bocconcini di salmone; TARTUFO 黑松露饺 Ravioli al vapore dal raffinato ripieno di carne al tartufo; XIAO JIAO 鲜虾饺 Ravioli al vapore con ripieno di gamberi; CHAO ZHOU 潮州粉果 Ravioli al vapore con polvere di gamberi e verdure croccanti; NERI 墨汁鲈鱼饺 Ravioli al vapore al nero di seppia con branzino; PERLE D’ASTICE 龙虾饺 Ravioli al vapore in pasta cristallo con morbido astice; MAIALE 蒸 饺 Ravioli al vapore dal ripieno tradizionale arricchito da spezie orientale; VEGETARIANI 田园素粉果 Ravioli al vapore in pasta cristallo con fantasia di verdure e GIADA 玉虾菠菜饺 Ravioli al vapore in pasta cristallo con gamberi e spinaci

XIAO MAI Involtini di farina di grano aperti sulla sommità, di solito guarnita con un tocco di colore dato da piselli o uova di pesce. Originari di Hohhot in Mongolia, vennero infatti introdotti nella cultura gastronomica cinese dalla dinastia Qing.  Alcuni esempi: MANZO 牛 肉 Ravioli aperti con carne di manzo e scalogno; CAPESANTE 扇 贝 Ravioli aperti guarniti con uova di pesce volante.

WONTON Antichissimi e provenienti dalla regione nordoccidentale del Xinjiang, sono simili ai nostri ravioli e vengono preparati a partire da una piccola porzione di sfoglia di pasta molto sottile a base di farina, uova, acqua e sale. In genere si hanno FRITTI 炸馄饨 Caramelle croccanti di sfoglia ripiene di gamberi o AL VAPORE 蒸馄饨 Caramelle di pasta al vapore ripiene di gamberi

BAOZI Tradizionalmente si presentano come panini ripieni cotti al vapore con diverse farciture a seconda della regione, ma oggi si trovano anche semplici e pronti da intingere.  Senza ripieno sono
FOCACCINE 炸小馒头 (Soffici panini cinesi) o CHA SHA BAO 叉烧包 (Un morbido scrigno che racchiude carne suina alle cinque spezie)

INVOLTINI Gli involtini venivano originariamente consumati durante la festa di primavera come inno alle materie prime fresche dopo i rigori dell’inverno. Si trovano VEGETARIANI 春 卷 (Involtini ripieni di verdure), di GAMBERI 鲜虾春卷  o SALMONE 鲑 鱼 春 卷 

CHEUNG FUN Involtini di farina di riso generalmente farciti con funghi, gamberi e carne; sono molto popolari ad Hong Kong e nel sud della Cina in generale. con alghe salmone e zucchine 

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Prima colazione, italiani promossi

Bene le famiglie con bambini, meno i giovani: il 18% la salta

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La prima colazione è oggi una buona abitudine a cui non rinunciano circa 9 italiani su 10. Ben l'88% la consuma infatti tutti i giorni (o quasi), un dato in aumento rispetto a 6 anni fa quando la sceglievano l'86%. Scende, quindi, il numero di chi la salta, passando dal 14% del 2013 al 12% del 2019. Molto bene le famiglie con figli under 14 - circa 4 milioni - dove tutti fanno colazione (98%), un dato in netto aumento rispetto a sei anni fa dove solo l'88% aveva questa buona abitudine. Sono alcuni dei dati emersi da una ricerca a cura dell'Osservatorio Doxa/UnionFood "Io Comincio Bene" presentata oggi a Milano, nel corso di un incontro organizzato da Unione Italiana Food, la più grande associazione in Europa che raggruppa aziende produttrici di beni alimentari. Dati positivi, è stato affermato, che mostrano come la maggior parte degli italiani abbia accolto ormai positivamente i messaggi che da anni lanciano gli esperti di nutrizione sull'importanza del primo pasto della giornata. E in questo contesto appare ancora più positivo che i genitori dimostrino una maggiore attenzione sul tema. Eppure, resta un problema per i giovanissimi: tra i 15 e i 24 anni il numero di chi la salta sale al 18%. Perché si rinuncia? La difficoltà a mangiare appena svegli (29%), la preferenza nel consumare qualcosa a metà mattina (25%) e la difficoltà a conciliare questo momento con la routine del mattino, perché ci si alza troppo tardi (16%) o per mancanza di tempo (15%).
    Non solo una buona abitudine, è stato precisato nel corso della presentazione dell'indagine, la prima colazione rappresenta anche un comparto d'eccellenza del made in Italy alimentare. Lo confermano anche i numeri: solo nel 2018 la produzione a valore dei prodotti usati anche per la prima colazione è stata di circa 13 miliardi e 854 milioni (escluso latte e yogurt). "Il mondo della prima colazione comprende categorie di prodotti molto diversi tra loro, eppure si può dire che un po' tutti mostrano un positivo stato di salute. Il valore complessivo della produzione di prodotti che vengono usati anche per la prima colazione ammonta a 13miliardi e oltre 850milioni di euro. Parliamo di un chiaro esempio del 'saper fare' delle aziende italiane", ha commenta Marco Lavazza, Presidente Unione Italiana Food.
   

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Prada, prima le persone, ogni donna ha il suo stile

Capi come archetipi, è chi li veste a dare la sua interpretazione

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Chiudi Milan fashion week: Prada (ANSA) Milan fashion week: Prada

Lo stile prima della moda, le persone prima di ogni cosa: Miuccia Prada apre le sfilate milanesi con una dichiarazione chiara, che è un po' anche la sua risposta al dibattito che è nell'aria. "La sensazione del momento è che ci sia troppo di tutto, c'è questo invito a non produrre e a consumare meno ma - riflette Miuccia Prada - se non produci non lavori. Io ho cercato di fare meno, di pensare più allo stile e alle persone che alla moda. Infatti per la prima volta ho scelto singolarmente ogni insieme per ogni ragazza".

Il risultato è una collezione fatta di pezzi che sono come degli archetipi: il tailleur boucle', la giacca con le spalle segnate, il pantalone un po' a campana, il completo con la gonna di pelle, l'abito lungo dall'aria quasi romantica, la longuette ricamata, la camicia a polo a costine aderente. Sono quasi tutti capi (apparentemente) semplici, che vengono poi combinati con la libertà che fa la differenza tra la moda e lo stile: lo stesso completo cambia faccia se portato con il tacco da signora o con la stringata con la platform, così come l'abito abbinato con il sandalo basso e il cappellino a cloche oppure con la collana di conchiglie. Che dire di un passepartout come la polo a costine? Grigia con la gonna di garza dall'aria cruda ed è subito minimal, messa sotto la giacca blu e via in ufficio, con la longuette di pelle allacciata di sbieco ed è subito sera. Basta poi un tocco, come un ricamo di felci, per cambiare twist all'abito più semplice, per rendere prezioso un top di pelle tagliata come un scampolo, per ingentilire la gonna portata con il blazer quasi severo. E con un tocco d'oro lo stesso completo di pelle parla di persone diverse, come quelle libere di scegliere tra una longuette cammello e una camicia nera o un completo di velluto a costine. Tanti stili, tante donne diverse, come le ospiti della sfilata, da Nicole Kidman alla scrittrice Juman Malouf, moglie di Wes Anderson: insieme per la fondazione Prada hanno concepito il progetto espositivo "Il sarcofago di Spitzmaus e altri tesori", che apre il 19 settembre con un cocktail che è uno degli appuntamenti più attesi di questa fashion week.

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Yoga, 5 benefici beauty che (forse) non sai

Meno occhiaie, meno rughe, la pratica

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Chiudi Yoga, un toccasana beauty. foto iStock. (ANSA) Yoga, un toccasana beauty. foto iStock.

Lo yoga: anno dopo anno, cresce il numero di persone che si dedica a questa pratica che è un toccasana sotto ogni punto di vista. Anche beauty: i benefici mentali e fisici di questa disciplina si legano infatti al benessere del viso, influendo in maniera positiva sullo stato di salute della pelle. Abiby, talent scout di prodotti must have e novità nel mondo beauty, svela 5 segreti di bellezza legati a questa disciplina: meno occhiaie, pelle più luminosa, più elasticità e meno rughe.

Addio alle borse sotto gli occhi: lo yoga migliora la circolazione corporea e rallenta l’invecchiamento cellulare
Lo yoga è una disciplina che ha un grande impatto sull’intera circolazione corporea, sia quella sanguigna che quella del sistema linfatico. Immaginando il corpo come una grande rete autostradale, dopo ore seduti a una scrivania o dopo un’intera giornata in piedi l’intero sistema ha bisogno di far circolare il traffico in maniera regolare: lo yoga permette di farlo con movimenti lenti e mirati favorendo una buona circolazione sanguigna che rallenta l’invecchiamento cellulare, aiuta ad avere arti meno gonfi ed eliminare le borse sotto gli occhi.

Stop alle rughe: lo yoga aiuta a rilassare i muscoli, anche quelli del viso
Con lo yoga ogni muscolo è stimolato e riattivato. Più forza e resistenza, flessibilità ed elasticità: i primi risultati sono già visibili dopo poche settimane di pratica. Spesso quelli più rigidi e contratti sono quelli della schiena e del collo, che se sforzati possono causare forti mal di testa. Oppure quelli del viso, che invece possono anticipare la comparsa delle rughe.

Lo yoga previene e combatte le infiammazioni, inclusi sfoghi cutanei e acne
Alla base delle infiammazioni possono esserci cause molto diverse tra loro tra cui lo stress; lo yoga aiuta a combatterli sia dal punto di vista corporeo, con l’attivazione e il rilassamento dei muscoli e la stimolazione del sistema circolatorio, sia dal punto di vista mentale, grazie alla meditazione. Anche quelli causati dal sistema digerente possono essere limitati o addirittura eliminati: molte posizioni yoga favoriscono infatti la digestione e il movimento intestinale. Lato “beauty”, uno dei primi benefici è la riduzione e l’eliminazione degli sfoghi cutanei, brufoli in primis.

Lo yoga facilita il sonno ed elimina le occhiaie
Una buona nottata di sonno insieme a una buona idratazione aiutano a ridurre e a prevenire le occhiaie in modo naturale. A volte però è difficile godere di un buon riposo a causa delle giornate frenetiche che viviamo. Diverse posizioni yoga insegnano a governare corpo e mente, a quietare i pensieri e concentrarsi sul respiro e non sugli avvenimenti passati. Queste attività garantiscono un sonno più profondo e ristoratore che aiuta il corpo e la mente a rigenerarsi e ristabilire gli equilibri.

Lo yoga tiene a bada i pensieri negativi per una pelle luminosa
Lo yoga non coinvolge solo il corpo ma prima di tutto mette in moto la mente: è lei che pone i limiti, aiuta a mantenere le posizioni, regola ogni singolo movimento. Lo yoga è quindi un allenamento anche per il cervello e per lo spirito: aiuta a concentrarsi, migliorando la nostra capacità di trovare e mantenere un focus, permette di controllare ed eliminare i pensieri negativi. Così facendo, lascia più spazio alla positività, migliorando anche la flessibilità dei nostri pensieri oltre che quella dei nostri muscoli. Il risultato beauty? Una pelle luminosa e distesa che non conosce stress.

“La pratica dello yoga ha grandi benefici dal punto di vista beauty: insieme ad una routine di bellezza dedicata, aiuta a valorizzare il proprio corpo e soprattutto il proprio viso”, sottolinea Valentina Abramo, Brand Partnership Manager di Abiby che dedica allo yoga la beauty box di settembre ‘Feed your Soul’, con prodotti in grado di detergere e rigenerare in profondità, ideali per realizzare quotidianamente un delicato rituale beauty. In perfetto stile #YogaSkin, l’ultimo trend del 2019 che punta a rendere il proprio aspetto più rilassato e luminoso, proprio come dopo una lezione di yoga”.

 

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Living mountain, con sport o relax montagna da vivere sempre

Andare 'per erbi' o in mountain bike, il green d'autunno al Ciocco

Lifestyle Tempo Libero
Chiudi la Tenuta del Ciocco, nella Valle del Serchio, provincia di Lucca. Taverna dello Scoiattolo a 1000 mt (ANSA) la Tenuta del Ciocco, nella Valle del Serchio, provincia di Lucca. Taverna dello Scoiattolo a 1000 mt

​La voglia di verde - un mix vario e componibile a piacere di natura, sport, relax - è stato il trend più forte delle vacanze appena trascorse. Da qualche anno sta riguadagnando forti preferenze rispetto alla voglia di mare (detto in generale, poi ciascuno segue le proprie inclinazioni) e questo 2019 sembra essere stato un anno di svolta grazie anche ai temi green che dilagano ovunque. Ma mentre le vacanze al mare, perlomeno in Italia, sono finite o ridotte al weekend, la montagna - non necessariamente alta - ha vita più lunga e anche al di là della neve che si attende.

Si parla di living mountain per indicare una montagna da vivere e in vari modi tutto l'anno, un territorio da esplorare seguendo le stagioni, con un contatto con le comunità locali che dell'accoglienza fanno una missione non solo di business. Una montagna che diventa 'ricarica naturale', antidoto allo stress e per questo da qualche tempo in molte zone si studiano modi di accoglienza per viverla slow tutto l'anno declinando le esperienze sull'enogastronomia portante, sul benessere, sul fitness, sulla scoperta del luogo e sullo sport. Living mountain sono definiti i programmi che le località montane più aperte e accoglienti organizzano non solo l'estate ma tutto l'anno, in particolare in autunno che offre colori stupendi con il foliage e i profumi del bosco in cucina con la stagione dei funghi e delle castagne. Una montagna da vivere con scarponcini o pedali ai piedi, tra sentieri battuti o per una pedalata tra boschi e pascoli. Programmi di living mountain sono lungo l'arco alpino, come ad esempio a Madonna di Campiglio e nelle Dolomiti di Brenta. E nel centro Italia dove la grande tenuta naturalistica del Ciocco, 600 ettari in Garfagnana in provincia di Lucca è votata alla living mountain. Non ci sono vie ferrate come in alta quota ma lungo i sentieri si va per 'gli erbi' come una delle guide locali, Alessandra Fiori, chiama in generale le varie piante che incontra e racconta insegnando a riconoscere lungo il cammino aromatiche comuni come nepitella, finocchio selvatico, malva, melissa, sambuco. O con e-bike si esplora il territorio con vista sulla Valle del Serchio che stregò Giovanni Pascoli che di Castelvecchio fece il suo buen ritiro e luogo di scrittura oggi protetto gelosamente dal lascito testamentario della sorella Maria e per questo casa-museo dove il tempo si è fermato al 1912, data della scomparsa del poeta.

Nelle oltre 42 km di strade sterrate e non, oltre a numerosi percorsi ciclabili nel bosco, cinque diverse tipologie di strutture ricettive, incluso il resort di lusso Renaissance Tuscany parte della catena Marriott, quattro ristoranti, si trova un vero e proprio villaggio sportivo con la Pump Track coperta più grande d’Italia dove allenarsi con dossi e paraboliche da sperimentare poi in Mtb. Il Ciocco appartiene alla famiglia Marcucci da generazioni realizzato inizialmente ettaro dopo ettaro con le rimesse del fondatore Luigi, panettieri emigrato a Chicago e poi portato avanti dal figlio Guelfo lungimirante imprenditore che nel 1967 inaugurò qui il primo resort d'Italia, rivoluzionando il mercato delle
vacanze, con svago, sport e benessere in un’unica soluzione. E ora dai discendenti. Qui è nata, con Mariolina Marcucci, la prima tv musicale europea - Videomusic, correva l'anno 1984 e in questa tenuta hanno svolto il ritiro tante squadre di calcio, dalla Nazionale italiana a quella russa, dalla Fiorentina al Bologna. La bici, in particolare la moutain bike è di casa: dopo la finale del 14-15 settembre della Coppa Italia Giovanile Cross Country sono attesi il Campionato Europeo Trial (5-6 ottobre) e la Coppa del Mondo Trial(12-13 ottobre).​ Il Festival d'autunno il 22 settembre tra spettacoli di falconeria e voli in mongolfiera esalterà la bellezza di un territorio che tra borghi (come quello di Barga, nella lista arancione dei più belli d'Italia), chiese dell'anno 1000, fortificazioni, paesaggi, ponti medievali, meno di altri ha visto l’intervento dell’uomo e conservato un assetto antico.​

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Matrimoni 2020, dalle partecipazioni ai colori tutte le tendenze

Dalla fiera Tuttosposi i consigli della wedding planner Cira Lombardo

Lifestyle Design & Giardino
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Matrimoni 2020 ecco le tendenze per il giorno del sì, secondo la wedding planner Cira Lombardo ospite della Fiera Tuttosposi (19-27 ottobre alla Mostra d'Oltremare di Napoli). In quattro incontri gratuiti nei weekend 19-20 e 26-27 ottobre, dalle 12.00 alle 13.30, consiglia su come organizzare le nozze che hanno sempre sognato. Ecco quanto ha ancipato ad Ansa Lifestyle sui Wedding Trends del 2020:

Partecipazioni. Gli sposi del prossimo anno si innamoreranno delle partecipazioni fatte a mano, sempre più richieste e apprezzate. Non parliamo di inviti “fai da te”, ma di vere e proprie opere d’arte in miniatura, realizzate da artisti esperti e personalizzate. Le più scelte del 2020 saranno quelle dipinte con pitture ad acquerello, semplici, chic e incredibilmente romantiche
Colori. Al corallo e al color pesca, protagonisti del 2019, si aggiungono nuove tonalità pastello, fresche e delicate, come il neo menta, un verde chiarissimo con una punta di azzurro, il pourist blu, una sorta di celeste polvere con una vena di grigio, e il malva, mix tra viola e rosa antico.
Temi. Natura e bosco incantato ispirati alla shakespeariana “Sogno di una notte di mezza estate” e con eco proveniente dagli stili più amati del 2019, il barocco e il boho chic. Tantissimi wedding day avranno come tema anche il semplice colore scelto come fil rouge dell’evento.
Effetti speciali. Matrimoni sempre più tecnologici, con spettacoli di luci laser, fuochi piromusicali e riprese video con drone a cui gli sposi non potranno rinunciare
Green Non dimentichiamo i matrimoni ecologici, la tendenza del momento per coppie che hanno a cuore la salvaguardia del pianeta: sempre più futuri sposi scelgono dettagli a impatto zero, come partecipazioni in carta riciclata, ricevimenti plastic free e come bomboniere, semi da piantare.

Moda sposa. La moda Sposa 2020 vira con decisione verso uno stile romantico e sognante. Questa tendenza non porrà l’attenzione solo su abiti ampi e principeschi, che pure saranno molto gettonati, ma anche su modelli più semplici e minimal, il cui stile sarà interpretato, però, sempre in chiave romantica. In generale, avranno grande successo tessuti nobili, capaci di mettere in risalto la femminilità e l’eleganza della sposa, insieme a dettagli di pizzo, tulle, ricami e pietre preziose. Infine, vera chicca della prossima stagione saranno gli abiti trasformabili e i completi pantalone con strascico a effetto, per spose originali e dalla forte personalità, desiderose di stupire.

 

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Moda Milano al via, si comincia con tuffo in piscina

Prada per la prima volta in apertura di fashion week. 58 sfilate in programma

Lifestyle Moda
Chiudi La tuffatrice Noemi Batki si tuffa durante la sfilata di Benetton Spring-Summer 2020 collection,  alla Milano Fashion Week (ANSA) La tuffatrice Noemi Batki si tuffa durante la sfilata di Benetton Spring-Summer 2020 collection, alla Milano Fashion Week

Prende il via con un tuffo in piscina, alla storica Cozzi, dove sfila (ma fuori dal calendario ufficiale) la collezione Benetton per lui e per lei disegnata da Jean Charles de Castelbajac, la settimana della moda donna dedicata alle proposte per la prossima estate. Se le sfilate vere e proprie iniziano il 18 settembre, ed entrano subito nel vivo con Prada, per la prima volta in apertura di fashion week, Milano già da giorni è nel vortice modaiolo, con presentazioni e aperture di negozi una via l'altra. Ha giocato d'anticipo Tommy Hilfiger che il 16 settembre, assieme al campione di Formula 1 Lewis Hamilton, ha presentato la collezione TommyXLewis autunno 2019 con una performance alla Società del Giardino. "L'architettura storica di Milano si è fusa con l'energia giovane e dinamica della città e ha davvero colto appieno lo spirito della mia collaborazione con Lewis" ha detto Tommy Hilfiger, mentre Hamilton ha spiegato che "questa stagione è incentrata sull'incontro tra due mondi distinti: il classico Dna sportivo americano di Tommy e il mio stile streetwear contemporaneo". Sempre il 16 Fred Perry ha organizzato un evento itinerante in battello sul Naviglio Grande per inaugurare il murales che prende vita grazie a un video in motion graphic che si può vedere inquadrando con lo smartphone il QR code presente sulla parete. Il 17, invece, l'inaugurazione del Fashion Hub con la presentazione della collezione tutta ecosostenibile di Gilberto Calzolari, vincitore del Franca Sozzani GCC Award for Best Emerging Designer. La proposta per la prossima estate, intitolata Dune, è un grido di allarme nei confronti della desertificazione del pianeta. Per donne nomadi e guerriere, abiti tribali in "tessuto di sughero" ma anche capi high-tech realizzati con l'upcycling di airbag scoppiati, nati grazie a una partnership con Volvo Car Italia.

Di sostenibilità parla anche Jean Charles de Castelbajac, mostrando il trench di carta creato per la nuova collezione Benetton, che è un viaggio tra i porti del Mediterraneo fatto di righe mariniere ma a tutto colore, gonne cartolina con tanti saluti da Saint Tropez, felpe e t-shirt con le stampe delle campagne firmate da Oliviero Toscani e abiti decorati con l'immagine di Braccio di Ferro o con piccoli maglioncini a righe applicati al posto delle tasche. Dal 18 settembre si comincia con la sfilata di N21, Alberta Ferretti, Jil Sander e Prada, di cui molto probabilmente sarà ospite il regista Wes Anderson, che apre la sua mostra "Il sarcofago di Spitzmaus e altri tesori" alla Fondazione Prada, per cui aveva già disegnato il Bar Luce. Attesi ospiti  per la chiusura della rassegna, il 22, giorno delle sfilate di Dolce e Gabbana e Gucci, ma anche dei Green Carpet Fashion Awards, gli Oscar della moda sostenibile in programma alla Scala.

Tra le 58 sfilate in programma in questi giorni, i debutti di Peter Pilotto, Boss, Simona Marziali-MRZ, vincitrice di Who's on Next 2018, DROMe e Shuting Qiu. Tra gli appuntamenti culturali, la mostra itinerante di Louis Vuitton 'Time capsule' a Palazzo Reale; tra gli eventi mondani tante inaugurazioni di boutique, da Msgm a Simonetta Ravizza; tra le presentazioni più insolite quella sul tram di Margherita Missoni, nuovo direttore creativo di M Missoni. La location più gettonata? I bagni misteriosi, scelti da Francesca Liberatore, Iceberg e Missoni. Torna in via Borgonuovo, invece, Giorgio Armani, che nel giorno della sfilata, sabato 21, presenterà 'La prima' borsa che ha disegnato, aprendo per la prima volta le porte della Fondazione che porta il suo nome.

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Stress da rientro, abituarsi gradualmente è la soluzione

Prima di affrontare la routine ritagliarsi piccoli momenti per sè

Lifestyle Beauty & Fitness
Chiudi Esercizi di stretching nel parco foto iStock. (ANSA) Esercizi di stretching nel parco foto iStock.

Affaticamento, poca voglia di riprendere la solita routine: difficile rientrare nei canoni almeno per un primo periodo e se il bel tempo ancora ci fa nostalgia d'estate. Lo stress da rientro capita a tutti, chi più chi meno. Come sopravvivere a questa momentanea impasse? “Il rientro alla routine è un cambiamento forzato, se ci costringiamo a non sentirlo, creeremo una doppia forzatura che manderà in tilt il nostro sistema”, dichiara la Dottoressa Elena Badalamenti, Problem Solver, Coach e Formatore in collaborazione con Gillette Venus. “Il modo più efficace per mantenere uno stato ottimale, evitando la trappola del trascurare il proprio corpo e la propria mente, è abituarsi gradualmente al cambiamento.

Ecco una tecnica semplice di problem solving utilizzata dall’Executive Performance Coaching Lab adattata al momento del rientro, che rispetta soggettività e peculiarità di ognuno di noi:

- Porsi la seguente domanda: “Cosa faccio di diverso quando sono in uno stato di ottima forma rispetto a quando sono sotto pressione?”;
- Fare una lista dei comportamenti divisi in “sotto pressione” e “ottima forma”;
- Scegliere dalla lista delle cose che facciamo in stato ottimale solo le più piccole e metterle in atto la mattina prima di affrontare la routine quotidiana;
- Prima di affrontare le incombenze della giornata dedicarsi dei propri momenti di cura, come perdersi nel piacere della pagina di un libro, di una piccola passeggiata o di una doccia rilassante, ci farà partire con più energia e manterrà più a lungo i benefici dell’estate”.

Arginata la sindrome da rientro con questo stratagemma, non rimane che godere degli scampoli d’estate e degli ultimi fine settimana, sia in città che fuori porta, che ci permettono di respirare ancora un po’ di aria di vacanza. 

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Friends 25 anni dopo, a New York nei luoghi della serie cult

Tra il palazzo di Greenwich dove vivevano i ragazzi alla Grand Army Plaza della sigla

Lifestyle Tempo Libero
Chiudi A New York, Greenwich, all’incrocio tra Bedford e Grove street il palazzo dei ragazzi di Friends (ANSA) A New York, Greenwich, all’incrocio tra Bedford e Grove street il palazzo dei ragazzi di Friends

A 25 anni dal debutto, Friends rimane una delle serie più amate della televisione, con milioni di fan nel mondo e una generazione, quella dei ragazzi più o meno grandi della metà degli anni '90, che è stata segnata da Friends, così come la precedente lo era stata da Happy Days. Ancora oggi è uno dei programmi più seguiti in televisione sulla sua rete originale,  un appuntamento costante nella syndication e nei servizi di streaming, dove continua ad essere un successo mondiale. In Italia è attualmente in onda tutti i giorni su Comedy Central - Canale 128 di Sky. Tra le serie favorite dalla critica e dal pubblico durante le sue 10 stagioni, Friends non solo ha vinto l'Emmy per la Migliore Serie Comica, ma si è anche aggiudicata gli Emmy Awards per le star della serie Jennifer Aniston e Lisa Kudrow. Della Warner Bros. Television, Friends segue le vite e gli amori di un gruppo affiatato di amici che vivono a New York City: i fratelli Ross (David Schwimmer) e Monica Geller (Courteney Cox), insieme agli amici Chandler Bing (Matthew Perry), Phoebe Buffay (Lisa Kudrow), Joey Tribbiani (Matt LeBlanc) e Rachel Green (Jennifer Aniston). Il mitico divano arancione dove i sei inseparabili amici sedevano per discussioni, amori, risate, confessioni e colpi di scena è in tour nel mondo, è stato al Lido di Venezia durante la Mostra del cinema, arriva a Roma il 21 e 22 settembre a Piazza Barberini.

La quasi totalità delle vicende narrate in Friends si svolge nelle vie di New York e in particolare a Manhattan. Ecco, suggeriti da Made, alcuni luoghi cult della serie per un itinerario indietro nel tempo. 

Tra i luoghi indimenticabili, il famoso palazzo dove vivevano i ragazzi, la tappa n.1 per i fan della serie tv. Sebbene gli interni fossero ricostruiti in set fotografici, non mancavano nella serie le inquadrature dell’esterno del loro palazzo, realmente in città! Più precisamente nel quartiere di Greenwich, all’incrocio tra Bedford e Grove street. A pochi passi dal palazzo, percorrendo Bedford street fino all’incrocio con Christopher street, si può trovare il piccolo teatro Lucille Lortel Theater in cui Joey si è esibisce nella terza stagione.

Altro luogo storico è il Central Perk, il bar dove i ragazzi si trovano tutti i giorni per parlare delle loro (dis)avventure. Il luogo non esiste davvero nella realtà ma è impossibile non citarlo. 

Washington Square è la zona in cui sono ambientate gran parte delle vicende di Ffriends: nella serie capita spessissimo di vedere scorci dei palazzi con le celebri scalinate antincendio e l’arco al centro di Washington Square Park è senz’altro una delle immagini più famose del programma.

Infine Grand Army Plaza: qui si concentrano un gran numero di palazzi facilmente ricollegabili alla serie: la Pulitzer Fountain, al centro della piazza, ha ispirato la famosa fontana della sigla di Friends e il Plaza Hotel è la location per la festa di fidanzamento di Monica e Chandler.

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A New York il primo hotel al mondo dedicato al lusso del sonno

Equinox Hotel a Hudson Yards, dal letto con vibrazioni alle app con i rituali tutto è per riposare

Lifestyle Lusso
Chiudi Equinox Hotel si trova in un grattacielo di 91 piani all'interno dell'Hudson Yards a New York (ANSA) Equinox Hotel si trova in un grattacielo di 91 piani all'interno dell'Hudson Yards a New York

Un albergo dedicato alla cura del sonno nella città che non dorme mai. A New York ha aperto Equinox Hotel, il primo hotel del sonno al mondo nonché il primo associato ad un brand del Fitness. Equinox Fitness è infatti un'azienda americana del luxury fitness che comprende tra gli altri SoulCycle, centro dedicato esclusivamente allo spinning frequentato anche dall'ex First Lady Michelle Obama. Equinox Hotel si trova in un grattacielo di 91 piani all'interno dell'Hudson Yards il nuovo polo residenziale, business e intrattenimento inaugurato sull'estremo versante occidentale della città, poco distante dal fiume Hudson. Ha 212 stanze, 48 delle quali sono suite e una penthouse. E' dotato inoltre di una palestra da oltre 5mila e 500 mq, due piscine, una interna e una esterna, una spa, due ristoranti, di cui uno riservato solo agli ospiti, un bar con terrazza all'aperto con una vista spettacolare e una dining room privata. Ma oltre all'aspetto 'wellness', la vera esperienza all'Equinox Hotel è appunto quella che può essere definita la cura del sonno. L'albergo è stato infatti concepito come un luogo dove il sonno non è negoziabile. Le stanze possono essere paragonate a delle camere del sonno con livelli precisi di temperatura, silenzio e oscurità. "La temperatura è mantenuta costantemente tra i 18 ed i 19 gradi - ha detto all'ANSA Claudia Dalla Torre, 25enne romana a capo del Entertainment and Diplomatic Sales - per incoraggiare il sonno ottimale. Le persiane a scomparsa garantiscono il buio totale e le finestre sono completamente insonorizzate". L'assenza di qualsiasi tipo di suono è un lusso senza prezzo a New York dove il rumore non da' tregua in qualsiasi momento della giornata. La cura del sonno parte anche dal letto. "Non ci sono molle o parti in metallo - continua Claudia -. Il materasso è fatto a mano in Grecia con fibre naturali che aiutano a prevenire il sudore notturno. Accanto al letto c'è un'area per sedersi perchè il letto deve essere riservato esclusivamente al sonno".

Tra le amenità, oltre alla vista sul Vessel, la nuova attrazione di New York situata al centro della pizza di Hudson Yards, un'app sulla tivù con dei rituali, come dei tutorial per svegliarsi e per addormentarsi. La doccia del bagno ha tre tipi diversi di gettito d'acqua e anche i prodotti per l'igiene personale sono diversi a seconda se usati al risveglio o prima di andare a dormire e recano l'etichetta Am (mattino) o Pm (pomeriggio). Oltre ad avere il lusso di un sonno indisturbato, gli ospiti dell'albergo potranno ulteriormente coccolarsi con una Spa che offre sauna ad infrarossi, una camera per la crioterapia, IV drip (terapia endovenosa, ndr), un delta wave table, ossia un letto con vibrazione che fa cadere in un sonno profondo. Trenta minuti sembrano come aver dormito tre ore. Ma visto che soprattutto alle nuove generazioni piace combinare travel and wellness, l'Equinox Hotel di New York sarà solo il primo di una lunga serie. "Nei prossimi undici anni - spiega Claudia - ne apriremo 33 negli Stati Uniti, il prossimo già dalla fine dell'anno prossimo a Seattle. Poi seguiranno Los Angeles, Houston, Chicago, Hawaii".
   

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Iconica, quando Torino era capitale della moda

Un percorso tra piccole sartorie e grandi atelier storici, con abiti e bozzetti

Lifestyle Moda
Chiudi Iconica (19-23 settembre, Torino) (ANSA) Iconica (19-23 settembre, Torino)

Abiti, bozzetti, immagini che raccontano la storia inedita che ha consacrato Torino capitale della moda. Una città che pullulava di piccole sartorie e grandi atelier: da Sanlorenzo alla Naide, sopra il caffè Platti, dove si poteva incontrare Marella Agnelli, alle sorelle Cappa in via Pietro Micca.  La racconta, dal 19 al 23 settembre Iconica, format nato con l'obiettivo di avvicinare il pubblico alle storie di personaggi diventati icone del nostro tempo: dalla moda all'arte, dalla letteratura alla musica, dal cinema al design.  Il tema della seconda edizione è 'Atelier. Torino artefice dell'eleganza'. La mostra, a ingresso gratuito, si svolge in otto sale di Palazzo Chiablese che hanno ospitato Paolina Bonaparte e la regina Margherita di Savoia: 32 manichini con abiti iconici, ma anche un importante nucleo - mai esposto prima - di schizzi originali di cappelli della modista Pina Cerrato.

La moda italiana è nata a Torino. Il 31 marzo 1911 nel centro città per la prima volta una donna torinese indossò un paio di pantaloni femminili. Si trattava di calzoni modello ‘jupes-culottes’ lanciati dal sarto parigino Paul Poiret all’Esposizione Internazionale dell’Industria e Lavoro che si teneva nel capoluogo piemontese in quei giorni. Per sfuggire al clamore che la vista di tale ‘sfacciata’ mise provocò nel pubblico a passeggio in piazza Carlo Felice, la signora dovette rifugiarsi in una profumeria e uscire dal retro diverse ore dopo.
Con l’Expo del 1911 e il lussuoso Padiglione dedicato alla Moda si parlò per la prima volta della nascita della “Sartoria Italiana” e Torino si consacrò polo di riferimento al pari della vicina Parigi.
Nel 1935 in città si aprì la sede dell’Ente Nazionale della Moda e, nel novembre del 1950, nacque il Samia, il primo salone della moda italiana. Era una manifestazione unica in Italia che riscosse un grande successo fino alla sua chiusura nel 1977. Per quasi tutto il XX secolo Torino è stata capitale indiscussa della moda, seconda solo a Parigi. La forza del settore torinese risiedeva, prima che nell’originalità, nell’abilità sartoriale, un’eccellenza artigiana che poteva vantare una grande e ricca clientela in tutto il mondo.
Occorre arrivare all’inizio degli anni ’60 perché il GFT (Gruppo Finanziario Tessile) di Torino trasformi la produzione della moda da sartoriale a industriale dando vita a una delle prime distribuzioni del prêt-à-porter delle grandi case di moda. Per circa vent’anni l’azienda torinese fu il principale polo produttivo e distributivo della moda italiana e non solo lavorando per Valentino, Armani, Dior, Ungaro e molti altri marchi prestigiosi. Con molteplici società, stabilimenti anche all’estero e un gran numero di marchi propri come Marus, Facis e Cori l’azienda rappresentò un esempio di industria fiorente completamente torinese. Furono invece gli anni ’90 a segnare il passaggio del testimone da Torino capitale della moda a Milano, con la nascita della sua famosa Fashion Week e l’imporsi di nuovi brand nel panorama internazionale.

Torino pullulava di piccole sartorie e grandi atelier che, dai primi del ‘900 agli anni ’80 e oltre, si avvicendavano, affiancavano e spartivano equamente un raffinato pubblico di fedeli clienti.
L’atelier Vacchetta in via XX Settembre, ‘Trinelli’ in piazza Castello sopra Baratti & Milano, la ‘Naide’, con la sua chicchissima direttrice Madame Biagine, al piano nobile sopra il caffè Platti, dove si poteva incontrare Marella Agnelli. Le storiche ‘sorelle Noussan’ in via Arcivescovado 1, le ‘sorelle Cappa’ in via Pietro Micca, la ‘Longo’ dietro via Cernaia e ‘Maria Cristina’ in via Roma. E ancora, l’atelier ‘Solaro’ in piazza San Carlo sopra il Caffè Torino, a fianco la maison ‘Favro’, famosa, oltre che per i sui capi, per gli arredi che sembrava non avessero nulla da invidiare a una reggia. In corso Vittorio Emanuele si susseguivano gli atelier di ‘Sanlorenzo’ al numero 68 già dal 1945, di ‘Emi Badolato’ al 76, a fianco, al numero 74, sotto la pellicceria Tonio, riconosciuta come una delle migliori al mondo, si faceva largo un giovane Roccuzzo che avrebbe dominato gli anni ‘80. Queste sono solo alcune delle tantissime sartorie di cui non si incrocia che qualche abito e il racconto di chi è rimasto testimone di quell’epoca.


   

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Echi vittoriani nell'animo street di Burberry

Terza stagione per Riccardo Tisci: "ho studiato l'archivio storico del brand, ora sono pronto a innovare"

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La sfilata di Burberry, il marchio made in Britain per eccellenza, è tra le più attese della London Fashion Week. Nella terza giornata di collezioni ha allontanato per qualche ora le preoccupazioni per lo scenario di una possibile Brexit no deal, di un taglio netto dall'Ue potenzialmente devastante anche per l'industria della moda. L'ex premiere dame Carla Bruni, l'attrice Isabelle Huppert e il gotha della moda internazionale si sono sono schierate nelle prime file col solito parterre d'eccezione, da Anna Wintour ad Edward Enninful, passando per Anna Dello Russo e Suzy Menkes. La location è stato il Troubadour Theatre a White City: una grande tenso-struttura accanto al quartier generale della Bbc. Tutto è iniziato con un parallelepipedo di specchi levatosi a far apparire il palco. Ed ecco incedere in pedana le supermodel Irina Shayk, Kendall Jenner (in versione bionda), le sorelle Gigi e Bella Hadid, Vittoria Ceretti, Fran Summers, Freja Beha. La prima parte del défilé è dedicata all'heritage del brand, con completi sartoriali sia per lei sia per lui, aggiornati dall'utilizzo di materiali anche non tradizionali; e trench che incorporano pattern e scampoli di foulard. La sera brilla di cristalli Swarovski, che punteggiano anche vestiti gessati, gonfiandosi di piume su abiti sinuosi da sirena. La seconda parte dello show firmato dallo stilista tarantino ha invece un animo street: maxi loghi, stampe animalier e tie-dye, parka e gonne mini sul davanti ed extra long sul retro.
Lo stesso espediente applicato ai pantaloni, alla caviglia sul retro e appena sotto l'inguine di fronte, in un'esplosione di righe, quadratini e check, divenuti ormai sinonimi del brand.
Una bella prova per Riccardo Tisci, giunto ormai alla terza stagione al timone creativo di Burberry, dove ormai sembra avere trovato la sua strada, con una collezione denominata Evolution, a voler significare l'ambizione di guardare al futuro senza dimenticare le radici e i codici estetici lasciati in eredità dal fondatore Thomas Burberry: un figlio dell'era Vittoriana.
"Il mio primo anno con Burberry - ha spiegato lo stesso Tisci a conclusione dell'evento, senza nascondere la sua soddisfazione - è stato segnato dallo sforzo di comprendere e raffinare una nuova codificazione della maison. Ora, con queste fondamenta, mi sento pronto per iniziare una vera esplorazione al cuore di un marchio incredibile". Un marchio che il direttore creativo italiano succeduto all'inglesissimo Christopher Bailey ha voluto approfondire scandagliando pure "l'archivio" storico, come ha evidenziato, "per scoprire la bellissima storia delle origini del suo passato": la storia di "un giovane pioniere e self-made man di nome Thomas Burberry che costruì l'azienda durante l'era Vittoriana, un tempo di cambiamenti e progressi per la Gran Bretagna che mi ha sempre affascinato". "Un innovatore accorto", nella parole di Tisci, "ma anche un romantico e un sognatore" capace di scegliere l'unicorno, e non il cavallo dello stemma di famiglia, quale simbolo duraturo della sua creatura. 

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Fair Play is wow, capsule collection La Martina - Veepee

Nella lounge dello store a Milano, il negozio esperienziale del futuro

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La Martina, il brand argentino con la vocazione per il polo e presente oggi anche nel segmento lifestyle, e Veepee, pioniere delle vendite evento online, hanno lanciato una capsule collection legata al tema del Fair Play, filo conduttore dell’intera collaborazione che ha ispirato la limited edition e che comunica i valori di rispetto e integrità che accomunano le due aziende.
Fair Play is Wow, la collezione disegnata da La Martina per Veepee, è composta da T-shirt e Polo, con cinque capi tre per l’uomo e due per la donna, in vendita in negozio o on line sul sito.

Forte del proprio Dna di pioniere delle vendite-evento online, Veepee ha reinterpretato la propria vocazione di piattaforma ‘always on’ insieme con La Martina per offrire un’esperienza all’interno dell’Experience Lounge. Pensata come negozio ibrido e connesso, la lounge offre la possibilità di acquistare, senza interruzioni, tra online e offline, ma può anche di trasformarsi in un hub di eventi e attività fino al 10 ottobre nello store di Corso Venezia a Milano.
 “È la prima volta che una capsule collection diventa protagonista di una nostra flash-sale”, ha dichiarato Fabio Bonfà, Regional Manager Southern Europe and Latam di Veepee “e siamo orgogliosi di poter condividere questo progetto con La Martina. Tramite l’Experience Lounge i visitatori avranno la possibilità di accedere al negozio del futuro e potranno conoscere una nuova modalità di shopping. Veepee è da sempre all’avanguardia e pioniere nell’innovazione, ponendo la customer experience al centro. La multi-canalità si inserisce nella nostra strategia e ci permette di offrire ai nostri utenti un’esperienza unica”.  La Martina Experience Lounge nasce con l’obiettivo di mettere il consumatore al centro di un’esperienza unica, da vivere in store a 360°. Puntiamo a realizzare uno spazio fisico in cui sia forte la contaminazione con altri brand affini a La Martina, nell’ottica di riuscire a sviluppare un format di 'experience store' da replicare”, afferma Enrico Roselli – CEO de La Martina.

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