Armani lancia a Tokyo le collezioni Cruise

Rinnovo Ginza Tower e nuovi riconoscimenti per lo stilista

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TOKYO - Il lancio in anteprima delle collezioni Giorgio Armani Cruise uomo e donna 2020 e il rinnovo della Ginza Tower di Tokyo, sottolineando le particolari affinità dello stilista milanese con il mondo nipponico, in primo luogo culturali, a distanza di dodici anni dall'ultima visita in Giappone. Alla sfilata organizzata al Museo Nazionale di Tokyo - il più grande e antico della capitale, con una vasta collezione di arte giapponese e asiatica antica, erano presenti prestigiosi ospiti locali e internazionali. "Sono molto felice di tornare a Tokyo. È una città straordinaria ed evocativa, dove il nuovo coesiste con l'antico, senza che ci sia alcuna contraddizione", ha dichiarato Giorgio Armani. "È un luogo che mi affascina molto per la sua modernità e per la sua vita pulsante, il luogo perfetto per presentare le mie nuove collezioni".

La riapertura della rinnovata Ginza Tower, inaugurata nel 2007 e diventata uno dei principali punti di riferimento architettonici della zona, con una superficie complessiva di circa 6 mila metri quadrati articolata su 11 piani, conferma il solido legame tra Armani e il Giappone, Paese al quale lo stilista dice di essersi spesso ispirato nel suo lavoro. In occasione della sua presenza a Tokyo Armani ha ricevuto uno speciale riconoscimento da parte della Japan Department Stores Association per il trentennale rapporto che lega l'azienda all'Associazione, e per aver contribuito alla sua crescita nel mercato del Sol Levante. Separatamente, una delegazione di studenti ha incontrato lo stilista per la consegna di una lettera di apprezzamento per il supporto offerto all'Unesco Association Scholarship for 3.11 Disaster Stricken Children and Students, il programma dedicato ai bambini le cui famiglie erano state maggiormente colpite dal terremoto e lo tsunami del 2011.

Il Gruppo è tra le aziende di moda leader nel mondo con circa 7620 dipendenti. Attualmente è presente in Giappone con oltre 770 dipendenti e conta 90 punti vendita di proprietà, di cui 34 nella città di Tokyo.
   

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Lo smartphone come outfit, marca e modello bastano per giudicare una persona

Ricerca su rapporto telefono e giovani, must dell'estate è personalizzarlo

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  Dall’hipster allo yuccies, passando per lo yuppie, ogni millennial ha il suo stile. Ad accomunarli però è lo smartphone che da accessorio hi-tech è diventato un elemento che racconta le personalità del suo possessore. Dalla custodia, alla suoneria, dalla qualità delle foto e dei video, fino alla forma e al colore delle icone, nulla è lasciato al caso. 

E ogni scelta che riguarda lo smartphone racchiude in sé significati ben precisi che raccontano lo stile e il modo di vivere dei millennials. Ma i giovani, come lo scelgono e cosa rappresenta per loro? Un semplice accessorio, un simbolo di stile o un riflesso della loro personalità? Il Trend Radar di Samsung, attraverso uno studio condotto con metodologia WOA su 1.500 giovani compresi tra i 20 e i 35 anni, ha voluto indagare il loro rapporto con l’oggetto alla scoperta dei gusti e le abitudini di questa generazione.
Innanzitutto, lui, lo smartphone resta il device più amato per l’89% degli intervistati, tanto che i Millennials si rivelano sempre più smartphone – centrici: “non mi stacco mai!” è ormai diventato un vero e proprio leitmotiv, per un giovane su due dimenticarlo a casa è fonte di ansia, perché è considerato un compagno di vita insostituibile o uno “scaccia-noia”.
Lo studio di Samsung, un monitoraggio online sui principali social network, blog, forum e community italiane, ha rivelato non solo che per i giovani si tratta del mezzo di comunicazione per eccellenza, perché consente di mantenere i contatti con il resto del mondo, magari con amici o compagni di studio, ma anche che detta lo stile di una persona, diventando il protagonista indiscusso dell’outfit. Insomma, un vero e proprio trend setter.
Largo quindi alle personalizzazioni in vista dell’estate: come abbinare la borsa alla custodia o lo smalto allo screenserver? I millennials amano in primis giocare con lo schermo, con le cover che cambiano a seconda dell’outfit , con le suonerie personalizzate , fino alla forma e al colore delle icone . E se un ragazzo su 3 spende fino a un’ora al giorno alla cura della propria immagine, c’è da pensare che più del 50% del loro tempo venga dedicato alla cura del proprio smartphone.
Non solo: è considerato così importante da influenzare il giudizio che si ha di una persona. Per un giovane su tre, infatti, marca e modello bastano per giudicare, farsi un'idea su chi ci sta di fronte e che, magari, vediamo per la prima volta.

Si scopre, inoltre, che per i millennials lo smartphone riflette la personalità di una persona: gli appassionati di moda lo scelgono in base all’estetica , i narcisi in base alla facilità di condividere foto e video , chi è molto impegnato sul lavoro lo privilegia orientato al business, i music lovers lo acquistano in base alla qualità del suono.
Cosa influenza la scelta di uno smartphone piuttosto che un altro? Sicuramente il modello, che deve rispecchiare le esigenze tecnologiche, insieme al confort e al design (45%), le dimensioni e lo spessore dello schermo (33%), il prezzo (28%), e la marca (23%). E a proposito di esigenze tecnologiche, è la capacità di realizzare foto e video di qualità tra il principale driver di acquisto per il 48% degli intervistati. I millennials amano in particolar modo fotografare cibo (32%), i paesaggi e animali (21%) e i propri outfit (16%). Sempre meno fotografati i monumenti (9%). 

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Lascia l'ufficio per fare la guida in Islanda

Impiegato in azienda Tlc a Milano ha mollato, "ora sono felice"

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Chiudi Pietro D'Arca in Islanda (ANSA) Pietro D'Arca in Islanda

PALERMO - Dalle spiagge roventi siciliane, in estate, ai freddi ghiacciai. Dopo avere conseguito una laurea in economia aziendale e successivamente un master in web marketing al Sole 24 ore, era destinato a trascorrere molte ore in un ufficio, indossando ogni giorno giacca e cravatta. Già per lui, infatti, si erano aperte le porte, a Milano, del customer service di Vodafone. Ma non era questa la vita che sognava Pietro D'Arca, palermitano, 28 anni. Così, l'impiegato nell'azienda di tlc, fece le valigie e partì, per ritagliarsi un altro futuro, più avventuroso e ricco di emozioni. E ci riuscì.

Da un anno e sei mesi fa il glacier guide (guida per escursioni sui ghiacciai) e vive a Hvolsvöllur, 934 abitanti, a circa 106 chilometri a est di Reykjavík, in Islanda. "Ci sono posti nel mondo che collegano la tua anima al tuo cuore, e io ne ho trovato qui uno di quelli", dice mentre è in cima ad un vulcano. Ma come è arrivato a realizzare il suo sogno? "Ero insoddisfatto e annoiato - racconta - del mio lavoro, chiuso in una stanza, e circa due anni fa iniziai a guardarmi intorno, sono da sempre stato appassionato di outdoor e mi sembrava assurdo che non potessi avere la possibilità di fare ciò che mi piace di più. Non mi importava il fatto di essermi laureato e specializzato in materie completamente diverse, volevo inseguire la mia passione". Pietro allora cercò una via di fuga dalla Lombardia.

"Ho un amico, di vecchia data, che aveva fatto una scelta drastica con il passato, trasferendosi in Islanda, e allora lo chiamai. Mi disse che il turismo in quel paese era fortemente in crescita e che, - ricorda - se mi fosse interessato esplorare questo settore occupazionale, lui avrebbe potuto darmi una mano per iniziare il lavoro che faccio da mesi". Ecco che per D'arca si schiuse, dopo quella chiacchierata, al telefono, un nuovo mondo, accettando al volo la proposta di decollare verso nuovi traguardi. "Io non avevo esperienza lavorativa in quel campo - racconta - ma la mia voglia di cambiare, mi diede il coraggio di prendere una decisione importante". Arrivato in Islanda, Pietro iniziò un training di circa un mese per prendere il brevetto di glacier guide e concretamente guidare tour di hiking e ice climbing sui ghiacciai islandesi. "I mie clienti - dice - vengono da tutte le parti del mondo, posso dire che il 60 per cento sono americani, il 20 per cento asiatici e il restante è europeo. Chiaramente la lingua che parliamo è l'inglese. Dopo circa un anno di lavoro l'azienda mi diede un'altra iniezione di fiducia mandandomi in Canada a fare un altro corso di specializzazione e adesso sono responsabile del team per cui lavoro, composto da circa una decina di ragazzi provenienti da tutte le parti del mondo".

Ora il "dottore in economia" può dire senza essere smentito: "Credo di non aver mai raggiunto un livello di soddisfazione personale come il periodo che sto vivendo da quando sono qui, sono felice". Davanti ai suoi occhi non più i Navigli milanesi ma i getti di acqua calda che fuoriescono dai geyser islandesi. In una terra dove, in inverno, possono essere registrati, dai termometri, anche 39 gradi Celsius sotto lo zero.

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Cannes: la 'lezione' di Stallone, "mai smettere di lottare"

Ovazione per Sly, omaggio Rocky restaurato e prime immagini Rambo V

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"Never stop punching", mai smettere di dare i pugni, mai smettere di lottare dice Sylvester Stallone ritenendo quello il messaggio piu' forte, l'eredita' dei personaggi iconici del suo cinema, Rocky e Rambo.
L'attore e' stato osannato dai 1000 giornalisti presenti alla sala Debussy per la sua 'lezione' di cinema in occasione della proiezione speciale fuori concorso stasera di Rambo - first flood, il primo della saga, datato 1982 e ora restaurato alla vigilia dell'uscita mondiale a settembre di Rambo V di cui saranno proiettate le prime immagini. Applausi, standing ovation, e anche un regalo durante l'incontro durato un'ora e 40 minuti circa: la foto incorniciata di Jean Paul Belmondo, suo fan, con indosso i guantoni da boxeur. In sala c'erano anche giornalisti con maglie a tema Rocky Balboa.
"Un nuovo Rocky? Con braccia o senza braccia", ha scherzato l'attore ironizzando sulla tenuta fisica di quel fantastico personaggio nato nel 1976, diventato film da ben tre Oscar, "nell'anno - ha ricordato Stallone con la sua voce grave inconfondibile, dovuta, ha spiegato, ad un problema alla nascita - di Taxi Driver e di Tutti gli uomini del presidente".
Stallone, stivaletti texani, camicia a scacchi, jeans e maglietta scura, ha sottolineato le differenze tra l'"ottimistico" Rocky e Rambo "che invece da' forma alla parte oscura di ciascuno di noi". Quest'ultimo e' stato simbolo dell'America di Reagan, ma l'attore ha negato "non l'ho mai concepito con un'anima politica, non la sento io e non la sente lui, semmai patriottica. Il personaggio ha una grande storia, e' nato leggendo della solitudine e della rabbia dei veterani del Vietnam e dei tantissimi che tentavano di uccidersi. Una volta uscito il film nel 1983 mi chiamo' il presidente Reagan e mi disse: 'Rambo, ecco un vero repubblicano' e cosi' e' cominciata questa leggenda".
Sylvester Stallone, 73 anni e un fisico ancora molto atletico e muscoloso, ​ma non per vanita' o narcisismo, ho modellato il mio fisico per entrare nei personaggi come hanno fatto Harvey Keitel e Robert De Niro. Il linguaggio del corpo non e' meno importante di altro".
Sly ha spiegato come si senta tutt'uno con Rocky e Rambo, "non ho mai separato me stesso da loro, ne ho interpretato, sentito, le vittorie e i fallimenti, la solitudine e la gioia.
Esprimono entrambi l'umanita' e la difficolta' di essere in equilibrio con il mondo intorno". Il primo personaggio, Rocky lo ha lanciato nel firmamento cinematografico 43 anni fa quando era un attore di secondo ordine: "nessuno voleva investire in quella storia invece l'amore per la boxe aveva unito tutti noi che nel film abbiamo lavorato non per i soldi ma per la passione. Poi quando il film usci fu un enorme incredibile successo: questo e' il potere del cinema che immediatamente ti fa sentire vicino e complice ad un personaggio e cosi' accadde per Rocky che al pubblico trasmetteva la voglia indomabile di non arrendersi".
Non tutti i suoi film sono stati successi nonostante il richiamo di Stallone: "Rocky V, nel 1990, e' stato un disastro, ero depresso, la mia carriera a picco, non ricevevo piu' telefonate, poi dopo 16 il nuovo Rocky Balboa mi ha rimesso in pista, ma ho molti rimpianti soprattutto rispetto a tanti film di scarsa qualita' che ho fatto con il pilota automatico. A volte capita di rivederli e sentire mia figlia che mi dice 'ma che robaccia e'?' ecco in quei casi spengo subito la tv''. E il suo 'rivale' Arnold Schwarzenegger? "Dopo 35 anni ci siamo ritrovati insieme sul set per I mercenari e siamo diventati amici".

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L'alta moda di Giambattista Valli per H&M

Collaborazione d'autore, debutto a Cannes con Kendall Jenner in rosa fucsia

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Chiudi amfAR Gala - 72nd Cannes Film Festival (ANSA) amfAR Gala - 72nd Cannes Film Festival

Per la serie "sodalizi tra aziende e stilisti eccellenti" è stata annunciata al gala dell'amfAR a Cannes la nuova collaborazione di H&M che stavolta vedrà un couturier del livello di Giambattista Valli cimentarsi con la moda del colosso svedese dell'abbigliamento low cost, disegnando per la prima volta anche l'uomo. Per avere un assaggio di ciò che sta preparando il couturier romano vissuto a Parigi, dove ha fondato il suo atelier nel 2005, alcuni capi della pre- collezione sono stati indossati al gala a Cannes da Kendall Jenner, in tulle fucsia corto davanti con coda, Chris Lee (Li Yuchun) in tulle albicocca con coda, Chiara Ferragni in bianco corto e ricamato con strascico, H.E.R. in tulle lungo e candido, Bianca Brandolini d'Adda in top reggiseno bianco e mini, Ross Lynch in vestito maschile- debutto grigio a pois neri. Questi capi saranno disponibili dal 25 maggio in alcuni negozi e sul sito H&M mentre la collezione completa sarà in vendita nel mondo il 7 novembre. "Sono davvero felice di questa collaborazione - commenta Valli - H&M mi ha permesso di trasmettere la mia visione dello stile e di celebrare la bellezza con un pubblico più ampio.
    L'obiettivo è condividere la mia passione per la bellezza, così come far parte dei più bei ricordi di coloro che indosseranno i miei capi e contribuire a creare storie d'amore in tutto il mondo". "Siamo entusiasti - aggiunge Ann-Sofie Johansson, creative advisor H&M - di aver collaborato con Valli. È il maestro dell'alta moda con un talento indiscusso per le silhouette. Poter offrire ai nostri clienti i suoi esclusivi modelli è un sogno che si avvera. Non vediamo l'ora di scoprire quale sarà la loro reazione dopo l'annuncio di questa fantastica collezione".
   

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Natura compra Avon, è quarto gruppo beauty al mondo

Operazione da 3,7 mld dollari. Closing previsto per inizio 2020

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Colpo grosso di Natura, leader nel settore della bellezza in Brasile: l'azienda di cosmetici verdeoro ha confermato  l'acquisto della concorrente americana Avon per circa 3,7 miliardi di dollari, dando così vita a un gruppo valutato in 11 miliardi di dollari considerato il quarto maggiore al mondo di questo tipo.
    Grazie all'operazione, Natura controllerà circa il 76% del gruppo, mentre il resto sarà detenuto dagli azionisti Avon.
    La transazione deve essere approvata dagli azionisti di entrambe le società, nonché dalle autorità garanti della concorrenza e del mercato. Il closing è previsto per l'inizio del 2020.
    Nella nota si sottolinea che, quello appena creatosi, sarà "il quarto più grande gruppo esclusivo di bellezza al mondo", con un fatturato annuo di oltre 10 miliardi di dollari, più di 6,3 milioni di rappresentanti e consulenti, 3.200 negozi, oltre 40 mila dipendenti e presenza in cento Paesi.
    La scalata di Natura è iniziata nel 2013, quando acquistò l'australiana Emeis Holdings, un fabbricante di prodotti di bellezza premium che opera sotto il marchio Aesop.
    Nel giugno 2017, Natura annunciò invece l'acquisizione del 100% di The Body Shop, che apparteneva al gruppo industriale francese L'Oreal, in un'operazione da circa 1 miliardo di euro.
    Secondo i dati della società di ricerca Euromonitor International, le vendite del settore dei prodotti per la bellezza e la cura della persona hanno raggiunto 109,7 miliardi di reais (32 miliardi di euro) nel 2018, un aumento reale (scontata l'inflazione) dell'1,53%. Natura si è confermata leader, mentre O Boticario si è lasciato alle spalle Unilever e ha ottenuto il secondo posto nella classifica del segmento.

   

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Cannes: trionfo per Bellocchio, 13 minuti di applausi

Alla premiere de 'Il traditore'. "Grazie, esperienza meravigliosa". Sul red carpet il regista e Pierfrancesco Favino. Davanti ai flash anche Leonardo di Caprio e Orlando Bloom

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Un'accoglienza davvero ottima, forse anche superiore alle attese della vigilia, per la premiere mondiale del film di Marco Bellocchio 'Il traditore' in gara per la Palma d'oro al Festival di Cannes. Il nome 'Marco' ritmato dal pubblico in sala, l'abbraccio affettuoso tra gli attori, il protagonista Pierfrancesco Favino, Luigi Lo Cascio e tutti gli altri.

Cannes: alla premiere de 'Il traditore' trionfo per Bellocchio

"Vi devo davvero ringraziare di questa accoglienza, è stata un'esperienza meravigliosa", ha detto Bellocchio. Gli applausi sono durati moltissimo, circa 13 minuti, tra le migliori accoglienze dei film a Cannes quest'anno.

A Cannes 13 minuti di applausi per Bellocchio

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Leonard Cohen, all'asta le sue lettere d'amore

In 50 lettere da Christie's la love story con Marianne

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Da Tel Aviv con amore. Firmato "Cohen". Tra il 5 e il 13 giugno Christie's metterà all'asta un archivio in gran parte inedito di 50 lettere inviate da Leonard Cohen alla sua musa più famosa, Marianne Ihlen, l'ispiratrice della canzone "So Long Marianne". Spedite dall'isola di Idra, da Montreal ("Che posso dire, mi manchi"), New York, Tel Aviv e l'Avana e scritte negli anni centrali per la carriera di Cohen, le lettere contengono dettagli biografici ed emozioni forti: assieme il filmato di una delle love story più appassionanti dell'epoca del "flower power", ma anche la trasformazione di un giovane uomo in un grande artista, il poeta di "Like a Bird on the Wire" che ha fatto da colonna sonora alla malinconia e alle speranze di generazioni. Inclusa nella vendita è la lettera (la stima e' tra 6.000 e 9.000 dollari) scritta da Tel Aviv nel settembre 1960 all'inizio della relazione. Cohen proclama: "E' difficile scriverti. Il rumore del mare è troppo forte, la spiaggia troppo affollata e tu sei troppo nel mio cuore per trovare le parole". Era la prima separazione dei due amanti, lei era ancora sposata allo scrittore norvegese Axel Jensen con cui aveva avuto un bambino, lui aveva appena comprato con una piccola eredità una casa a Idra di cui sentiva enormemente la mancanza. C'è anche all'asta da quella casa una campana di bronzo con la crepa che fu poi inclusa nel coro di "Anthem" (8.000-12.000 dollari) e una lettera autografa del febbraio 1967 dopo il suo primo grande concerto a New York. Cohen scrive di aver cantato "per la prima volta ieri sera, in un grande concerto di beneficenza. Ogni cantante di cui conosci il nome era lì. Judy Collins mi ha presentato al pubblico, oltre tremila persone e tutti sembravano sapere chi ero, soprattutto a causa di 'Suzanne'". Dopo Idra Marianne e Leonard vissero assieme per un po' a Montreal, fino a quando lui andò per la sua strada e si mise con altre donne tra cui Joni Mitchell and Janis Joplin.
    Rimasero però sempre in contatto fino alla morte di Marianne, nel luglio del 2016 a 81 anni. Leonard, in una lettera aperta, scrisse: "Penso che ti seguirò molto presto" e mantenne l'impegno quattro mesi dopo. L'asta coincide con un docu/film girato da Nick Broomfield, il regista britannico già dietro la cinepresa per "Kurt & Courtney" sulla love story tra Kurt Cobain e Courtney Love, che approderà nelle sale americane e canadesi il 5 luglio. E intanto a New York una mostra itinerante sul cantante di "Hallelujah" al Jewish Museum resterà aperta fino a settembre: l'installazione multimediale itinerante fu approvata dallo stesso Leonard prima di morire. (ANSA).
   

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La donne di montagna, tra passione per il territorio e voglia di futuro

Accade in Val di Sole, in Trentino, dove gli elementi cardine della montagna sono anche possibili strumenti per evitare lo spopolamento e garantire il futuro

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Terra, acqua, piante, animali. Gli elementi cardine della montagna sono anche altrettanti possibili strumenti in grado di evitare lo spopolamento e garantire il futuro economico delle popolazioni locali. A partire dalle donne: l’economia montana in rosa sta prendendo sempre più piede. In Val di Sole, Pejo e Rabbi, ad esempio, si contano moltissime esperienze e storie affascinanti di donne che hanno saputo trasformare la loro passione in lavoro. Ne abbiamo selezionate per voi dieci. Esempi di genialità e amore per le proprie radici.

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La montagna in rosa, 10 storie di donne

Accade in Val di Sole, in Trentino, dove è in crescita l'economia montana guidata da loro

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Terra, acqua, piante, animali. Gli elementi cardine della montagna sono anche altrettanti possibili strumenti in grado di evitare lo spopolamento e garantire il futuro economico delle popolazioni locali. A partire dalle donne: l’economia montana in rosa sta prendendo sempre più piede. In Val di Sole, Pejo e Rabbi, ad esempio, si contano moltissime esperienze e storie affascinanti di donne che hanno saputo trasformare la loro passione in lavoro. Ne abbiamo selezionate per voi dieci. Esempi di genialità e amore per le proprie radici.

OLGA, LA REGINA DELLE STELLE ALPINE
Un luogo di lavoro costituito da distese di stelle alpine, arnica, timo e piante di calendula è il sogno di molti. Per Olga Casanova, è una piacevole realtà: realizzare prodotti cosmetici di alta gamma, naturali e biologici, partendo dai fiori e dalle essenze montane che sappiano garantire il benessere e valorizzare il territorio, l’agricoltura, il turismo della Val di Sole. Un’esigenza suscitata dagli anni in cui, da estetista, non riusciva a trovare prodotti veramente naturali. Dal 2010, insieme al marito agronomo, ha creato un’azienda agricola biologica a Ossana e in Val di Pejo. In poco tempo le sue creme, dai mercati contadini, si sono diffuse in tutta Italia, grazie a passaparola ed e-commerce. Ad aumentare la loro diffusione anche un’analisi dell’Università di Ferrara che ha testato le proprietà dei principi attivi utilizzati. «Ormai da anni le ricerche farmaceutiche hanno riconosciuto la capacità antiossidante delle stelle alpine» spiega Casanova. «Usando l’estratto dal fiore fresco anziché da quello secco, l’efficacia contro i radicali liberi è sei volte maggiore rispetto al miglior concorrente in vendita».

FRANCESCA, IL RICHIAMO IRRESISTIBILE DEL NOCE
«Sono passati sette anni dal primo corso, e non riesco più a concepire la mia vita senza il fiume, senza il rafting e senza il mio lavoro di guida». Tutto è iniziato sette anni fa, a Caldes, nella Val di Sole. Per Francesca Leonardi, il vigore e la potenza del fiume Noce è stato un richiamo irresistibile. Le ha fornito la forza di non imboccare la carriera universitaria sognata per lei dai genitori e di diventare invece una guida di rafting. Oggi è la prima donna della Val di Sole ad essere in possesso di un patentino di 5° livello per guidare un gommone su qualsiasi tipo di fiume. E ha preso parte ai campionati del mondo di rafting. «Quando aiuto un bambino a indossare la muta, gli consegno la pagaia e lui mi guarda un po’ impaurito dicendo “Andrà tutto bene, vero?” mi ricordo di me stessa qualche anno fa, quando per la prima volta ho indossato quella giacca, quei pantaloni, il caschetto e ho preso una pagaia in mano».

LORENZA, QUEL COLPO DI FULMINE PER LA MTB
«Ho 46 anni, sono molto più grande di tante ragazze che gareggiano con me. A volte le guardo e mi chiedo “Cosa ci faccio qui?”. Poi vinco una gara e allora capisco che non è certo l’età che conta in questo sport, ma la passione e la dedizione». Lorenza Menapace ha sempre amato lo sport («una bolla dove non sono ammessi cattivi pensieri o negatività»). Quando i medici le hanno diagnosticato un serio problema ai legamenti, ha scoperto la bici. Boschi e profumi della Val di Sole hanno rappresentato un personal trainer d’eccezione. Con la mountain bike è scoccata subito la scintilla. Lorenza ha gareggiato in un’infinità di gare, con numerose vittorie e podi. Prima nelle gare di 24 ore e poi nelle marathon in alta montagna. Il suo tracciato preferito? Nemmeno a dirlo: «la Val di Sole Marathon, dura e tecnica da sembrare una gara non italiana».

GIULIA, FRA GLI ANIMALI SULLE ORME DEL PAPÀ
Spesso avere un bravo padre segna la propria vita, anche professionale. Per Giulia Bontempelli è stato così: suo papà Graziano, nel 1986, appassionato di cavalli, costruisce il Centro di Equitazione Alpina di Pellizzano, poi l’agriturismo e l’azienda agricola per produrre il buon latte di montagna. A lui, ben presto si affianca Giulia. È lei a continuare la tradizione nella produzione del formaggio dalle due razze di mucche: la grigia alpina e la pezzata rossa – rustiche e adattabili alle condizioni più difficili. E negli anni, l’Agritur Bontempelli diventa anche un punto di riferimento per esperienze didattiche e di ippoterapia. Una moda per rinsaldare il rapporto tra uomo, animali e natura.

EULALIA, UNA PASSIONE CHIAMATA AUTOPRODUZIONE
La naturopata Eulalia Panizza è un’istituzione nell’alta Val di Sole. A Vermiglio, all’ombra della Presanella, si sviluppano le attività della scuola di montagna “Raggio di Sole”, di cui lei è la promotrice. Al suo interno, vengono insegnate le attività di autoproduzione che sono state fondamentali nel dopoguerra per la sopravvivenza delle famiglie nei territori di montagna: la realizzazione del sapone, la fibra d’ortica che diventa tessuto, la preparazione della birra sono solo alcuni degli insegnamenti che si possono scoprire. E insieme ad essi, Eulalia trasmette, come simbolo moderno di una tradizione orale che affonda le radici nei secoli passati, i segreti delle erbe e dei vari rimedi naturali. «Noi qui abbiamo tutto ciò che serve per la nostra salute. Sono nata e cresciuta in queste montagne. Ho scoperto i segreti delle erbe montane dai miei genitori e ora amo trasmettere quel sapere alle future generazioni. Una ricchezza che la natura ci offre ma che troppo spesso dimentichiamo».

CLAUDIA, IL GUSTO PER I BUONI FRUTTI
Nella famiglia di Claudia, il succo di mela ha sempre fatto parte della tradizione. Ben presto, la cerchia di amici che veniva a prendere il succo da loro si è allargata. Da lì, l’idea di aprire un laboratorio vero e proprio che si è poi ampliato nel tempo. Con un punto fermo, l’azienda agricola Gustonatura1 ha sempre sposato il metodo biologico ed è certificata dal 2011. Nel tempo, la produzione si è ampliata ad altri prodotti naturali che vengono venduti in numerosi negozi della Val di Sole. L’azienda fornisce anche un servizio di conto terzi per agri-turismi, fattorie didattiche, B&B, negozi di specialità gastronomiche, gruppi di acquisto solidale, ristoranti, hotel e privati che possono così trasformare la propria frutta e verdura in ottimi succhi, nettari di frutta, marmellate, composte e mostarde.

NICOLETTA, LEZIONI ALL’ARIA APERTA CONTRO L’OBESITÀ
Ormai l’opinione dei nutrizionisti è unanime: abituare i bambini fin da piccoli a conoscere i prodotti della terra, la loro origine, le loro caratteristiche e magari guidarli nella loro coltivazione è uno dei rimedi migliori contro l’obesità. E Dio solo sa quanto anche l’Italia ne abbia bisogno: già oggi in numerose regioni, gli obesi superano il 13% della popolazione. E un italiano su tre è in sovrappeso. Proprio per la consapevolezza di quanto l’insegnamento all’aria aperta possa giovare ai bambini, Nicoletta Andreis ha avviato nel proprio agriturismo Solasna una serie di corsi: «I bambini vengono coinvolti nella produzione di formaggio e ricotta, nella semina e nella raccolta delle verdure, nella cura degli animali. Un aumento di consapevolezza che si trasformerà in un prezioso bagaglio di competenze».

ILDA, LA SIGNORA DEL LAGO CORVO
Ilda Traforer è la decana dei gestori di rifugi della Val di Sole. Lei, nata in val d’Ultimo, si è trasferita in Val di Rabbi 60 anni fa, quando era diciassettenne. Suo padre aveva deciso di costruire un rifugio a 2425 metri, vicino al Lago Corvo (l’unico dove ancora nuotano i salmerini alpini). Ancora oggi, lei e la sua famiglia lo gestiscono. «Raggiungere il Rifugio Stella Alpina è faticoso ma ne vale la pena» racconta Ilda. «Io sono di parte: mi sono affezionata a questo posto non vedo l’ora che arrivi l’estate». Ma i turisti che ci passano concordano con lei: il panorama del gruppo del Brenta da lì è mozzafiato.

ZUZANA, MISS SOCCORSO ALPINO
Dalla Repubblica Ceca alla Val di Sole per amore e per passione: quella per la montagna e, soprattutto, per aiutare le persone in difficoltà. Prima come dottor clown con i bambini ricoverati in ospedale, poi nella Croce Rossa, oggi come una delle poche donne del soccorso alpino trentino. Un’attività durissima (impone esami di mantenimento ogni 3 anni) ma che Zuzana Janovska, 36 anni, affronta con leggerezza e positività, anche a costo di qualche apprensione per i suoi familiari: «Ogni tanto mi arrabbio se fa buio e non è ancora rientrata da qualche missione. Ma la montagna è la sua vita» rivela il marito Luigi.

LE SEI REGINE DELL’ECOMUSEO AL FEMMINILE
Ci sono sei donne (e non è un caso) dietro il progetto che nel 2002 ha portato alla creazione dell’Ecomuseo “Piccolo mondo alpino” di Celentino, piccolo borgo dell’incantevole Val di Pejo. Susanna, Elia, Aurelia, Maria, Rita e Monica rendono possibile la gestione di un museo unico nel suo genere, nato per promuovere la cultura locale e valorizzare le peculiarità agricole e culturali della “valeta” (così chiamano gli abitanti la Val di Pejo). “Vogliamo preservare le nostre tradizioni migliori orientandole però verso l’apertura al mondo in modo che siano un driver di un modello sostenibile di turismo”. Veri angeli del focolare che diventano anche simboli di una comunità fiera

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New York celebra 50/o Stonewall, l'inizio del movimento Lgbtq

Mostra a Historical Society. Precede più grande WorldPride a Ny

Lifestyle Società & Diritti
Chiudi NEW YORK CELEBRA I 50 ANNI DEI MOTI DI STONEWALL Chantal Regnault (b. 1945) Kenny Chanel and Bobby  Revlon, House of Milan Ball, NYC Gay Community Center, 1990 Digital print Courtesy of the artist (ANSA) NEW YORK CELEBRA I 50 ANNI DEI MOTI DI STONEWALL Chantal Regnault (b. 1945) Kenny Chanel and Bobby Revlon, House of Milan Ball, NYC Gay Community Center, 1990 Digital print Courtesy of the artist

Dalla movida notturna alla creazione di un'identità per il movimento Lgbtq. In occasione del 50/o anniversario dei moti di Stonewall la New York Historical Society celebra il momento che un secolo fa portò alla nascita del movimento di liberazione gay moderno in tutto il mondo attraverso due mostre ed un'installazione cronologica sull'attività nei bar e club che portò alla nascita del movimento come è conosciuto oggi. Dal 24 maggio al 22 settembre, sotto il capello 'Stonewall 50' la Historical Society con 'Letting Loose and Fighting Back: LGBTQ Nightlife Before and After Stonewall' mette in evidenza i modi in cui la movida notturna a New York ha svolto un ruolo critico nella formazione di un'identità LGBTQ. I bar, i night club erano infatti i luoghi in cui gay, lesbiche e transessuali potevano essere liberi di esprimersi. "Ci sono diverse storie sui moti dello Stonewall nel giugno del 1969 - ha spiegato all'ANSA Margaret Hofer, vice presidente e direttore della NYHS - perché non esistono immagini del momento in cui scoppiò la rivolta. Non si sa esattamente cosa accadde la notte del 28 giugno. Abbiamo quindi deciso di concentrarci su ciò che accadeva nei bar e nei club all'epoca. Questi posti erano come dei santuari dove le persone LGBTQ potevano incontrarsi, sentirsi al sicuro ed esprimere se stesse. Erano anche i luoghi dove si cominciò a costruire una comunità e a dare vita al movimento LGBTQ". La mostra inizia con delle foto dei bar gay degli anni '50 e '60 e prosegue attraverso l'ascesa di questi spazi come luoghi di attivismo comunitario. La seconda mostra 'By the Force of Our Presence: Highlights from the Lesbian Herstory Archives', si focalizza invece sul contributo dato al movimento dalle lesbiche e queer. Foto e oggetti provengono Lesbian Herstory Archives che custodisce la più grande collezione al mondo di materiale sulla comunità lesbica.

    Infine l'installazione 'Say It Loud, Out and Proud: Fifty Years of Pride' cronologicamente a partire dagli anni '60 all'epoca attuale mostra le tappe salienti della storia LGBTQ, come la legalizzazione dei matrimoni tra due persone dello stesso sesso nel 2015 o prima nel 2010 l'abolizione della policy 'Don't Ask Don'tTell' dell'amministrazione Clinton la quale impediva a chi serviva nelle forze armate di dichiararsi apertamente gay o lesbica. Tra gli oggetti in mostra anche una foto con la copertina del Time del 1997 in cui Ellen DeGeneres, una delle regine del talk show in Usa, dichiarava la propria omosessualità. "Yep, I am Gay" - si legge.
    Stonewall 50 precede di un mese il New York World Pride, il primo nella Grande Mela e negli Stati Uniti. Si stima che sarà il più grande al mondo con l'arrivo di oltre quattro milioni di persone nella settimana dei festeggiamenti che cadranno anche in concomitanza con il 50/o anniversario dei moti dello Stonewall.
    (ANSA)

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Margot Robbie, una luce sul red carpet di Cannes

Attrice australiana interpreta Sharon Tate in C'era una volta a Hollywood di Tarantino

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Chiudi Margot Robbie (ANSA) Margot Robbie

Nel film di Quentin Tarantino C'era una volta a Hollywood l'attrice australiana Margot Robbie interpreta Sharon Tate, la giovane bellissima attrice moglie di Roman Polanski uccisa, all'ottavo mese di gravidanza, nel massacro della setta di Charles Manson nell'agosto 1969 a Hollywood. "Mi sono documentata molto per preparare questo personaggio, volevo che fosse il più luminoso possibile, una luce brillante in questo mondo", ha detto l'attrice vista tra l'altro in The Wolf of Wall Street con Leonardo DiCaprio, in I, Tonya . E tutto sommato resta sullo sfondo della storia incentrata sui due uomini, "resta il battito del cuore della storia" ha detto Tarantino.

  

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Prada basta con le pellicce, maison entra nella famiglia 'fur-free'

Miuccia, nuovi materiali sono anche nuova frontiera creatività

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Chiudi Milan fashion week: Prada (ANSA) Milan fashion week: Prada

Prada entra nella famiglia 'fur-free'. Dalle collezioni donna della primavera/estate 2020 il gruppo italiano del lusso quotato ad Hong Kong non userà più pellicce animali per realizzare nuovi prodotti. La decisione era nell'aria ed è stata annunciata con la Fur Free Alliance (Ffa, che riunisce oltre 50 organizzazioni in più di 40 paesi) ed è frutto di un dialogo positivo tra il Gruppo, Ffa, Lav e The Humane Society of the United States. Per la mente creativa Miuccia Prada si tratta di un traguardo importante per un'azienda che ha in innovazione e responsabilità sociale i suoi valori fondanti. "La ricerca e lo sviluppo di materiali alternativi - ha spiegato - consentirà all'azienda di esplorare nuove frontiere della creatività e di rispondere, allo stesso tempo, alla domanda di prodotti più responsabili". Prada è solo l'ultima delle aziende del lusso a dire addio alle pellicce, in un settore sempre più attento ai temi della sostenibilità, anche per il ritorno mediatico connesso. L'alto di gamma è sempre più concentrato sulle tematiche cosiddette ESG (acronimo di environmental, social and governance).
Un'attenzione etica che ha però anche un indubbio interesse economico visto che - stando ad una ricerca presentata nel marzo da McKinsey e Camera della Moda - nei prossimi cinque anni i responsabili degli acquisti dei maggiori department store del mondo raddoppieranno gli acquisti di prodotti sostenibili, passando dal 23% al 42%, visto che 7 clienti su 10 sono disponibili a spendere fino al 10% in più per un prodotto che rispetti diritti dei lavoratori e ambiente. Nelle ultime settimane si è assistito ad un rinnovato attivismo dei colossi del settore, con Kering che ha pubblicato nuovi standard per il benessere degli animali coinvolti nella sua filiera e ha deciso di non far più sfilare modelle minorenni, mentre Lvmh ha siglato un'intesa di cinque anni con l'Unesco per sostenere il suo programma dedicato a uomo e biosfera. Per non parlare della gara di solidarietà scattata dopo l'incendio di Notre Dame a Parigi.
Nella famiglia 'Fur-free' Prada comunque non è da sola. Tra le Maison più blasonate che già hanno detto stop alle pellicce ci sono Giorgio Armani, Versace, Burberry, Michael Kors, Ralph Lauren e Gucci, fino alle paladine del Fur-free Stella McCartney e Vivienne Westwood. Miuccia Prada a settembre dell'anno scorso, alla presentazione della collezione primavera-estate 2019, aveva annunciato che la svolta era vicina: "Io le pellicce non voglio più farle - aveva detto la stilista - già oggi rappresentano solo lo 0,1% del prodotto, ma non amo gli annunci, dirò che non le faccio più quando sarà cosa fatta e finita". Il momento è arrivato. Dalla prossima primavera-estate quindi, Prada non utilizzerà più pellicce per nuovi prodotti, mentre lo stock continuerà ad essere in vendita fino ad esaurimento delle scorte.

   

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Cannes, Brad Pitt, Leo DiCaprio o tutti e due?

Le più belle foto del red carpet di C'era una volta a Hollywood di Tarantino

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Chiudi Once Upon A Time... In Hollywood Premiere - 72nd Cannes Film Festival (ANSA) Once Upon A Time... In Hollywood Premiere - 72nd Cannes Film Festival

Leonardo DiCaprio e Brad Pitt, le star americane fanno impazzire la Croisette per il red carpet di C'era una volta a Hollywood di Quantin Tarantino.

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Leonardo DiCaprio ambientalista, il nuovo film è Iced On Fire

Non solo Tarantino a Cannes per l'attore

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Chiudi Leonardo DiCaprio (ANSA) Leonardo DiCaprio

Leonardo DiCaprio a Cannes non solo come attore protagonista del film di Quentin Tarantino C'era una volta a Hollywood ma come attivista ambientalista e produttore del documentario Iced on fire, tra le proiezioni speciali del festival.

Con lui la regista Leila Conners​ che ha detto "quando una personalita' come Leonardo parla di certi temi, ne fa comunicazione mediatica arriva un grande aiuto. Il film pero' vuole incoraggiare tutto il pubblico a darsi da fare personalmente per salvare l'ambiente senza demandare a persone celebri di farlo".
Il tono del documentario e' moderatamente ottimista. "Oggi abbiamo le soluzioni per aiutare il pianeta, per ridurre la nostra impronta ambientale con atteggiamenti e stili di vita", ha detto la regista. Ice on Fire mostra cosa si sta facendo in questo senso: Nuovi carburanti più puliti, alghe rivoluzionarie, tecniche avanzate per espellere l'anidride carbonica dall'atmosfera.
"Mai prima d'ora il nostro pianeta era stato così minacciato, ma l'umanità non aveva mai avuto tali soluzioni. Per l'ambiente come per le riprese di un film, oggi la parola chiave è "azione", ha concluso.​

DiCaprio con la sua Foundation aiuta la causa della salvaguardia dell'ambiente da molti anni: qualche anno fa aveva portato a Cannes Before the flood girato con il National Geographic.In precedenza, nel 2007, aveva prodotto L'undicesima ora, tra i film apripista sul tema ecologico-ambientale L'undicesima ora. È stato tra i primi divi di Hollywood a guidare una auto ibrida, andandoci persino, ha acquistato il suo appartamento newyorkese in un grattacielo sostenibile. E oltre al clima e' fortemente attivo sul tema della salvaguardia degli animali in estinzione: nel 2010 ad esempio ha donato un milione di dollari al Wwf per salvare le tigri e proteggere il loro habitat.

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Capsule gender neutral per Ralph Lauren

50 anni Stonewall, proventi a favore organizzazioni Lgbtqia+

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Chiudi Ralph Lauren lancia la capsule gender neutral (ANSA) Ralph Lauren lancia la capsule gender neutral

Nell'anno del mezzo secolo dai moti di Stonewall, la rivolta in un bar del Village che segno' la nascita' delle campagne per i diritti dei gay, Polo Ralph Lauren lancia la collezione "Pride", una "capsule" di cinque pezzi "gender-neutral" per adulti e bambini, accompagnata da una campagna all'insegna dei valori della individualità e dell'inclusione. Lo stilista ha firmato a questo scopo una partnership con la Stonewall Community Foundation e donerà una percentuale dei ricavi a favore delle organizzazioni LGBTQIA+ di tutto il mondo.

La campagna ha per testimonial un gruppo eterogeneo di individui tra cui il freeskier, campione olimpionico e attivista Gus Kensworthy, il ballerino Harper Watters; la scrittrice, comica e attrice Patti Harrison; il fotografo e modello Jacob Bixenman; l'attrice Josie Totah e gli affiliati dell'Istituto Hetrick-Martin, Tyriq e Cory con scatti del fotografo Cass Bird. Tutti i partecipanti alla campagna hanno profonde radici nella comunità LGBTQIA+ e hanno dichiarato apertamente la propria individualità. La campagna social e digital, che verrà proposta sui diversi media LGBTQIA+, è partita il 21 maggio. La collezione gender-neutral, è disponibile per adulti e bambini e rappresenta una nuova interpretazione dell'iconico Polo Pony con i colori dell'arcobaleno.

La capsule comprende una T-shirt, una Polo shirt, una felpa, una tote e un cappellino da baseball. Il 100% del prezzo di ogni T-shirt e il 50% del prezzo di ogni Polo shirt saranno devoluti alla Stonewall Community Foundation. Ralph Lauren Corporation e The Polo Ralph Lauren Foundation hanno una lunga tradizione di supporto della comunità gay tramite attività di volontariato, progetti aziendali, sovvenzioni finanziarie e partnership con Hetrick-Martin Institute, amfAR, AIDS Walk New York, God's Love We Deliver e The Elton John AIDS Foundation.

Ralph Lauren promuove anche gli standard globali delle Nazioni Unite per la protezione dei diritti della comunità LGBTQIA+ sul posto di lavoro e dal 1990 sponsorizza la AIDS Walk New York. Per decenni la Polo shirt e' stata usata per la raccolta di fondi in attività filantropiche come per il finanziamento della ricerca e della cura del cancro al seno.

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Cannes: Croisette impazzita per Brad e Leo

Le star di Tarantino elettrizzano il red carpet

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Tutti pazzi per Brad Pitt e Leonardo DiCaprio a Cannes. La folla sulla Croisette in loro attesa per ore in occasione della prima mondiale di 'C'era una volta a Hollywood' di Quentin Tarantino. Quando le due star sono scese dalle auto scure del festival ci sono state scene di isteria collettiva.

Brad Pitt e Leo DiCaprio non si sono risparmiati e hanno firmato autografi, fatto selfie. In smoking tutti e due, DiCaprio ha sfoggiato barba corta con il pizzo, Brad capelli un po' lunghi a sfiorare il collo, bellissimi entrambi.

Sulla Montee des Marches Tarantino ha dichiarato "tutto magico qui", e a proposito del suo film ha detto: "Racconto il periodo in cui Hollywood cambiò". Nel film, ambientato nel 1969, si mette in scena tra l'altro la strage di Charles Manson in cui fu uccisa la bellissima giovane moglie di Roman Polanski, Sharon Tate, interpretata da Margot Robbie. Venticinque anni fa sullo stesso red carpet di Cannes, Tarantino presentava il suo film più iconico, 'Pulp Fiction'.  

Croisette impazzita per Brad Pitt e Leonardo DiCaprio

Cannes, applausi per Tarantino alla premiere mondiale di C'era una volta a Hollywood

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Mango Committed, collezione sostenibile

Lavaggi jeans con risparmio di 4 mln di litri in questa stagione

Lifestyle Moda
Chiudi Mango Committed, colelzione sostenibile (ANSA) Mango Committed, colelzione sostenibile

   Il marchio di abbigliamento spagnolo Mango lancia la nuova collezione sostenibile Committed, una selezione di linee impegnate nella protezione dell'ecosistema, una capsule di capi creati con tessuti riciclati e fibre sostenibili già dal 2017. L'azienda annuncia inoltre che il 38% della collezione di jeans PE19 viene prodotta con risparmio di acqua, con una previsione di incrementare questa cifra entro la metà della prossima stagione. L'azienda ha introdotto nuove tecniche nella produzione dei suoi jeans in questo periodo, ottenendo un risparmio di quasi 10 litri di acqua per ogni capo.
    Nei modelli come il Boy TS e lo Straight TS, il consumo d'acqua si è ridotto fino a 16,5 litri. Mango, con l'obiettivo di continuare a puntare su una moda rispettosa dell'ecosistema, ha analizzato il proprio impatto idrico (il volume di acqua utilizzato nella produzione) di uno dei suoi jeans standard, riuscendo a individuare come la produzione di cotone e i processi di finitura rappresentino il 90% del consumo di acqua.
    In collaborazione con esperti in materia Mango ha sviluppato l'introduzione di tecnologie Ecowash, grazie all'azienda Jeanologia, che ha aiutato a ridurre il consumo di acqua, energia e prodotti chimici. Inoltre, l'introduzione nei capi del cotone BCI (Better Cotton Initiative) sostiene l'uso di tecniche sostenibili per la coltivazione del cotone, permettendo così la diminuzione del consumo di acqua e di prodotti chimici, e garantendo la sicurezza e la salute dei lavoratori. Si utilizzano anche cotone biologico, che riduce il consumo di acqua durante la coltivazione, e il cotone riciclato, che contribuisce a un'economia circolare. Le linee Committed puntano su capi minimali e una gamma di colori tenui per viscosa e cotone biologico. La stampa di abiti e tute è ispirata alla natura. La collezione Committed stata creata anche con cotone biologico con certificato Bci e con l'impiego di nuove tecnologie e fibre sostenibili. Lenzing Refibra ha creato Greencel, fibra naturale 100% biodegradabile che proviene dagli alberi e nella cui produzione non si utilizzano composti tossici e il Tencel Lyocell, fibra creata con rimasugli di cotone provenienti da altri processi.
   

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Valeria Golino, esorcizzo l'età sul set

Per Sciamma è 'anziana'. Le donne? "Qualcosa si muove"

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"Il rituale del red carpet mi piace" dice Valeria Golino che del festival di Cannes è da moltissimi anni una frequentatrice. L'ultima volta nel 2018 era per Euforia, secondo film da regista, oggi è per una partecipazione nel film in concorso di Celine Sciamma Portrait of a lady on fire. Interpreta la madre della coprotagonista, Helene Haenel, un ruolo di donna in età avanzata e forse è la prima volta. "Non è avanzata, è proprio la mia di come sono adesso. A volte questa cosa mi infastidisce molto, altre meno, mostrare sullo schermo come sono è un modo per esorcizzare gli anni che passano. Ecco, diciamo che proprio per non vedermi come sono non volevo fare questo film che poi ho fatto proprio per questo. Come attrice sono ruoli che possono destabilizzare.
Insomma, il sottile fascino della paura...", scherza la Golino.
"Sono attratta - aggiunge - dai ruoli che mi fanno perdere l'equilibrio, proprio quelli che esercitano questa paura sono quelli che mi attraggono".
Due giorni fa, racconta all'ANSA, ha appena finito di girare il nuovo film di Costa Gavras sulla Grexit, tratto dal libro dell'ex ministro dell'economia Varoufakis Adulti nella stanza.
"Sono la moglie di Varoufakis - spiega - e nel film c'è anche la vera coppia in moto che si presta ad avviare il racconto prima di rivelare che la storia prosegue con gli attori".
La madre per la Sciamma "è una donna severa, malinconica. Ho usato la tristezza che mi suscitava questo personaggio per interpretarlo. Sono amica di Celine, la stimo molto, la trovo una regista elegante, intelligente, capace di essere molto profonda. Io sono completamente diversa, più irruenta. La sua storia di amore tra donne io l'avrei fatta piena di colpi di scena, burrascosa, invece lei la fa scorrere liberamente".
La questione donne è uno dei temi del festival, e per la verità anche un anno fa. "Il giorno che non sarà più una domanda da porsi sarà bello. Invece se ne parla ancora tanto, persino troppo, ma è un passo necessario, fa parte dell'evoluzione culturale. Qualche segnale? Sì, sento un'inversione di tendenza.
Una cosa importante la dobbiamo a noi stesse, spesso ci sottostimiamo. Io per esempio penso alla regia da anni, volevo farla già a 30, ma poi pensavo 'non mi daranno fiducia, non mi produrranno' e ho finito per fare il primo corto a 45". Nel film di Celine Sciamma c'è l'amore lesbico, un tabù sociale ancora? "Forse 10 anni fa, ora non mi sembra, si vedono tutti i tipi di amori tra cinema e tv, spesso in modo superficiale o troppo politicamente corretto e questo mi infastidisce. La cosa peggiore è essere retorici. Un artista deve restare se stesso, integro, nel suo punto di vista, è qui la bellezza. Ed è per questo che non sopporto i social: essere legati ai like o ai commenti lo trovo assurdo, rischi di fare cose per compiacere gli altri". Dopo Euforia ("ci sono ancora i Nastri d'argento, speriamo bene") tanti impegni da attrice come il film di Gabriele Salvatores 'Tutto il mio folle amore' liberamente tratto dal romanzo 'Se ti abbraccio non aver paura' di Fulvio Ervas (Venezia?), 5 è il numero perfetto di Igort con Toni Servillo, Last Words di Jonathan Nossiter con Nick Nolte, Charlotte Rampling, Alba Rohrwacher. E un progetto imminente ancora top secret. E' la regia? "Ci sto girando intorno alla nuova storia.
Penso al cinema, ma ho anche un progetto di serie tv". 

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Whitney Houston in tournée da ologramma

Accordo con gli eredi per resuscitare legacy diva di Bodyguard

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Dopo Maria Callas, Roy Orbison e Frank Zappa, Whitney Houston torna in scena dopo la morte. Un ologramma della leggendaria diva di "Bodyguard" intonerà brani celebri come "I Wanna Dance With Somebody (Who Loves Me)" e "The Greatest Love of All" con l'appoggio della band originale e dei cantanti di back-up tra cui il fratello Gary. Il progetto è frutto di un accordo tra gli eredi della Houston, che è morta nel 2012, e Primary Wave, una società specializzata nel marketing di brani classici. Finora Pat Houston, la moglie di Gary e l'esecutrice testamentaria della cantante, aveva respinto ogni offerta di commercializzare il successo della cognata, ma ora ha cambiato idea. Oltre al tour dell'ologramma sono in cantiere un musical a Broadway, uno spettacolo in stile Las Vegas e un album di brani ancora inediti i cui diritti sono ancora in mano alla Sony: tutto con l'obiettivo di risvegliare il potenziale commerciale di un brand celebre rimasto "in sonno".
   

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