People incorona John Legend "uomo più sexy al mondo del 2019"

Il pluripremiato cantante dalla voce suadente è sposato e ha due figli

Lifestyle Beauty & Fitness
Chiudi John Legend (ANSA) John Legend

A 40 anni ha già un palmarès impressionante: ha vinto premi Emmy, Grammy, Oscar e Tony. Tutti i grandi, insomma. Ma ora John Legend, il compositore e cantante afroamericano dalla voce suadente, conquista un altro invidiato riconoscimento: quello di Uomo più sexy della Terra.

A incoronarlo al primo posto nella classifica annuale sul Sexiest Man Alive è il magazine People, che gli dedica la copertina. Legend, sposato con la modella Chrissy Teigen e padre di due bimbi, prende il posto di Idris Elba, l'attore vincitore dell'anno scorso.

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Transizione di genere, ispirazioni e icone transessuali celebri del gender fluid

Report su Pinterest, ricerche sul tema in un anno aumentate del 4000%

Lifestyle Società & Diritti
Chiudi Ezra Miller (ANSA) Ezra Miller

Transizione di genere: il tema comincia ad essere una questione sociale, seppure di una piccola parte della popolazione, e se ne parla anche sulle piattaforme social. Su Pinterest, che in occasione della Transgender Awareness Week, la settimana dedicata alla sensibilizzazione della Transizione di Genere che si tiene ogni anno dal 13 al 19 novembre ha realizzato un report a cura di Candice Morgan, Responsabile dell'inclusione e della diversità di Pinterest, in cui analizza come le persone usano la piattaforma per essere se stesse, pianificare il proprio futuro ed esplorare la propria identità, sono state fatte milioni di ricerche legate alla transizione di genere, tra cui: cambiare il proprio nome e pronome, l'uso di ormoni, interventi di chirurgia estetica, tutorial di trucco, consigli di stile, e come sostenere una persona cara che è in transizione..

Secondo quanto emerso dal report nell’ultimo anno le ricerche sulla “transizione di genere” sono aumentate quasi del 4.000%, avendo la possibilità di trovare citazioni ispiratrici, opere d'arte, consigli di stile, idee per il benessere e persone che li rappresentano nelle sempre più numerose celebrità transessuali, non binarie (coloro che non si riconoscono nel binario di genere uomo-donna) e genderqueer (o genderfluid) online.

Abbiamo analizzato l'uso di Pinterest per approfondire argomenti legati alla transessualità e celebrare le transizioni di genere, vissute in prima persona o dai propri cari. Qui sotto condividiamo alcuni dei dati raccolti.

Capire che significato ha per te la transizione
Sono anni ormai che le persone cercano su Pinterest argomenti legati alla transessualità. Le ricerche più popolari includono: "citazioni di ispirazione transgender", "orgoglio transgender", "fatti transgender" e "arte transgender". Nel 2019, tuttavia, la parola "transitioning (transizione)" è salita al primo posto tra le ricerche di argomenti legati alla transessualità. Sono state fatte milioni di ricerche per argomenti come: cambiare nome e pronomi, terapia ormonale, interventi chirurgici di affermazione di genere, stile, e come sostenere una persona cara che sta affrontando il percorso di transizione.

Uno dei nostri dipendenti ha raccontato il ruolo del  motore di ricerca come fonte di ispirazione durante il periodo di transizione: "Tra le altre cose, ho usato Pinterest durante la mia transizione fisica per esplorare e identificare il mio stile. Come vedo me stesso e come voglio che gli altri mi vedano? Quanto voglio mimetizzarmi o distinguermi? Voglio uno stile senza tempo o alla moda? Voglio un tocco senza compromessi, studiato, minimalista, audace o atletico? Certo, mi ero posto queste domande anche prima della transizione e per dieci anni avevo indossato esclusivamente vestiti per ragazzi, ma ho iniziato a scoprire che volevo pormi quelle domande più spesso perché le risposte erano ben diverse da quanto mi sarei potuto immaginare prima di iniziare la transizione. Si è rivelato una grande fonte di ispirazione non solo per quello che voglio indossare, ma anche per la mia autorealizzazione. In un periodo di profonda crescita, mi ha aiutato a capire cosa avrei potuto raggiungere".

Un netto incremento delle ricerche

• Mtf (da maschio a femmina) prima e dopo la transizione +65%: durante la transizione, i Pinner esplorano le testimonianze di altre persone che hanno vissuto la loro stessa esperienza
• Comicità transgender +144%: i fumetti possono essere utili per affrontare con più leggerezza questioni impegnative e situazioni bizzarre vissute da chi sta esplorando la propria identità di genere
• Titoli legati alla transessualità +621%: questi racconti brevi aiutano le persone che affrontano il percorso di transizione a capire che non sono sole
• Idee per il coming out LGBTQ +310%:i Pinner trovano modi creativi per fare coming out con i propri cari, come ad esempio organizzare una festa
• Moda non binaria per taglie forti +196%: i Pinner che non si riconoscono nel binarismo di genere trovano idee di tendenza adatte per circostanze diverse
• Sfondi genderqueer (per il cellulare) +79%: uno sfondo particolare per il telefono è un messaggio speciale che i Pinner non binari possono inviare a se stessi ogni giorno
• Ecco alcune icone transessuali e non binarie di tendenza:
o Indya Moore +198%
o Ezra Miller +338%
o Andreja Pejić +98%
o Ruby Rose +766%
o Sam Smith 312%

Pin principali
Le persone salvano Pin informativi e di ispirazione della community transessuale come:
• Costi relativi alla transizione di genere
• Lista di libri legati alla transessualità
• Guida per principianti all'uso del binder
• Corsi di trucco
• L'icona Laverne Cox come prima stella transessuale sulla copertina di Vogue UK

Risorse su Pinterest
Sei alla ricerca di argomenti relativi alla transessualità su Pinterest? Questi profili possono essere un ottimo punto di partenza:
• Transgender Hub
• GLSEN
• Human Rights Campaign
• GLAAD

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Verdure, c'è la scienza per esaltarle al meglio in cucina

Ricette e non-ricette, preparazioni gourmet ad alta praticità

Lifestyle Food
Chiudi Dal libro La scienza delle verdure di Dario Bressanini (Gribaudo): foto di Barbara Torresan, maionese (ANSA) Dal libro La scienza delle verdure di Dario Bressanini (Gribaudo): foto di Barbara Torresan, maionese

Tenete i pomodori in frigorifero? Tirateli fuori. Siete abituati a lessare gli asparagi? Male: gettate via un sacco di sapore con l’acqua di co ttura. Molto meglio usare il microonde per lo stelo e saltare le punte in padella. L’aglio e la cipolla li tagliate grossolanamente, oppure finemente, li schiacciate o li gra ttugiate prima di usarli? Perché sì, fa differenza. Cuocete le patate ge ttandole in acqua bollente o partite da acqua fredda? Perché, anche in questo caso, c'è differenza. Le melanzane è meglio salarle prima di friggerle, ma non è per togliere l’amaro, che si deve fare. E già che ci siamo, meglio non usare l’olio extravergine di oliva per friggerle. Questi e tanti altri consigli che troverete nel libro si basano su ciò che la scienza ha scoperto sui vari vegetali che usiamo per arricchire la nostra alimentazione. Li racconta Dario Bressanini (già autore best seller di La scienza della pasticceria e La scienza della carne) nel nuovo libro La scienza delle verdure (Gribaudo) con le golose foto di Barbara Torresan. Il libro è molto pratico ma i consigli più che gourmet sono scientifici. La salsa di pomodoro, raccontata come fa Bressanini, è un focus tra lo storico e l'accademico ma interessante come un racconto breve: quando torneremo a cucinarla a modo nostro (perchè in ogni casa italiana si fa diversamente) l'idea di variarla per seguirne i consigli scientifici ci verrà spontanea.
Nel libro si parla di uso di frigo e freezer, di microonde e forno, patate, pomodori, melanzane, quinoa, cipolle, aglio, peperoni, zucchine, zucca e tanto altro secondo una selezione di verdure fatta dall'autore (tante ma non tutte, non è un'enciclopedia!), con una predilezione per le ricette ed esperimenti scientifici per salse, zuppe e minestre facili da preparare. "Una zuppa di cipolle preparata come si deve - dice Bressanini - è un concentrato di sapore e, allo stesso tempo, una lezione di chimica applicata.  Accanto a esperimenti e a ricette, ci sono anche quelle che chiamo non-ricette: preparazioni talmente semplici e veloci da eseguire da non richiedere accuratezza particolare nel misurare gli ingredienti, e neppure nella preparazione. La bontà è esaltata dalla qualità dei prodotto di partenza: se i pomodori non sanno di nulla, non potete porvi rimedio in alcun modo. Nel caso della caprese, per esempio, è fondamentale che pomodori e mozzarella non siano freddi, per poter gustare il loro sapore. E sarebbe meglio, come scoprirete, che i pomodori non siano mai stati refrigerati". Qualche informazione scientifica:
Carciofi e broccoli sono i fiori della pianta, così come  i cavolfiori. Anche di zucche e zucchine mangiamo i fiori ma più spesso consumiamo i frutti. Già le zucchine sono i frutti della pianta di zucchine (Cucurbita pepo), che tra l’altro appartengono alla stessa specie delle zucche. Quando un gastronomo e un botanico parlano di frutta possono intendere due cose diverse. Dal punto di vista biologico, i frutti sono i semi e gli ovari dei fiori delle piante. Potremmo chiamare “verdura” tutte le altre parti commestibili delle piante che non siano i frutti: ad esempio le foglie (come l’insalata o il basilico), i fiori (come i carciofi ), le radici (come le carote), i baccelli (come i fagiolini), i bulbi (come le cipolle) e i tuberi (come le patate). Oppure potremmo restringere la definizione usandola, in ossequio al nome, solo se sono di colore verde. In cucina, in ogni caso, questa distinzione rigida non è seguita: i pomodori, le olive, i peperoni, i cetrioli e le melanzane sono, botanicamente, dei frutti. Gastronomicamente parlando, però, siamo abituati a considerare frutti solamente quei vegetali che hanno un alto contenuto zuccherino e che risultano più o meno dolci al gusto. Ma a volte anche un frutto, gastronomicamente parlando, non è un frutto, botanicamente parlando: i frutti della pianta di fragole sono in realtà quei piccoli puntini giallo-neri che vediamo sulla superficie. E poi ci sono dei frutti, chiamati frutti sia da botanici che da cuochi, che però non sono per nulla dolci, come l’avocado, che in effetti si usa molto di più per salse e insalate che non come dessert. La scienza ha molte cose da dire su come sfruttare al meglio cipolle, basilico, carote e melanzane e questo indipendentemente dall’etichetta che decidiamo di assegnargli.

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Influencer, dalla Camera nazionale della Moda le 'linee guida'

Influencer o celebrity? E' qui la confusione. 4 best practice per i brand

Lifestyle Moda
Chiudi La modella tedesco-americana e fashion influencer Jasmine Sanders, Golden Barbie (ANSA) La modella tedesco-americana e fashion influencer Jasmine Sanders, Golden Barbie

E' tra i maggiori utilizzatori dell'influencer marketing, ma il settore della moda ha caratteristiche tali che le regole applicabili in altri campi sono poco gestibili nel mondo del fashion: così Camera Nazionale della Moda Italiana spiega perché ha dato vita a un tavolo di lavoro da cui sono nate le "Linee guida influencer", elaborate con il supporto degli avvocati Ida Palombella e Federica Caretta di Deloitte Legal - Studio Associato.
    Il documento è stato elaborato "con lo scopo di riassumere le best practices attualmente adottate dai brand del settore" ed è "finalizzato ad aprire un dialogo con le istituzioni, anche in vista dell'emanazione di futuri eventuali provvedimenti legislativi in materia, ma anche con i social network maggiormente interessati e gli influencer o loro rappresentanti".
    La questione ruota intorno all'utilizzo dell'hashtag #ad/#adv, che per il documento "può rivelarsi fuorviante e comunicare un messaggio errato al consumatore". E’ il caso ad esempio del post contenente un abito o accessorio prestato o regalato dal brand che talvolta è creato per un’occasione particolare e non sarà mai messi in vendita, pertanto il consumatore non potrà mai trovare tale accessorio o abito nei negozi. Altro caso ricorrente e difficilmente gestibile da brand è quello in cui l’ influencer realizzi un post in cui indossa un prodotto regalato o prestato dal brand magari per una occasione speciale (Notte degli Oscar, Met Gala o simili). In questo caso l ’influencer è sempre una celebrity a cui il brand fa un omaggio (#gift) nella speranza che quest’ultimo lo apprezzi e lo indossi, ma senza avere la reale possibilità di ottenere impegni e imporre obblighi in merito a ciò che verrà comunicato con il relativo post, anche per ovvie ragioni di opportunità che rendono poco praticabile la richiesta di inserire specifici hashtag nella comunicazione via social media.

Chi sono gli influencer? Nell’ultimo decennio, con l’avvento e la diffusione crescente di internet , anche la pubblicità e il modo di fare promozione sono cambiati. In particolare, i social network si sono rivelati uno strumento molto efficace per raggiungere in breve tempo un pubblico vastissimo di potenziali clienti. Ciò grazie alla loro immediatezza e facilità di utilizzo. Nell’ambito di questo trend sono sorti nuovi fenomeni che hanno interessato trasversalmente numerosi settori dell’industria italiana e internazionale. Tra questi, gli influencer si sono rivelati uno degli strumenti di marketing più efficaci grazie all’immediatezza del messaggio che trasmettono e al fatto che calano l’attività promozionale nella vita di tutti i giorni, così rendendola sostanzialmente indistinguibile dal quotidiano.

Non esiste una definizione di “ influencer ” a livello giuridico, tuttavia, in ambito nazionale, l’Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria ha fornito una definizione che pare essere utile per cominciare a definirne il perimetro: gli influencer sono “ soggetti che hanno la capacità di influenzare i consumatori nella scelta di un prodotto o nel giudizio su un brand. Si tratta di soggetti che hanno acquisito particolare prestigio e autorevolezza per l’esperienza e la conoscenza maturata in un certo ambito o settore, come ad esempio noti blogger che hanno online un largo seguito di pubblico ”.

Influencer da non confondere con la celebrity : personaggio noto del mondo dello spettacolo o dello sport. Se, in linea teorica, la distinzione tra influencer e celebrity sembra netta, all’atto pratico anche le celebrity possono essere influencer ; anzi, probabilmente le celebrity sono state le prime influencer quando ancora il fenomeno non aveva assunto questa forma. Allo stesso modo, una volta acquisita notorietà, l’ influencer può essere considerato una celebrity a tutti gli effetti. Questa confusione di ruoli e la peculiare commistione tra promozione e attività della vita quotidiana hanno reso l’ influencer oggetto di particolare attenzione da parte di diverse autorità nel mondo; in particolare quelle che si occupano della tutela del consumatore nelle diverse giurisdizioni. Tali autorità, prima fra tutte la Federal Trade Commission statunitense, ritengono, infatti, che proprio la confusione tra sfera personale e professionale che rende l’attività promozionale così efficace rappresenti un potenziale pericolo per i consumatori. Per tale motivo, singole autorità nazionali hanno emanato linee guida che identificano regole di buona condotta che gli influencer sono invitati a rispettare nello svolgimento della loro attività promozionale

LE QUATTRO BUONE PRATICHE DA ATTUARE

1. Redazione di una policy . Si auspica che ciascun brand rediga una policy che specifichi le norme di comportamento che gli influencer dovrebbero tenere nella promozione dei propri prodotti, prevedendo, i.a., specifici obblighi di disclosure nel caso in cui l’ influencer sia pagato dal brand per indossare i prodotti ricevuti, posizionamento dell’ hashtag , etc...;

2. Stipula di un contratto con l’influencer . Ogni volta che sia possibile, si auspica la stipula di un contratto con l’ influencer o l’agenzia che ne gestisce l’immagine al fine di rendere vincolanti come obblighi contrattuali l’inserimento di specifici hashtag e le altre regole di condotta specificate nella policy di cui al punto 1;

3. Rinvio alla policy . Anche in assenza di uno specifico contratto, far sottoscrivere all’ influencer per accettazione la policy di cui al punto 1.

4. In caso di regali agli influencer. Inserire una “Thank you card ” in cui si rinvia alla policy e si chiede all’influencer di postare un contenuto specificando “Thank you [brand] for the gift of the [product]”

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Ricordati di essere gentile! Un pop up fa da memo

Community Fb di quartiere e app di vicinato costruiscono relazioni contro l'hate speech

Lifestyle Società & Diritti
Chiudi due anziane sorridenti foto iStock. (ANSA) due anziane sorridenti foto iStock.

Negli ultimi anni, soprattutto con la diffusione dei social network, continuiamo ad assistere alla crescita del fenomeno dell'hate speech, ossia commenti offensivi e potenzialmente dannosi, arrivando anche a gravi comportamenti molto vicini alle minacce. Essere gentili, e non solo il 13 novembre in occasione della Giornata mondiale della gentilezza, non significa essere più deboli dell'altro secondo uno stereotipo antico. Sui social un fattore positivo e costruttivo lo stanno assumendo, in controtendenza con l'hate speech, le comunità virtuali, in particolare quelle di quartiere, ad esempio su Facebook che aiutano a costruire relazioni tra persone. C'è poi anche Nextdoor, una famosa (oltre che prima) app di quartiere privata e gratuita in cui i vicini possono creare community dove conoscersi, scambiarsi consigli e informazioni, migliorare in sostanza la qualità della vita, dal settembre 2018 presente anche in Italia in oltre 2500 quartieri (240 mila nel mondo tra Usa, Inghilterra, Spagna, Francia, Germania, Paesi Bassi, Australia, Danimarca, Svezia e Canada). Può essere presa come esempio positivo prevenendo i contenuti offensivi e invitando i propri membri ad essere più cortesi con i propri vicini grazie all’introduzione di un pop-up che ricorda di “essere gentili”.
Nei primi test negli Stati Uniti, 1 persona su 5 che ha visto il pop-up ha modificato il proprio commento e questo ha portato al 20% in meno di commenti negativi. "E’ per noi molto importante promuovere comportamenti ed espressioni che siano corretti e che non stimolino discussioni accese o fenomeni di odio e discriminazione. Questo perché solo esprimendosi nel rispetto del prossimo si può agire nello stesso modo anche nella vita di tutti i giorni. Diversi ricercatori hanno inoltre dimostrato che felicità e gentilezza sono due sentimenti profondamente correlati. Compiere un atto gentile, infatti, tende a renderci più felici. Chi è felice tende poi, a sua volta, a essere gentile con gli altri, creando un circolo virtuoso. Questo vale ancora di più se si pensa che circa un quinto dei messaggi sugli altri social rischia di essere offensivo. Siamo pertanto molto orgogliosi di poter dare un buon esempio affrontando questa emergenza sociale”, afferma Amedeo Galano, Head of Community di Nextdoor per l’Italia.
Commenta la psicologa Ilaria Merici: "Il contesto italiano è spesso governato da odio e paura con un retrogusto amaro che ha il sapore dell'ignoranza. Amnesty International, Arci e la stessa Camera dei deputati hanno scritto e divulgato linee guida sull'hate speech, sui fenomeni di odio, intolleranza, xenofobia e razzismo, lanciando precisi segnali di allarme soprattutto alle nuove generazioni che nei social vivono le loro relazioni, prettamente virtuali, ma che sempre relazioni sono e che si riflettono poi anche all’esterno. Il recupero della gentilezza è fondamentale come strumento di disinnesco di questa spirale vorticosa. È importante che impegno e fatica debbano essere tesi a rispondere con gentilezza in ogni caso”.

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Gentilezza, 5 consigli ed esercizi per educare i cani

Educatore cinofilo: "nessun cane nasce aggressivo, dipende dal nostro comportamento"

Lifestyle Pets
Chiudi Un gesto di affetto e gentilezza tra un cane e un bambino foto iStock. (ANSA) Un gesto di affetto e gentilezza tra un cane e un bambino foto iStock.

Cani gentili: si può fare. Dal comportamento in casa alla passeggiata al parco: essere gentili non è più una prerogativa riguardante esclusivamente gli esseri umani. Anche gli amici a quattro zampe sono chiamati a osservare le norme di gentilezza necessarie nei diversi luoghi e negli spazi comuni dove essi vivono. La predisposizione al bon ton di un pet dipende molto da come viene educato fin dai primi mesi di vita.
“Per addestrare il proprio cane alla gentilezza, occorre fargli eseguire sin da cucciolo alcune pratiche che gli permetteranno di memorizzare anche in età adulta i comportamenti più importanti – afferma Mauro Ottolini, educatore cinofilo di Ca’ Zampa interpellato da #ANSALifestyle in occasione della Giornata mondiale della Gentilezza il 13 novembre - Nessun cane nasce aggressivo: questa attitudine, così come la gentilezza, si sviluppa in base a come il cane viene abituato e trattato dal secondo al settimo mese di vita”.


I CONSIGLI DELL’ESPERTO
Per educare il proprio animale domestico alla gentilezza, ricapitoliamo le linee guida da seguire secondo Mauro Ottolini.
1. EDUCARLO FIN DA PICCOLO. Per addestrare il proprio cane alla gentilezza occorre fargli eseguire sin da cucciolo alcune pratiche che gli permetteranno di memorizzare anche in età adulta alcuni importanti comportamenti. La gentilezza si sviluppa in base a come il cane viene abituato e trattato dal secondo al settimo mese di vita.
2. L’IMPORTANZA DI SVOLGERE ESERCIZI SPECIFICI. Dall’attenzione da fermo a quella in movimento, passando per lo scambio: sono questi i principali esercizi per educare il proprio cane alla gentilezza. Si tratta di piccole pratiche quotidiane che, se ripetute con pazienza e attenzione, possono essere memorizzate dai nostri amici a quattro zampe.
3. ABITUARLO ALLA PAZIENZA. Il cane deve essere gentile anche quando richiede qualcosa al proprietario: finché il cane non si calmerà, il padrone non dovrà assecondarlo. In questo modo il cane imparerà a chiedere al proprietario delle cose, ma in maniera gentile e non frenetica.
4. DARE IL BUON ESEMPIO. Un cane è gentile se trova amore ed effetto nella sua vita. Se ci si mostra gentili con il cane, anche lui lo sarà con le altre persone. Se il cane si sente parte integrante della vita del proprietario sarà molto più gentile con gli altri.
5. PORTARLO IN GIRO. Fin dai primi mesi di vita il cane deve essere abituato a frequentare ambienti esterni diversi dalla propria casa e incontrare altre persone e cani. La socializzazione gli permetterà di non sviluppare atteggiamenti ostili verso ciò che non fa parte dei propri spazi domestici.

Gli esercizi utili, come farli nel dettaglio:
La prima tipologia di esercizi riguarda quelli statici, suddivisi in da seduto, a terra e di attesa. “Quando ad esempio il proprietario posa un croccantino a terra – afferma Ottolini - il cane dovrà imparare a non prenderlo subito, ma a farlo solo dopo che gli verrà dato il comando, gestuale o verbale”. Abituato in questo modo il cane attenderà il comando restando seduto o a terra, dando la possibilità al proprietario di compiere delle azioni senza prendere l'iniziativa, educandolo così in generale all’attesa e lavorando sulla frustrazione del non tutto subito. Gli esercizi dinamici invece sono legati alla condotta al guinzaglio, al gioco o al recupero. “Anche questi dovranno essere insegnati sempre con un criterio di massima relazione con il cane, per non arrivare mai al conflitto.”.Gli esercizi di gestione delle risorse con la bocca riguardano lo scambio di ciò che il cane ha tra i denti o con qualcosa di par i importanza o con un gustoso croccantino, educando così il cane a non reagire in malo modo quando gli si toglie ciò che sta trattenendo nella propria bocca. “La gentilezza in questo caso – prosegue Ottolini - consiste proprio nel fatto che il cane lascia per volere del proprietario ciò che tiene in bocca in maniera dolce, ottenendo qualcosa di interessante in cambio.”
Il cane deve essere gentile anche quando richiede qualcosa al rispettivo proprietario. “Se il cane vuole uscire o ha fame – sottolinea l’educatore cinofilo di Ca’ Zampa - deve rivolgersi in maniera gentile, ad esempio alzando una zampa, sedendosi, scuotendo la testa per chiedere, anziché mordere il pantalone, abbaiare o correre agitato per casa”. Per fare in modo che ciò avvenga, occorre agire sui comportamenti che il cane deve assumere. L’attenzione da fermo è uno di quegli esercizi che porta il cane a guardare il proprietario con calma aspettando che lui faccia qualcosa, mentre l'attenzione in movimento permette al cane di concentrarsi maggiormente su ciò che gli viene chiesto e meno sul resto, senza farsi prendere dalla frenesia. “Finché il cane non si calmerà, non dovrà essere assecondato, mentre una volta che il cane adotterà il giusto tipo di comportamento potrà essere premiato, ad esempio con un croccantino o con un bel ‘bravo’. In questo modo il cane imparerà a chiedere gentilmente delle cose, e non in maniera frenetica.”
Un cane è gentile se trova amore ed affetto nel proprietario: se quest’ultimo è gentile con il suo pet, anche lui lo sarà con le altre persone, fin da quando è cucciolo. Ciò permetterà di migliorare la qualità della vita dei pet, migliorando così anche la qualità del tempo che i proprietari possono trascorrere con loro. “Se un cane viene abituato a rimanere solo in giardino o in casa – sottolinea Ottolini - col tempo quando vedrà delle persone o cani fuori il cancello o dentro casa abbaierà perché si sentirà invaso nel suo territorio. Questo potrà essere gestito se, dal secondo mese il cane viene abituato ad uscire, viene portato in giro a vedere nuovi luoghi, favorendo l’incontro con altre persone e cani. Solo attraverso una buona socializzazione il nostro amico a quattro zampe riuscirà a controllare la sua aggressività e ad avere un comportamento gentile a prescindere dal luogo in cui si trova.”

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Leonardo DiCaprio spegne 45 candeline

Sempre più impegnato e green, dal Climate Change all'incontro con Greta Thunberg

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Di Caprio incontra Greta, 'grazie a lei sono ottimista' (ANSA) Before the Flood - leonardo di caprio (ANSA) 'Before the Flood' (ANSA) Photocall of 'Once upon a time in... Hollywood' in Rome (ANSA) Photocall Revenant [ARCHIVE MATERIAL 20160116 ] (ANSA) >>>ANSA/ CANNES, CROISETTE IMPAZZITA PER PITT E DI CAPRIO (ANSA) The Traitor Premiere - 72nd Cannes Film Festival (ANSA)

Leonardo Di Caprio, il sex symbol che vuole cambiare il pianeta, compie 45 anni. Il divo americano, nato l'11 novembre 1974, fidanzato da due anni con Camila Morrone dopo le storie con innumerevoli top model, è sempre più impegnato sulle tematiche ambientali. Proprio di recente ha fatto il giro del web la sua foto con l'attivista Greta Thunberg

 

 

 

 

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Buon compleanno Leonardo DiCaprio, 45 anni per il sex symbol green /VIDEO

Attore e attivista, dopo Tarantino nel prossimo film sarà Joe Petrosino

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Chiudi Once Upon A Time... In Hollywood Premiere - 72nd Cannes Film Festival (ANSA) Once Upon A Time... In Hollywood Premiere - 72nd Cannes Film Festival

Buon compleanno Leonardo DiCaprio. L'attore attivista, ambientalista festeggia 45 anni. La foto di lui con Greta Thunberg (finalmente sorridente, un caso?) ha fatto il giro del web poche settimane fa. Nato a Los Angeles l'11 novembre 1974, colpito da planetario successo all'epoca di Titanic, il sex symbol hollywoodiano non si è fatto travolgere, impegnandosi in prove complicate, spesso estreme come quella con cui ha vinto l'Oscar nel 2016, Revenant - Redivivo.

Sugli schermi recenti con Quentin Tarantino, C'era una volta a Hollywood con l'amico-rivale Brad Pitt, Leonardo DiCaprio oltre che essere un ottimo attore e un indiscutibile sex symbol è un vero e proprio influencer per quanto riguarda la lotta ai cambiamenti climatici. Sul suo instagram ha spesso lanciato campagne ambientaliste e non passa giorno in cui non commenti tematiche green o rilanci temi, sui quali tra l'altro ha più di una volta parlato all'Onu. Quanto all'amore è nota la sua passione per modelle bionde e bellissime con cui però non dura mai a lungo. L'ultima in ordine di tempo, da due anni sua fidanzata, è Camila Morrone

Tra i suoi progetti due impegni, uno in preparazione e un altro per adesso solo annunciato, sono biopic: nel prossimo film, The Black Hand di Stephan Talty sarà Joe Petrosino, il mitico poliziotto di New York di origini campane, che sfidò la mafia dei primi Novecento e contribuì al rilancio della reputazione degli immigrati italiani e in futuro potrebbe essere  addirittura il presidente americano Theodore Roosvelt diretto da Martin Scorsese, regista cui deve alcuni ruoli memorabili della sua carriera come Gangs of New York, The Aviator, the Wolf of Wall Street.

 

 

 

 

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Giornata della gentilezza, sei gesti digital per essere gentili 2.0

Abbassare la suoneria, evitare di postare foto senza permesso ed altri suggerimenti

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Chiudi Coffee time tra due amiche . foto iStock. (ANSA) Coffee time tra due amiche . foto iStock.

Gentilezza 2.0: il 13 novembre si celebra l’edizione 2019 del World Kindness Day, ecco alcuni semplici gesti, ma al contempo ‘rivoluzionari’, per vivere una giornata all’insegna della gentilezza digitale. Si parte proprio dall’utilizzo dello smartphone, che sempre più ci accompagna in tutti i momenti della nostra quotidianità, rischiando talvolta di diventare troppo invadente.

Immaginando una giornata tipo, Wiko ha individuato 6 momenti canonici in cui le buone pratiche di gentilezza possono venirci incontro, con naturalezza e senza troppi sforzi.

1. Se il buongiorno si vede dal mattino salutate i vostri cari prima di verificare messaggi e aggiornamenti social e sui mezzi pubblici guardatevi intorno, tutti i passeggeri stanno fissando lo schermo del proprio smartphone ma se alzate lo sguardo forse qualcuno potrebbe aver bisogno più di voi di un posto a sedere.

2. Finalmente arrivati in ufficio, come spesso accade capita di allontanarsi dalla propria postazione nel momento esatto in cui il vostro smartphone squillerà oppure di annoiare i vicini di scrivania raccontando minuto per minuto l’ultima riunione di classe. Abbassare il volume della suoneria e allontanarsi dai colleghi per fare lunghe telefonate sono due semplici accorgimenti per essere più gentili anche al lavoro.

3. Siete usciti in pausa pranzo con i vostri colleghi? Se riuscite a mangiare senza guardare costantemente lo smartphone i vostri commensali si sentiranno meno trascurati e potrebbe essere una buona pratica per trasformare la vostra pausa pranzo in un vero momento di digital detox!

4. Spedita l’ultima e-mail urgente, si esce dall’ufficio e se il vostro primo pensiero è aggiornare il malcapitato di turno sulla vostra giornata, ricordatevi che indossare auricolari wireless o inviare messaggi vocali non sono una scusa per gridare in pubblico e far sapere a tutti per strada i “fatti” vostri.

5. La gentilezza “digitale” può essere dimostrata anche durante un aperitivo o una cena fuori con gli amici, evitando ad esempio di postare le foto della vostra migliore amica senza il suo permesso o fotografare e condividere il calzino imbarazzante del vostro vicino di tavolo.

6. La giornata volge al termine e siete appena arrivati a casa. Sicuramente avrete già avuto modo di aggiornare i social e fare le chiamate di rito (mamma, amica/o, suocera, fidanzato/a) quindi dedicate il resto della serata alle persone che vi circondano. Magari provando a guardare insieme il finale di stagione della vostra serie preferita…senza controllare lo smartphone ogni cinque minuti.

 

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Il garage si trasforma, diventa un'oasi di lusso

Salottino, relax room, officina privata fra innovazione e lifestyle

Lifestyle Lusso
Chiudi AD Dal Pozzo Design box salottino (ANSA) AD Dal Pozzo Design box salottino

Il garage diventa un'oasi di lusso, si reinventa in maniera originale, unica. La casa lo ingloba rendendolo parte integrante e connotandolo come area ancora più appartata, un'intima area di relax razionale e intelligente, perfettamente integrata all'interno della propria casa senza perdere la vera essenza del garage, ovvero l'auto o la moto parcheggiate al suo interno. E' la Design Box per abitazioni di lusso e spaziose quella che ripensa il concetto di garage. L’azienda vicentina Ad Dal Pozzo ha lanciato a EICMA 2019 - l’Esposizione internazionale del ciclo e del motociclo tenutasi a Rho Fiera Milano - un servizio di progettazione e ideazione di garage di lusso. Nato dalla partnership con 3D Beta, new-co del Gruppo Beta Utensili SpA dedicata all’architettura dell’officina moderna, Design Box punta a trasformare il garage in una zona dedicata alle proprie passioni e ai momenti di svago dove auto e moto sono al centro di uno spazio personalizzato.

UN'OASI DI LUSSO, FRA INNOVAZIONE E LIFESTYLE
Il garage si trasforma in un autentico mini appartamento da sfruttare in svariate occasioni e in cui creare un'area di relax intima e nascosta. Con Design Box è possibile inserire ad esempio un accogliente angolo bar, dotato di mobile e sgabelli dove sorseggiare un drink, chiacchierando sulle ultime novità nel campo dei motori o concedersi una zona relax dotata di tutti i comfort: divani in pelle, sistema audio surround, cantinetta vini, sufficienti per sentirsi nel garage dei propri sogni.

ALCUNI ESEMPI SORPRENDENTI PER ARREDARE IL GARAGE

Le soluzioni possono essere innumerevoli e possono declinarsi in tantissimi modi diversi, giungendo a soluzioni incredibili che cambiano totalmente il concetto di garage arrivando a creare spazi lussuosi ed elitari.

Il salottino. Bastano un divano, una poltrona e un piccolo mobile per rendere il garage un salottino ospitale.
Il piccolo box arredato. Se il box auto è piccolo arredarlo con tutti i confort lo renderà il garage dei sogni.
La relax room. Una sala in cui rilassarsi, magari con una vasca idromassaggio.
La taverna. Il sogno più comune, un luogo in cui rifugiarsi.
L'officina privata. Un'officina in casa per gli amanti dei motori dove prendersi cura del proprio bolide.
Lo sky garage. In città come Dubai, Melbourne e Singapore, sempre più spesso la scelta è lo "sky garage". Un ascensore porta le auto direttamente dentro casa.

 

 

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Cosmetica italiana in Asia, è trend glow, creme illuminanti e sbiancanti

A Cosmoprof Asia ad Hong Kong 100 imprese italiane, export +23%

Lifestyle Beauty & Fitness
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La cosmesi made in Italy piace sempre di più nei paesi dell'area del Sud-Est Asiatico e Pacifico. Nell'ultimo anno l'export dei nostri prodotti di bellezza verso Hong Kong è infatti cresciuto del 23 % superando i 244 milioni di euro. Secondo paese di sbocco la Cina dove l'export italiano nel 2018 è aumentato del 19,3% per un valore di circa 63 milioni di euro. Le donne asiatiche amano in particolare i prodotti illuminanti e gli sbiancanti per viso e corpo, i profumi e il trucco nostrani. Le eccellenze di circa 100 imprese italiane (nuovi prodotti, sistemi di produzione ed innovazione) sono esposte alla 24esima edizione di Cosmoprof Asia, la più importante fiera delle industrie della bellezza nell'area Asia-Pacifica in programma dal 12 al 15 novembre ad Hong Kong. Oltre 50 imprese sono rappresentate dall'associazione Cosmetica Italia che promuove e sostiene le opportunità di business anche di una 'Collettiva' di espositori italiani in collaborazione con ICE Agenzia. L'associazione ha effettuato una puntuale analisi sul mercato del made in Italy ed i trend beauty del mondo asiatico. Spiega Renato Ancorotti, presidente di Cosmetica Italia: "L'Asia si conferma una importante area di destinazione dei cosmetici italiani e, globalmente, nel 2018 le esportazioni verso il continente asiatico hanno raggiunto un valore di 874 milioni di euro, pari al 18% delle esportazioni di cosmetici made in Italy nel mondo. Si tratta di un mercato con interessanti prospettive non solo per i grandi volumi generati, ma anche per i costanti ritmi di crescita". Secondo il Centro Studi di Cosmetica Italia le donne asiatiche, da sempre attente alla cura della pelle, guardano sempre più ad occidente e dei cosmetici italiani apprezzano in primis i prodotti per il viso e il make-up che valorizzano il candore della pelle, in particolare in Paesi come la Cina e l'India. In alcuni mercati, come Corea del Sud e Giappone, hanno grande successo i nostri prodotti 'illuminanti' la carnagione e i nuovi 'multifunzione' che agiscono sia come illuminanti che sbiancanti insieme. I principali prodotti italiani esportati ad Hong Kong sono infatti quelli per il viso e il corpo con un mercato di 127 milioni di euro e un incremento del 29% nel 2018. Al secondo posto i profumi con un mercato di circa 82 milioni di euro e una crescita dell'8%. Seppure a distanza seguono i prodotti da trucco italiani con un mercato di 19,3 milioni di euro e un incremento sorprendente del 122% nell'ultimo anno. Ad Hong Kong la fiera Cosmoprof Asia si divide in due grosse aree: l'Asiaworld Expo riunisce espositori di ingredienti, macchinari e attrezzature, packaging, contoterzismo e private label, mentre l'Hong Kong Convention & Exhibition Centre dà spazio ai settori della cosmesi, estetica, capelli, unghie e accessori.
   

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Il giorno dei single, Emma Watson portabandiera dei 'soli e felici'

11 novembre fuori dai clichè è 'single pride'

Lifestyle Società & Diritti
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L'11 novembre è la Giornata Mondiale dei Single “ereditata” dalla tradizione cinese per il giorno più solitario dell’anno, quello interamente composto dal numero 1 (11.11). Un giorno solitario, ma con orgoglio, stando all’ultimo sondaggio di StubHub: secondo i dati raccolti il 55% dei single è felice e fiero del proprio status. Vediamo dunque nel dettaglio i capisaldi di questa ondata di “single pride”.

L'ex Hermione, Emma Watson, a British Vogue di dicembre 2019, ha raccontato la sua condizione "sono felice di essere da sola, anzi non sono single ma self partnered", accoppiata con se stessa. Leggi il servizio qui

La “musica” sembra essere decisamente cambiata rispetto al passato… e per il 32% dei cuori solitari coincide con Single Ladies di Beyoncé, eletta a maggioranza inno della categoria. A grande distanza troviamo sul secondo gradino del podio I will survive di Gloria Gaynor (13%); al terzo posto, a pari merito con l’11%, So what? di Pink e Mi sento bene di Arisa.

Vietato poi confondere il Singles’ Day dell’11 novembre con la nostrana Festa dei Single del 15 febbraio, che si configura come un vero e proprio anti – San Valentino. Secondo il 46% degli intervistati, infatti, il Singles’ Day è un giorno per celebrare l’orgoglio di essere single, e tutti i vantaggi che questa situazione sentimentale comporta: se per il 10% il più grande è l’assenza di una suocera, è tuttavia il maggior tempo a disposizione da dedicare alle proprie passioni a mettere d’accordo il 52% dei votanti.

Abbandonati dunque i cliché delle scorpacciate di gelato sul divano, riciclando sui social foto di mesi fa (44%), e delle abbuffate di chicken nuggets nei peggiori fast food della città (18%), le attività dei single si rivestono di libertà: c’è chi osa con il viaggio dei propri sogni (46%), quello che solo da soli è possibile assaporare in tutta la sua magia, e chi invece rimane un po’ più posato, optando per una giornata di coccole in una spa esclusiva (25%), tra idromassaggi, champagne e cellulare rigorosamente spento.

E dal momento che il 24% afferma come pregio di questo status la maggior propensione a conoscere gente nuova, e un altro 12% vede nel Singles’ Day una scusa in più per uscire in cerca dell’anima gemella, la piattaforma ha chiesto da quale artista si farebbero tentare per un appuntamento: al primo posto spicca Shakira, che ha convinto oltre il 21%, seguita da Rihanna con il 16%. Sul fronte maschile, invece, il più gettonato si è rivelato Nek (14%).

Ma che ne pensano, allora, quelli che della vita da lupi solitari non sono proprio così convinti? StubHub li ha proiettati in avanti di 366 giorni (il 2020 è bisestile!), per scoprire dove e come passeranno la prossima Giornata Mondiale dei Single: il 14% lo ritroviamo in ritiro spirituale tra le montagne, mentre il 12% ha fiducia nell’umanità, e si vede gioioso all’altare con la propria anima gemella. Dovrebbe forse guardarsi da quell’11% che ritroviamo a lezione di vita da Cristiano Malgioglio, per non perdere subito il proprio marito con un sorriso dolceamaro…

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Champagne, i segreti dei millesimati spiegati dallo chef de cave

Regis Camus, il più premiato al mondo racconta storia, abbinamenti e evoluzione

Lifestyle Food
Chiudi Regis Camus, lo chef de cave più premiato al mondo (ANSA) Regis Camus, lo chef de cave più premiato al mondo

Regis Camus è un collezionista certamente, la sua cantina è un tesoro enologico: è uno degli 'chef de cave' più famosi al mondo, sicuramente il più premiato e lui stesso è un grande amante dello champagne. E' stato insignito ‘Sparkling Winemaker of the Year’, per otto volte negli ultimi 15 anni. A lui si deve la 'regia' dei millesimati Rare Champagne, le bollicine di lusso che nate da una costola di Piper-Heidsieck sono top di gamma del settore come Dom Perignon, Cristal, Krug. "La passione è il motore di tutto - racconta Camus in un'intervista a Ansa Lifestyle, di passaggio a Roma in un 'tour' italiano del brand distribuito in Italia da Biondi-Santi International - conosco i vigneron, i vignaioli, uno ad uno, frequento le loro case, vado ai loro eventi di famiglia, mi chiamano ai matrimoni, ai battesimi, la forza della regione dello Champagne è qella della comunità e anche se c'è competizione tra le varie marche prima di tutto c'è il rispetto, l'amore per la nostra terra, e la passione nel creare queste bevande eccezionali".
Nel caso di Rare Champagne "l'eccezione è la regola: produciamo millesimati solo in annate straordinarie, quando la natura mostra il suo lato più 'imprevedibile. Il blend unico composto al 70% da Chardonnay e al 30% da Pinot Nero, non basta - ci spiega - decidere di procedere alla realizzazione è frutto della nostra esperienza e dell'intuizione che quelle uve, quell'anno, per determinate ragioni stagioni, possano avere quella freschezza, purezza e mineralità che sono il marchio della maison. La fortuna di un'ottima annata bisogna provocarla. Il primo millesimato, del 1976, fu dopo una grande siccità ad esempio. Il tempo poi è dalla nostra parte: il periodo di maturazione in cantina è di almeno 10 anni".
E' un mondo, nonostante il fascino antico (il 6 maggio 1885, giorno in cui si svolsero le celebrazioni per il centenario dalla presentazione della prima bottiglia Cuvée di Piper-Heidsieck alla Regina Maria Antonietta fu chiesto a Pierre-Karl Fabergé, il gioielliere dello Zar Alessandro III, di creare una bottiglia preziosa e unica in oro, diamanti e lapislazzuli, è l'inizio della leggenda del marchio), che è cambiato negli anni. "Oggi nessuno potrebbe bere i vini di champagne che sorseggiavamo 40 - 50 anni fa, vinosi, corposi, pesante oggi il gusto è cambiato, vogliamo sentire la freschezza, la frutta, le note floreali, un vino innanzitutto piacevole. E a questo che è un gusto del consumatore negli anni siamo andati sempre più incontro", ci spiega Camus, amante delle montagne vicino Reims, sposato e con tre figli.
Oggi che si beve di meno ma di maggior qualità, che il settore è trascinato dai Millennials (e dal mercato giapponese), bere champagne millesimato è una vera esperienza, è un'immersione sensoriale, innanzitutto olfattiva come quando si entra nei laboratori di profumeria artistica ad 'odorare' le essenze e di gusto ovviamente. C'è il cuoio e il 'mondo arabo' in una coppa di champagne dell'88, il mango, l'ananas, l'albicocca e la pesca matura in uno del 2006, per fare due esempi opposti di sentori. L'esperienza si amplifica se allo champagne si osano accostamenti non scontati. "Non ci sono regole - spiega Camus - ogni cibo eccellente va bene con lo champagne: i vostri rigatoni all'amatriciana si sposano alla perfezione con Rare Millesime del 1998, così come il carrè di agnello alla cacciatora trova l'ideale nel millesimato del 1988. La mia unica regola di accostamento cibo - champagne riguarda le spezie, vanno bene ma senza esagerare, il resto vive di contrasti, di non sovrapposizioni di gusto".

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Single e felice, Emma Watson rinnova il concetto 'Sono self-partnered'

A British Vogue l'ex Hermione ora Meg di Piccole Donne si racconta alla vigilia dei 30 anni

Lifestyle People
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Single? Meglio 'auto-associato'. Emma Watson, l'attrice che ha conosciuto un successo planetario da ragazzina all'epoca della saga di Harry Potter (aveva appena nove anni quando fu scelta per il ruolo di Hermione e una generazione è cresciuta insieme a lei per oltre 10 anni) e ora è un'attrice affermata, compie 30 anni il 15 aprile 2020 e con un piglio tosto dichiara a British Vogue, su cui è in copertina a dicembre: "I’m very happy [being single]. I call it being self-partnered.”, letteralmente 'sono felice di essere single, lo chiamo essere auto-associato'.
Emma Watson, Meg di Jo March in Little Woman, il nuovo Piccole Donne di Greta Gerwig, attesa ennesima versione del libro formazione di milioni di donne, di cui già si vocifera per le nomination agli Oscar (il 30 gennaio nelle sale in Italia)

aggiorna il concetto di 'single', già aggiornamento del super anacronistico 'zitella'. Accoppiata con me stessa, vale a dire, sto bene così alla soglia dei 30 anni.
"Mi ci è voluto un po': arrivata a 29 anni mi sono resa conto di sentirmi così stressata e ansiosa: se non hai messo su casa, non hai un marito, non hai fatto un figlio e stai per compiere 30 anni vuol dire che non hai fatto abbastanza bene nella tua carriera e nella tua vita", ha spiegato l'attrice e modella inglese, che è anche attivista femminista e Ambasciatore di buonavolontà alle Nazioni Unite.

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Gatti, lezioni multietniche per scegliere il micio del cuore

Dall'ipoallergenico Siberiano al Certosino ideale per single

Lifestyle Pets
Chiudi micio Certosino courtesy SuperCatShow (ANSA) micio Certosino courtesy SuperCatShow

Qual è il gatto più diffuso? L’Europeo, socievole, robusto e molto ghiotto. E quali sono quelli che vanno d’accordo di più con i bambini? Il Sacro di Birmania, il Ragdoll e il Maine Coon perché hanno un carattere molto giocherellone. Qual sono i felini più grandi? I Maine Coon e i Norvegesi delle Foreste. E quello più indicato per chi è allergico? Il Siberiano, gatto ipoallergenico. E il felino ideale per un single? Il Certosino, perché non soffre la solitudine e può restare solo in casa anche diverse ore. A differenza del Burmese che ha un bisogno estremo del contatto umano, detesta la solitudine, è un gran chiacchierone e sa andare al guinzaglio.
Alla più importante fiera internazionale sui gatti, il SuperCat Show alla Nuova Fiera di Roma sabato 16 e domenica 17 novembre, (www.supercatshow.com), c'è un’occasione unica per assistere alle lezioni multietniche sui gatti dal vivo per capire quale sarà il gatto migliore con cui condividere la propria vita nel modo più gratificante per entrambi. E così ammirare 800 gatti col pedregree, anche rari e campioni (Selkirk Rex, Bengal, Turco Van, Kurilian Bobtail, Persiani, Esotici, Siberiani, Abissini, Maine Coon, Sphinx, British, Certosini, Blu di Russia, Norvegesi delle Foreste e Ragdoll), ma anche tanti gatti comuni di 'razza stradale' (come i trovatelli della Colonia Felina Porta Portese del Comune di Roma gestita dall’Arca onlus, in cerca di un’adozione del cuore, presenti alla fiera).

Ma come scegliere il gatto ideale? Innanzitutto facciamoci un po’ di domande sul nostro stile di vita, su chi forma la famiglia, bambini e altri quadrupedi compresi, sul tempo che abbiamo a disposizione per loro, sul tipo di abitazione, se è in città oppure in campagna, se c’è un giardino.
Come spiegano gli esperti del SuperCat Show, l’Abissino ha una forte personalità: intelligentissimo, molto vivace e giocherellone, sa essere affettuoso senza smancerie e un pelo corto che non richiede molta cura, più indicato a persone giovani e attive che sappiano guidarlo con tanto amore, ma con altrettanta fermezza. Il Bengal, inconfondibile per il suo manto leopardato, proprio per la sua selvaticità, ha bisogno di un giardino, o comunque di uscire di casa, magari al guinzaglio, se abituato fin da piccolo. Ha un temperamento indipendente e adora muoversi e correre all’aria aperta, ma anche le coccole. Anche il Maine Coon ha bisogno di ampi spazi e anche di un giardino, data la sua mole, inoltre, non va lasciato solo.
Ma tutti i gatti odiano l’acqua? Assolutamente no, ad esempio, l’Angora Turco adora l’acqua, richiede poche cure del mantello, ha un carattere equilibrato, è affettuosissimo e adora le coccole, è un buon compagno anche per i bambini. Il Turco Van è un abilissimo nuotatore, anche il Norvegese delle Foreste ama molto l’acqua e, se libero, è un perfetto pescatore, meglio non tenere a portata di zampa eventuali acquari, ed è un grande chiacchierone, molto utilizzato nella pet-therapy, ha anche un ottimo rapporto anche con altri gatti e con i cani, e se non si ha un giardino meglio avere in casa un robusto tiragraffi. E il Blu di Russia? È tranquillo e dolce, non ama gli estranei ed è il compagno ideale per bimbi e anziani, soffre molto il freddo e ama maggiormente la vita d’appartamento a quella all’aria aperta e ha un mantello facile da gestire. E qual è, infine, il micio che sembra un orsacchiotto di peluche? Il British Shorthair, socievole, giocherellone, mai scatenato, affettuoso con tutti, si adatta a qualsiasi situazione, ideale per bambini e anziani, molto in voga per la pet-therapy, il suo pelo non richiede cure particolari. Mentre il morbidissimo Persiano, altro gatto orsacchiotto, richiede più cure per il pelo e chi non ha tempo, voglia e pazienza potrà scegliere un Exotic Shorthair, che è un perfetto Persiano, dallo stesso carattere placido e affettuoso, ma a pelo corto e, quindi, facile da toelettare.

 

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Kate, William, Meghan e Harry ad un evento

La prima volta in pubblico dopo l'intervista shock di Harry

Lifestyle People
Chiudi Britain Royals Remembrance (ANSA) Britain Royals Remembrance

William, Kate, Harry e Meghan sono apparsi in pubblico insieme per la prima volta da quando il secondogenito di Carlo e Diana aveva rivelato in un'intervista alla ITV che lui e il fratello "hanno preso strade diverse". Le due coppie hanno partecipato, assieme alla regina, Carlo e Camilla e altri membri della famiglia reale britannica, ad un evento alla Royal Albert Hall di Londra per commemorare i 75 anni di alcune tra le più celebri battaglie della Seconda Guerra Mondiale. Le immagini pubblicate sui media britannici non mostrano interazioni tra Kate e William, seduti nel palo reale accanto alla regina, e Meghan e Markle che invece hanno assistito alle celebrazioni in un'altra area con il premier britannico Boris Johnson e la compagna Carrie Symonds. Ad ottobre Harry aveva suscitato scalpore rivelando in un'intervista di avere alti e bassi nel suo rapporto con il fratello maggiore. "Siamo fratelli e lo saremo per sempre. Ma al momento abbiamo preso strade diverse", aveva detto allora Harry.
   

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Modern family, la famiglia italiana di oggi tra tradizione e nuove aperture

Ricerca, nonostante preoccupazioni oggi è più felice di 30 anni fa

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Chiudi Una famiglia italiana foto iStock. (ANSA) Una famiglia italiana foto iStock.

La famiglia italiana continua a essere un punto fermo e sicuro su cui si può sempre contare, nonostante negli ultimi 30 anni si sia trasformata significativamente. È sicuramente diversa rispetto al passato e sorprendentemente più felice, tradizionale da un lato ma anche moderna e aperta, attenta all’ambiente e con legami ancora forti con la famiglia d’origine. Ma è anche una famiglia che vede più rischi rispetto a 30 anni fa, più preoccupata per il lavoro, per la propria sicurezza e per la sostenibilità economica futura.
A monitorare questo cambiamento ci ha pensato la ricerca "Modern family: dal 1989 a oggi com’è cambiata la famiglia in 30 anni" commissionata da BNP Paribas Cardif in occasione dei suoi 30 anni di attività in Italia e condotta dall’istituto di ricerca Eumetra MR.

Com’è la famiglia di oggi e com’è cambiata rispetto a 30 anni fa?

Partiamo dal nucleo familiare. Il numero medio dei componenti è di circa tre persone e, per quanto riguarda i figli, ben quattro nuclei su dieci non ne ha e il 26% ne ha solo uno. È una famiglia diversa rispetto a 30 anni fa che segue l’evoluzione della società, come conferma l’Istat: sono aumentati sensibilmente i single (8,4 milioni, +110%), i matrimoni sono crollati del -40,5% (191mila) a favore della convivenza e sono aumentati significativamente i divorzi (+230%). Nonostante questa trasformazione, dalla ricerca di BNP Paribas Cardif emerge che la famiglia di oggi si definisce tradizionale (per il 37%), un porto sicuro (31%), moderna e aperta (26%). Ma il dato più sorprendente è che oltre sette famiglie su dieci (71%) si sentono più felici e serene rispetto a 30 anni fa, grazie soprattutto alla maggiore stabilità economica.
Famiglie non solo felici ma che vivono le relazioni, sia familiari sia sociali, in modo più semplice rispetto al passato. Quali attività amano fare assieme? Al primo posto troviamo il chiacchierare (58%), seguito da guardare i film e serie TV comodamente a casa (56%) o andare fuori a cena (55%). Per quanto riguarda il tempo dedicato a sé stessi (oltre al lavoro e alla famiglia), in media si dedicano circa due ore alla settimana, ma se per il 50% questo tempo è sufficiente, il 48% ne vorrebbe di più.
Cambia anche il rapporto genitori-figli. Rispetto a 30 anni fa emerge una crescita dei timori per i pericoli e rischi “esterni” al di fuori dal proprio nucleo famigliare. I genitori di oggi cercano di dare maggiori certezze e sicurezze ai propri figli (57%) e cresce sensibilmente la stima nei loro confronti (48%), la voglia di affetto (42%) e l’essere amico (27%). Sparisce, invece, la figura del genitore insegnante (11%).
Rispetto alla famiglia di origine, anche se non si vive più con loro, il legame rimane molto vivo con un reciproco scambio di attenzioni e cure da entrambe le parti. In particolare il 25% degli anziani dà un aiuto concreto alla nuova famiglia, mentre il 45% riceve assistenza dai propri cari più giovani.
Per quanto riguarda la sfera lavorativa, oggi lavorare è considerato dalla maggioranza (72%) più facile e più semplice. Le donne stanno lentamente guadagnando terreno rispetto ai loro coniugi nei ruoli di imprenditrici e manager, ma la strada per la parità è ancora lunga. Nonostante questo, solo il 34% delle donne è casalinga. Con la trasformazione della società molte aziende hanno adottato politiche di work life balance per andare incontro alle esigenze dei lavoratori. È il caso dello smart working, dove circa il 37% del campione dichiara di averlo fatto almeno una volta, o del part time, più praticato dalle donne, che va incontro alle esigenze delle nuove famiglie. A livello generale, rispetto al partner, il 59% delle donne dichiara di lavorare meno in termini di ore e il 65% denuncia di percepire un reddito inferiore.
Anche la tecnologia si è adattata al concetto di modern family. Il 95% di coloro che ne hanno accesso usa internet tutti i giorni e il 74% usa i social quotidianamente. Sul fronte dei device, ben sette famiglie su dieci posseggono almeno 6 dispositivi tecnologici: Smartphone (97%) e PC portatili (86%) sono presenti in quasi tutte le case ed è alta anche la presenza di Tablet (67%), Smart TV (65%) o console per videogiochi (57%). Considerando gli smartphone e i tablet, per metà degli intervistati (49%) questi vengono utilizzati (almeno per alcune attività) anche in condivisione con altri membri della famiglia, soprattutto per vedere film e serie TV (28%) o per ascoltare musica (21%).
Rispetto al passato, con le nuove tecnologie nasce l’esigenza di tutelare la propria privacy digitale anche in famiglia. La condivisione delle proprie password dei profili social o delle mail ad un altro membro del nucleo familiare non è una pratica adottata da tutti (gli uomini sono meno propensi rispetto alle donne). Se il 48% lo esclude a priori anche per il futuro, il 52% ha già condiviso o condividerebbe le password, soprattutto con il partner. C’è anche chi addirittura accede allo smartphone e ai social dei propri figli a loro insaputa (7%) e lo stesso discorso vale per il partner, con il 4% che accede allo smartphone e il 3% ai profili social senza l’autorizzazione del compagno.
Capitolo ambiente: cresce l’interesse verso le tematiche della sostenibilità: oltre ad effettuare la raccolta differenziata (69%) e a mettere in atto quotidianamente azioni per ridurre gli sprechi (67%), le famiglie sono attente ai prodotti che rispettano l’ambiente (43%) o a km 0 (40%), questo nonostante solo poco più della metà (52%) ritiene che oggi ci sia un maggior rispetto per l’ambiente rispetto al passato.
Accanto alla sostenibilità ambientale, le famiglie prestano molta attenzione anche a quella economica, mostrandosi preoccupati. Solo un terzo, infatti, ritiene di sentirsi sereno per l’attuale situazione finanziaria e solo il 28% pensa (o spera) di migliorare il proprio stato economico nei prossimi 5/10 anni. Eppure, rispetto a 30 anni fa, la propria situazione finanziaria è migliorata per il 42%, rimasta invariata per il 17% e peggiorata per il 35%.
E le conseguenze sono ovvie. Negli ultimi 12 mesi quasi otto famiglie su dieci hanno dovuto rinunciare, almeno una volta, a realizzare i propri bisogni o desideri: il 55% di questi, infatti, non è riuscito a risparmiare, il 54% ha dovuto rinunciare alle vacanze e il 40% ad acquistare prodotti per il proprio benessere e il tempo libero.
Cosa temono maggiormente le famiglie italiane? Rispetto a 30 anni fa la percezione è che i rischi siano aumentati (per il 62%). In assoluto la perdita del lavoro o delle attuali fonti di reddito è l’aspetto che preoccupa maggiormente (63%), seguita dall’ambito della sicurezza, come i furti attraverso la tecnologia (61%) e i furti, scippi e rapine e violenze (54%). Tra le maggiori paure per il domani troviamo però la salute (62%), e sono le donne, in generale, quelle più preoccupate o, in ogni caso, meno fiduciose.
Preoccupazioni, paure, ma anche necessità di protezione. Oggi quasi otto famiglie su dieci posseggono almeno una polizza. Un rapporto, quello con l’assicurazione, giudicato positivo da ben sette famiglie su dieci (solo il 3% è critico), che evidenzia come le Compagnie siano vissute sempre più come un “compagno di viaggio” in grado di proteggere se stessi e i propri cari. Interessante notare che il 36% degli intervistati ha sottoscritto, almeno una volta, una polizza attraverso i canali digital, segno che anche il mondo assicurativo si sta evolvendo.
Quali tipi di assicurazioni posseggono oggi i nuclei familiari? Oltre all’auto (87%), il 37% detiene una polizza sulla casa e il 25% sulla vita, ma c’è chi ha attivato un piano di risparmio (14%) o una polizza salute (14%). Per il futuro le migliori opportunità sembrano però essere nelle aree della salute e dei viaggi. In materia di innovazione in campo assicurativo, gli intervistati desiderano principalmente sviluppi in termini di “comodità”, con un servizio più rapido e veloce (35%) e un linguaggio chiaro e comprensibile (24%), “personalizzazione”, con polizze realizzate sulle loro abitudini (32%), e “tecnologia”, con soluzioni più accessibili (34%).
Ma se l’assetto e le preoccupazioni delle famiglie cambiano, con loro si modificano anche le abitudini di acquisto. Due i principali trend: da un lato si fa più attenzione alle promozioni e ai saldi (52%), dall’altro piace sempre più acquistare on-line (41%). Solo il 16%, quando va in un negozio, preferisce essere servito. In caso di acquisto la maggioranza degli intervistati (69%) si informa o chiede consiglio ai propri familiari, soprattutto per i prodotti per la casa o per i mezzi di trasporto, ma per i prodotti finanziari e assicurativi il professionista / consulente mantiene un ruolo importante.
In famiglia chi decide gli acquisti? Se per le vacanze e i viaggi la scelta avviene in modo condiviso tra i membri della famiglia (per il 71%), si nota una prevalenza femminile per gli acquisti alimentari e maschile in caso di tecnologia, finanza o assicurazioni. La casa è una delle voci di spesa più consistenti. In media spendono circa 380 euro al mese (bollette, riscaldamento, affitto, mutuo, condominio, etc.), che arrivano a 456 euro per chi vive in affitto.

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Sesame Street compie 50 anni

Buon compleanno Big Bird, in Usa rivoluziono' tv per l'infanzia

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Chiudi Sesame Street : Ernie e Bert (ANSA) Sesame Street : Ernie e Bert

Buon compleanno Big Bird: il 10 novembre il canarino gigante e i suoi amici di "Sesame Street" compiono 50 anni. Il popolare programma per bambini ando' in onda per la prima volta sulla Pbs il 10 novembre 1969: per festeggiare l'anniversario un numero speciale all'insegna della nostalgia e' andato in onda su Hbo, il canale in abbonamento che quattro anni fa salvo' lo show comprando il diritto di mandarlo in onda con mesi di anticipo rispetto alla tv non commerciale.
    Per mezzo secolo dunque Elmo, Cookie Monster, Bert, Ernie e naturalmente Big Bird hanno fatto parte integrale della vita dei bambini americani insegnando a cantare, leggere, contare e vivere una esistenza piu' buona e gentile. Una rivoluzione nella tv per l'infanzia.
Fin dall'inizio i creatori del Sesame Street Workshop si concentrarono su obiettivi sia cognitivi che affettivi, incoraggiando il "co-viewing" in cui fratelli maggiori e genitori guardavano il programma assieme ai piu' piccolini, attirati da riferimenti culturali, un senso dell'humor sofisticato e apparizioni di celebrità. Lo special ripercorrera' le grandi tappe dello show ricreando iconici momenti musicali come "People in Your Neighborhood" e "It's Not Easy Being Green" con Kermit the Frog. Negli anni musicisti come Johnny Cash e Destiny's Child si sono fermati a cantare su Sesame Street e l'anniversario ha attirato un cast pluristellato con Meghan Trainor, Patti LaBelle, Elvis Costello, Nile Rodgers, Whoopi Goldberg e Nora Jones. Che Sesame Street sia ancora in grado di attirare tante star e' la dimostrazione della popolarita' del paesaggio televisivo creato da Jim Henson e dei suoi Muppeteers. Henson, che e' morto nel 1990, non invento' lo show - il credito va a JoanGanz Cooney e Lloyd Morrisett - ma immediatamente capi' cosa quel programma avrebbe potuto diventare quando fu coinvolto nel progetto per crearne i pupazzi: "Jim capiva la televisione piu' di chiunque", ha detto recentemente il burattinaio di "Star Wars", Frank Oz, che fu il suo braccio destro di sempre.
    Big Bird fu il primo Muppet ad apparire nella puntata pilota, seguito da Bert e Ernie (con la voce di Oz e Henson).
    Recentemente i due amici di Sesame Street sono stati al centro di una delle tante "guerre culturali" di cui lo show vincitore di 189 Emmy e 11 Grammy e' stato protagonista quando Mark Saltzman, che scriveva i dialoghi, ha rivelato che i due pupazzi sono gay, ispirati al rapporto con il suo partner Arnie. Non e' prima ne' l'ultima polemica che investe i personaggi di Sesame Street. Con Big Bird parafulmine del tagli alla Pbs durante la corsa alla Casa Bianca del 2012 tra Barack Obama e Mitt Romney (e un nuovo braccio di ferro con l'amministrazione di Donald Trump), ombre calarono su Sesame Street quando Kevin Clash, per 30 anni la voce di Elmo, era stato travolto da accuse di pedofilia. (ANSA).
   

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Dal Messico a Gaza fino all'Europa, i nuovi muri

Contro immigrati, droga e terrorismo proliferano le barriere

Lifestyle Società & Diritti
Chiudi US military install wire fences on the border with Mexico (ANSA) US military install wire fences on the border with Mexico

Dalla frontiera tra gli Usa e il Messico a quella tra Israele e Cisgiordania, dalle reti anti-immigrati in Europa alla Linea Verde di Cipro, per finire al 38esimo parallelo tra le due Coree. I muri - o le barriere impenetrabili che si definiscono tali - sono ancora molti nel mondo, e continuano ad essere costruiti 30 anni dopo la caduta di quello di Berlino. Il termine 'muro' non è usato solo in senso letterale. Anche quello di Berlino, del resto, per lunghi tratti alla periferia della città era semplicemente una rete metallica sorvegliata dalle torrette dei Vopos. La parola viene comunemente impiegata per tutte le linee di controllo invalicabili realizzate sì con tratti di cemento, o di metallo, ma anche con barriere di diverso tipo, fossati, apparecchiature per la sorveglianza elettronica. E' il caso della Linea Verde fra la parte greca e quella turca di Cipro, o la Zona smilitarizzata tra la Corea del Nord e quella del Sud, dove si aggiungono centinaia di migliaia di mine antiuomo disseminate lungo i 250 chilometri di confine. I muri sono spesso anche argomento di propaganda, e lo dimostra la vicenda di quello al confine con il Messico che il presidente americano Donald Trump ha annunciato di volere costruire fin da quando, in campagna elettorale, affermò che ne avrebbe fatto pagare il costo al Paese confinante. In realtà proprio la questione dei finanziamenti ha finora impedito che il progetto lungo i 3.145 chilometri della frontiera avanzasse.
    Inoltre, la barriera è già stata costruita sotto le presidenze dei predecessori di Trump su un tratto di 1.044 chilometri, grazie ad una legge approvata dal Congresso con una schiacciante maggioranza fin dal 2006. La montagna delle tante polemiche ha finora partorito solo il topolino rappresentato da opere di sostituzione e riparazioni di strutture già esistenti lungo un centinaio di chilometri. Per far fronte all'immigrazione illegale barriere di vario genere sono state costruite già in sei Paesi dell'Europa centro-orientale, a partire dall'Ungheria. Mentre i controlli severi alle frontiere sono stati reintrodotti anche da Paesi Schengen che hanno sempre voluto accreditarsi tra i più accoglienti, come la Svezia. Quando si tratta di immigrazione, del resto, è difficile trovare uno Stato Ue in condizione di scagliare la prima pietra. E' il caso della Francia, che insieme con la Gran Bretagna sta costruendo un muro dal costo di 20 milioni di euro per impedire ai disperati ammassati nella cosiddetta 'Giungla di Calais' di dirigersi verso il Regno Unito.
    Sono molti anche i Paesi che hanno costruito o stanno costruendo barriere per difendersi dal pericolo di attacchi terroristici. A partire dal muro realizzato da Israele al confine con i territori palestinesi della Cisgiordania allo scoppio della Seconda Intifada, all'inizio degli anni 2000, che ha permesso di abbattere il numero degli attentati suicidi sul territorio israeliano. Ma che è stato condannato a livello internazionale perché entra in gran parte nel territorio palestinese, isolando migliaia di residenti.
    Tratti di cemento, profondi fossati e torrette di sorveglianza segnano anche gran parte dei confini dell'Iran con l'Afghanistan e il Pakistan, per un totale di 1.870 chilometri, per prevenire le infiltrazioni di miliziani jihadisti e trafficanti di stupefacenti. Analoghe barriere sono state costruite dal Pakistan lungo i 2.640 chilometri del suo confine con l'Afghanistan. Lo stesso sta facendo la Turchia lungo gli 828 chilometri della sua frontiera con la Siria. Mentre sui 3.323 chilometri tra l'India e il Pakistan le autorità di New Delhi stanno realizzando barriere 'intelligenti' con tecnologia laser. Una precauzione oltre ai 150.000 riflettori installati su 50.000 lampioni che di notte illuminano a giorno la linea di confine rendendola visibile dallo spazio.(ANSA).
   

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Pigmenti intelligenti e immersive wellness, il digitale cambia il settore

Una tintura per capelli che cambia colore con la temperatura

Lifestyle Beauty & Fitness
Chiudi digital beauty: i pigmenti intelligenti di Fire (ANSA) digital beauty: i pigmenti intelligenti di Fire

Il digitale contagia sempre più ogni aspetto delle nostre attività quotidiane, creando nuove forme di interazione e anche il settore del beauty ha un avvenire davanti segnato da contaminazioni tra arte, moda, bellezza, benessere grazie alle potenzialità del digital. "Il futuro del beauty è perfettamente interpretato, ci racconta l'insider e esperta Grazia Zuccarini, dai progetti della chimica inglese Lauren Bowker che ai Digital Design Days a Milano, dove sono state presentate le ultime innovazioni digitali applicate al cinema, all’arte, al design, all’estetica, ha mostrato i suoi “pigmenti intelligenti” in grado di cambiare colore in base a diversi fattori".

THE UNSEEN | Brand film from Certain Ltd on Vimeo.

Fire è l’ultimo progetto della factory inglese, una tintura per capelli che cambia colore con la temperatura. Basta mescolare la nuance scelta con la “magica formula” e applicare il mix sulla lunghezza dei capelli bagnati. Asciugandoli con l’alta temperatura del phon il colore cambia, passando la piastra cambia ancora. Dal rosa si passa al verde, al giallo, al grigio al blu elettrico, il vento e i movimenti della testa creano ancora nuovi colori. L’effetto di Fire dura tre settimane.

Ma non finisce qui, i “pigmenti intelligenti” si applicano anche al make up e così fard, ombretti, rossetti cambiano colore in base alla temperatura corporea, al pH epidermico, alla composizione dell’ NMF (fattore idratante naturale presente sulla superficie cutanea), ma anche in base alle condizioni ambientali tra cui il livello di inquinamento atmosferico, l’ umidità, la temperatura.

Gli “alive pigments” applicati alla moda invece, danno vita a T-shirt che cambiano con il pH cutaneo, abbigliamento sportivo che vira colore in base alle performance dell’atleta, sciarpe che indossate mutano in base alla temperatura del collo e quindi alle emozioni, zaini che cambiano con il vento, bandiere che diventano incolori al crescere del tasso di inquinamento, come la Union Jack, la bandiera inglese, esposta a Londra durante l’Heart Day 2018.

E’ lo You Tuber e artista digitale Mick Odelli a parlare invece di digital wellness.
“Le mie opere sono installazioni digitali immersive” spiega Odelli “in cui lo storytelling, le neuroscienze, il digital design portano lo spettatore a far vivere esperienze multisensoriali specifiche” .

Questa forma d’arte “soggettiva” applicata al benessere ha portato, con la produzione DrawLight, alla creazione della prima sensory pool all’Hotel Plaza di Abano Terme. Immagini immersive proiettate sul soffitto ottagonale della piscina insieme a musica anche sott’acqua, temperatura, profumi, sono in grado di aumentare lo stato di rilassamento del + 9% verso una normale situazione di wellness e di un + 15% verso uno stato di rilassamento attivo ovvero di mindfulness. Evolve così il tradizionale concetto di spa e si parla di “immersive wellness” che grazie al digital design ripensa e definisce i tradizionali percorsi di benessere in funzione di un’esperienza fisica e mentale amplificata.

 

 

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Cambio di stagione, è ora! 5 consigli per sistemare l'armadio

Come fare decluttering senza stress

Lifestyle Moda
Chiudi Cambio di stagione, foto iStock. (ANSA) Cambio di stagione, foto iStock.

Cambio di stagione: è arrivato il momento di mettere a riposo gli indumenti leggeri e tirare fuori maglioni e cappotti. Il “cambio dell’armadio” può essere fonte di stress, una di quelle faccende di casa che in pochi hanno voglia di affrontare. Ecco cinque consigli da Stirapp, la start-up innovativa che ha lanciato il primo servizio di lava & stira tutto italiano.


Fare decluttering prima di riporre gli indumenti estivi

Il cambio armadio è il momento perfetto per fare il punto della situazione, capire quali abiti vogliamo tenere, quali invece sono arrivati al capolinea o sono rimasti a riposo tra grucce e cassetti e, probabilmente, non saranno più indossati più. Il decluttering aiuta non solo a risparmiare tempo quando tornerà la primavera, ma permette anche di occupare meno spazio, lasciando il posto a ciò che serve davvero. Per chi ha qualche difficoltà a liberarsi di scarpe e vestiti, un consiglio in più è quello di leggere il libro Il magico potere del riordino, dell’autrice giapponese Marie Kondo, o guardare il documentario "Facciamo ordine con Marie Kondo” tratto proprio dal volume e disponibile su Netflix.

Partecipare agli swap party o a mercatini dell’usato

Una volta scelti gli indumenti da tenere e quelli da eliminare, esistono diverse opzioni. Si possono donare gli abiti alle associazioni di volontariato del proprio territorio, partecipare a mercatini dell’usato o portare i propri vestiti nei negozi che ritirano e valutano l’usato. Non solo, in alcune città vengono spesso organizzati anche gli swap party, incontri e feste che hanno come obiettivo lo scambio tra privati tra una chiacchiera e un drink: una buona occasione per liberarsi di ciò che non si indossa più e, allo stesso tempo, trovare qualcosa di nuovo a costo zero. 

Pulire e profumare l’armadio

Prima di riporre i propri abiti è sempre meglio dare una rinfrescata anche all’armadio, che durante l’anno può accumulare polvere o diventare il rifugio di piccole tarme che rischiano di rovinare gli indumenti. Dopo panni e aspirapolvere, la ciliegina sulla torta è un profumatore che può essere acquistato in negozi specializzati o supermercati oppure può essere totalmente home made, realizzato con sacchetti di tulle, di carta o palline di polistirolo. All’interno si possono mettere fiori, frutta essiccata, oli o essenze profumate. I più efficaci contro le tarme? Cannella, chiodi di garofano, patchouli, cedro e lavanda.

 Lavare e stirare i vestiti prima di riporli

Prima di essere messi in letargo, gli abiti devono essere lavati e stirati, in modo da eliminare macchie e odori, che potrebbero essere difficili da togliere a distanza di mesi, e ridurre al minimo le pieghe, soprattutto per gli indumenti ai quali si tiene di più. In questo modo, e se riposti con cura, i vestiti saranno subito pronti all’uso dopo l’inverno. 

Utilizzare buste e scatole per il riordino

Una regola d’oro del cambio armadio è l’ordine, perché in queste circostanze non c’è niente di più fastidioso del dover aprire scatole, sacchetti e scatoloni per ritrovare un indumento che, inaspettatamente, può servire fuori stagione o non appena le temperature si alzano. Uno dei modi per evitare problemi di questo tipo è riporre il tutto in scatole e buste dividendo gli indumenti per colore o per tipologia, applicando etichette all’esterno in modo da rendere il contenuto immediatamente riconoscibile. Per chi ha poco spazio, i sacchetti sottovuoto sono un’ottima alternativa: aiutano a ridurre lo spazio ed essendo trasparenti non è difficile identificarne all’istante il contenuto. Più l’armadio sarà ordinato, più sarà veloce il cambio stagione in primavera.

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In lager Dachau perchè gay ora è trans, storia di Lucy

Gay Center, simbolo sterminio omosessuale,sia senatrice a vita

Lifestyle People
Chiudi Lucy Salani in una foto di scena tratta dal documentario di Gianni Amelio Lucy Salani in una foto di scena tratta dal documentario di Gianni Amelio "Felice chi ?? diverso" presentato al Festival di Berlino nella sezione Panorama, Roma, 10 Febbraio 2014. ANSA/ WEB/ MOVIEPLAYER

 Far diventare la 94enne Lucy Salani, omosessuale sopravvissuta al campo di sterminio di Dachau e ora trans, senatrice a vita. E' l'appello di Fabrizio Marrazzo, portavoce del Gay Center, rivolto al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. "Lucy oggi - sostiene Marrazzo - è testimonianza vivente dello sterminio di omosessuali e transessuali durante il nazifascimo, e ciò meriterebbe un riconoscimento sociale, come già avvenuto con la storica nomina di Liliana Segre e a cui va la solidarietà per le offese antisemite ricevute". Condivide l'appello Vladimir Luxuria che l'ha conosciuta ad un convegno ed è stata, ha raccontato, "un'esperienza davvero molto bella". "Dobbiamo essere riconoscenti a queste persone che - dice Luxuria - hanno pagato un prezzo molto alto per essere quello che davvero erano. Non dobbiamo dimenticare chi ha vissuto la schedatura, chi è stato rinchiuso nei manicomi e chi come Lucy è finita nei campi di concentramento. A loro dobbiamo essere grati". 'Porpora' Marcasciano del Movimento Identità Transessuale (Mit) di Bologna la definisce una persona "davvero particolare: è riuscita a raccontare la sua storia di deportata per diserzione e poi per essere omosessuale perchè trovata in compagnia di un ufficiale dopo una spiata, fu anche processata a Verona..." La 94enne che ancora guida una Punto Blu, vive nel suo appartamento a Bologna che condivide con un ragazzo Arabo a cui affitta una stanza.

    "La storia di Lucy è davvero avventurosa - racconta Vincenzo Branà di Arcigay - lei è stata una disertrice, all'epoca era ancora Luciano quindi un disertore: non voleva fare il servizio militare e scappò ma la ripresero. Poi fu beccata con un tedesco e venne mandata prima in un campo di lavoro e poi Dacau fino al giorno della Liberazione, quando dalle torrette cominciarono a sparare ai detenuti e la colpirono ad un ginocchio. In seguito divenne una trans ed ha lavorato come tappezziera. Attualmente non ha problemi di soldi, vive di pensione e viene assistita anche dai ragazzi di Arciga-Mit. E soprattutto non ha intenzione di andare in una casa di casa. Mi dice sempre: 'Piuttosto ammazzatemi prima'".
    Quando oggi ha saputo che qualcuno aveva pensato a lei per diventare, come la Segre, una senatrice a vita, si è schermita ed ha zittito i suoi interlocutori con una domanda: "Ma cosa vado a fare io in Parlamento?".(ANSA).
   

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Dalla East Side Gallery a Fatima, i resti del Muro

Monito sulla libertà in 25 punti di Berlino e 600 nel mondo

Lifestyle Società & Diritti
Chiudi A BERLINO DISCORSI, MUSICA E COLORI PER I 30 ANNI SENZA MURO (ANSA) A BERLINO DISCORSI, MUSICA E COLORI PER I 30 ANNI SENZA MURO

Il Muro di Berlino è scomparso per la maggior parte tra il 1989 e il 1991 e suoi resti sono ancora visibili solo in circa 25 punti della capitale tedesca. La barriera della Ddr si è poi polverizzata in centina di frammenti esposti in diverse parti del mondo, dall'Italia alle Hawaii fino in Australia.
    A Berlino resti del Muro sotto protezione come monumenti si trovano lungo i 43 km della ex striscia di confine interna alla città divisa fra est e ovest. Il tratto più famoso e lungo sopravvissuto alle demolizioni è quello con i noti murales della East Side Gallery, privilegiata meta di turisti. Simbolo della disumanità della barriera, e unico luogo in cui è rimasta una sezione degli impianti di confine con tutte le sue installazioni, compresa la striscia della morte, sono i 212 metri di Muro della Bernauer Strasse: è la via delle iconiche immagini del poliziotto che salta il filo spinato e dell'anziana calata da una finestra prima che fosse murata.
    Sarebbero invece più di 600, almeno secondo una stima giornalistica, le lastre di cemento armato staccate dal Muro ed esposte nel mondo. Si tratta di posti in qualche modo significativi come il centro culturale Andrej Sacharov a Mosca, un parcheggio del quartier generale della Cia in Virginia, il parco delle sculture delle Nazioni Unite a New York o, a Bruxelles, alla Nato e in due istituzioni europee. Ci sono però pezzi anche in posti singolari come il santuario di Fatima, o in paesi lontani come le Bahamas, il Sudafrica e la Corea del Sud. Il sito specializzato en.the-wall-net.org, per l'Italia, li segnala a Spilamberto (Mo), Albinea (Re), Merone (Co), Modena e San Vito di Gaggiano (Mi).
   

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Addio a Fred Bongusto, molto più di Una rotonda sul mare

Con l'amico-rivale Peppino Di Capri è stato uno degli eroi dell'epoca del night

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Chiudi Musica: morto a 84 anni Fred Bongusto (ANSA) Musica: morto a 84 anni Fred Bongusto

Fred Bongusto è stato uno dei simboli di un modo di cantare e di un'Italia che non esistono più. Il suo stile viene definito "cantante confidenziale", traduzione a dir poco goffa di crooner. Si chiamava Alfredo Antonio Carlo Buongusto era nato a Campobasso il 6 aprile del 1935, tutti lo consideravano napoletano, è morto nella notte a Roma dove abitava. Era innamorato di Sinatra, Louis Armstrong e soprattutto di Nat King Cole e, insieme al suo amico-rivale Peppino Di Capri, è stato uno degli eroi dell'epoca del night, che è stata una palestra preziosa per alcuni dei maggiori talenti dello spettacolo italiano tra gli anni '50 e '60.
    Tutti lo ricordano per "Una rotonda sul mare", una di quelle canzoni che riesce a fotografare in modo perfetto l'atmosfera dell'Italia del Boom, dei 45 giri e dei juke box.
    In realtà Bongusto è stato qualcosa di più: ha raggiunto la popolarità quasi all'inizio della carriera, all'alba degli anni '60, con "Doce Doce", lato b (a proposito di 45 giri) del suo esordio "Bella bellissima". Basta citare quel gioiellino di ironia scritto con Franco Migliacci di "Spaghetti a Detroit" (spaghetti pollo insalatina e una tazzina di caffé a malapena riesco a mandar giù ...) oppure "Malaga", "Frida", "Tre settimane da raccontare", "Amore fermati", "La mia estate con te" che sono i titoli grazie ai quali ha raggiunto il grande successo e si è guadagnato un posto nella storia della nostra canzone.
    Negli anni '70 ha inciso altri due brani popolarissimi, "La mia estate con te" e "Balliamo", che ha avuto un grande successo in America Latina.
    E' proprio in America Latina che ha concentrato la sua attività quando in Italia la sua stella ha cominciato a declinare: aveva una passione per il Brasile e la bossa nova e ha collaborato con Vinicious De Moraes, Toquinho e soprattutto con Joao Gilberto, il genio della nuova musica carioca.
    Tra le sue incisioni più sorprendenti la cover di "Superstition" di Stevie Wonder, incisa con lo pseudonimo di Fred Goodtaste, traduzione diretta di Buongusto.
    Ha anche avuto una buona carriera come autore di musiche per film: sono una trentina le colonne sonore firmate, tra queste "Il Tigre" di Dino Risi, "Malizia" e "Peccato veniale" di Salvatore Samperi, "Venga a prendere il caffé da noi" e "La cicala" di Alberto Lattuada.
    E' lui l'interprete di "Quattro colpi per Petrosino", sigla di chiusura dello sceneggiato diretto da Daniele D'Anza, dedicato a Joe Petrosino, il leggendario poliziotto anti mafia interpretato da Adolfo Celi.
    Fred Bongusto è stato un cantante dallo stile raffinato, perfetto per le atmosfere soffuse del night, più votato alla sfumature che al bel canto, un nemico implacabile dei cantautori, Dylan compreso, con un'inflessione talvolta nasale, capace di conciliare il suo amore per Nat King Cole con la lezione di Napoli.
    Per buona parte della sua vita ha passato parte dell'anno a Ischia. Negli ultimi anni aveva perso quasi del tutto l'udito e si teneva lontano dalle scene. La sua ultima apparizione risale al 2013 in occasione di un concerto omaggio a Franco Califano.

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Al mare d'inverno, il nuovo trend lusso sono i sottomarini

Dalla fiera di Fort Lauderdale, le novità per i gigayacht milionari

Lifestyle Lusso
Chiudi Mega yacht-sommergibile di Migaloo Private Submersible Yachts (ANSA) Mega yacht-sommergibile di Migaloo Private Submersible Yachts

Lo snorkeling? Decisamente out. Le immersioni in apnea o con le bombole? Non da tutti, prevedono allenamento, resistenza e dedizione. Il fascino dei fondali marini però è irresistibile e i più ricchi del mondo, fra i vari giocattoli da tenere a bordo dei loro gigayacht multimilionari (che superano i 60 metri di lunghezza), fanno spazio ai sottomarini personali con cui vivere nuove avventure subacquee. Affollati gli stand dei nuovi modelli di sommergibili, per una persona o per intere famiglie, presentati a Flibs, l’ultimo salone dedicato agli yacht di lusso più grandi al mondo appena concluso a Fort Lauderdale, in Florida.
Accanto ai nuovi giga e mega yacht, assoluti gioielli di design e tecnologia interamente progettati sui desiderata degli armatori più facoltosi (presenti al Flibs le eccellenze dell’industria nautica italiana come Ferretti, Baglietto, Sanlorenzo e Azimut/Benetti), spiccavano i nuovi giocattoli di bordo. Esposti al salone statunitense dai bob subacquei a motore per farsi trascinare nei fondi marini, ai kayak da pesca con nuovi sistemi di avanzamento e stabilizzazione che permettono di dedicarsi a pescare senza cadere né faticare; dalle barche a vela gonfiabili e pieghevoli (tutto deve entrare nei garage delle barche) alle ultime edizioni di sup a doppio scafo (veloci e molto più stabili, l’ideale per principianti e sedentari). Inoltre salotti gonfiabili galleggianti con zone d’ombra e ghiacciaia incorporate. Ma i giocattoli più costosi ed ambiti sembrano essere ora i sommergibili che si aggiungono così agli elicotteri delle zone ‘touch & go’ ricavate nei main decks.
Il trend dei sottomarini privati a bordo dei megayacht milionari o dell’acquisto di sottomarini per uso privato rivoluzionerà il mondo della nautica? Il fenomeno è relativamente nuovo e decisamente di nicchia ma la corsa alla costruzione di sottomarini di lusso pare essere cominciata.
Se a Fort Lauderdale i sommergibili Triton da 1 a 4 posti costano in media 4 milioni di dollari (anche se Michael Haley, direttore vendite della company con sede a Washington, sostiene che ‘i nostri clienti non chiedono il prezzo’), nel mondo spiccano diverse company specializzate nella produzione di sommergibili, come l’austriaca Migaloo PrivateSubmersible yachts, la U.S Submarine Inc (Florida) e la Ocean Submarine (PaesiBassi) e la californiana DeepFlight che produce sommergibili per yacht come Dragon, un modello a motore completamente elettrico.
I prezzi? Arrivano a 2 miliardi di dollari i nuovi sommergibili-yacht ibridi ma si tratta di progetti ancora in fase di rendering e non ancora realizzati: sul pelo dell’acqua sono barche di lusso (con piscine all’aperto e aree per l’atterraggio degli elicotteri incluse) ma si trasformano in sommergibili al bisogno e scendono ad una profondità di circa 500 metri, viaggiando fino a 20 nodi.

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Parli internet? Meme, punteggiatura, sigle, neologismi. Come capire il gergo online

Chat rivalutate, web è età d’oro dell’eloquenza per i linguisti. Online si parla di intenzioni e emozioni

Lifestyle Società & Diritti
Chiudi LOL, Lots of laughts (ANSA) LOL, Lots of laughts

Va sempre bene un ‘ciao’ per cominciare? Quando usare gli emoticons? Sicuri che un LOL sia gradito? E il punto fermo? Maiuscolo o minuscolo? Che vuol dire BRB? E AFK? Cosa vuol dire essere ‘niubbo’? Se avete risposto con certezza alle domande non cantate vittoria perché il gergo online è mutevole e nel giro di poco tempo ribalta il senso. In passato criticato dai linguisti ora il dialetto virtuale (che ha una evidente impronta internazionale con molte elaborazioni mutuate dall’inglese) viene rivalutato e studiato per capirne codici, abbreviazioni, acronimi e punteggiatura usati dalla comunità che frequenta assiduamente i social. Instagram (regno dei meme), youtube, whatsapp e snapchat, così come forum di discussione e chat sono i luoghi per eccellenza per condividere in massa questa lingua vivissima e mutevole. Noto il meme ‘I love that for you’ (Lo adoro per te) condiviso in modo virale su youtube ed instagram gli anni passati per approvare un look o una immagine e che ora ha invece assunto un significato profondamente sarcastico. Ideato da James Charles, beauty vlogger rinomato a livello mondiale (i suoi makeup tutorial hanno raggiunto i 16 milioni di followers) come affermazione di piacere rispetto a determinati oufit , ha cambiato il senso da quando Charles è stato accusato da un’altra make up artist arcinota (Tati Westbrook) di essere un manipolatore e di fare pubblicità occulta. Oggi la stessa definizione viene usata in modo sarcastico perfino in ambito politico.
Il dialetto virtuale è profondamente versatile e si esprime nel pieno delle sue potenzialità anche nei giochi di ruolo, amati da oltre 9 milioni di italiani dai 16 anni in poi che si connettono ogni giorno per parteciparvi. Qui il linguaggio assume le fattezze di uno autentico slang compreso in modo intuitivo solo da un gruppo ristretto di persone che vuole essere volutamente criptico. Parlare la lingua di internet è perciò ora definita da alcuni linguisti un’arte perché, per quanto ai puristi paia superficiale e piena di stranezze ed errori, ha invece migliaia di sfaccettature e significati diversi, codificati, pieni di senso e di intenzioni, anche celate e fraintendibili e perciò andrebbe conosciuta meglio. La difende e la spiega la linguista canadese Gretchen McCulloch, autrice del manuale ‘Because Internet: under standing the new rules of language’, best seller su Amazon (Penguin Editore). La studiosa ha approfondito la neolingua del web con un approccio da ricercatore che non giudica ma osserva il fenomeno e lo colloca nel momento storico traendo delle riflessioni. “Le tradizionali nozioni grammaticali non funzionano sui social dove la sintesi è la regola principale ma ritenere internet come il luogo in cui la civilizzazione sta andando a rotoli sarebbe un errore clamoroso. Con il web siamo invece nell’età d’oro dell’eloquenza, - ha precisato i giorni scorsi McCulloch al The Guardian. - Internet può divenire promotore di un dialogo fra generazioni e va accolto il suo linguaggio perché non esiste solo un modo giusto di fare le cose. Come usiamo questa neolingua rivela chi siamo. A patto di saperla usare nel modo corretto per non essere fraintesi”.
L’esperta analizza i codici e svela che usare un punto fermo al termine di un messaggio può essere interpretato come un desiderio di smettere di comunicare in modo imperativo e aggressivo; che l’uso della punteggiatura può avere valenza sarcastica e, perciò, non usarla non significa fare errori imperdonabili ma al contrario essere aperti al dialogo. Perciò dimenticare la punteggiatura delle volte è intenzionale mentre l’uso eccessivo di lettere a ripetizione ha invece l’intento di aumentare le emozioni oppure può essere sarcastico. Gli errori sono consentiti nello slang della comunità virtuale ma lo sono stati anche in passato fra i modi di dire della vita reale e, ricorda la studiosa, perfino la locuzione ‘OK’ nasce da un antico errore di ortografia nello scrivere ‘all perfect’ come ‘oll korrect’. L’esperta ha anche cercato la radice dell’uso di tre virgole consecutive (,,,) al posto dei puntini di sospensione (…). L'origine pare risiedere in un errore comune agli smanettoni over 50 affetti da presbiopia e che ha fatto a lungo sorridere i più giovani che ora le usano per volere apparire più vecchi e per essere fortemente ironici. Anche l’acronimo LOL (Lots Of Laught, ovvero ridere a crepapelle) si usa in molti modi e da divertente e solidale può divenire sarcastico e canzonatorio. Per finire è bene ricordare che le maiuscole vanno usate il meno possibile a meno che non si voglia essere aggressivi. Anche il lessico usato nei giochi di ruolo online assume le fattezze di uno slang particolarmente ostico ed ha attirato l’attenzione della nostra Accademia della Crusca che lo scorso anno ha realizzato un analisi corposa e dettagliata sui termini più usati ricercandone le origini e il significato. Nel focus dell’Accademia, a cura della ricercatrice Lucia Francalanci, si riportano stralci di frasi comuni e significati incomprensibili all'apparenza. Emblematico l’esempio del termine niubbo, impiegato anche nei blog e nei forum. Cosa significa? E’ un adattamento dall’inglese newbie che deriva dal gergo militare e che nelle comunità online indica nuovi utenti o utenti inesperti che hanno desiderio di migliorare. Il termine ha molte varianti nelle chat (newb, noob, nabbo, niubie etc) oltre che formazioni giocose (‘ mi sento nubbio’, ‘la nubbata del secolo’; ‘niubbaggine totale’). Il tono tuttavia può anche avere valenza negativa ed indicare un neofita incapace. Seguono una carrellata di abbreviazioni di scrittura cosiddetta ‘economica’. Ad esempio ‘pg’ al posto di ‘personaggio’; AFK (away from keyboard, ovvero ‘lontano dalla tastiera’ , BRB (be right back, cioè ‘torno subito’), Dmg (damage, indica il ‘danno’ arrecato o subito) e così via.

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A dicembre debutta Prada x Adidas

Nel 2020 le calzature tecniche da vela di Luna Rossa

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Non è ancora nata e già se ne parla sui social, da quando i due marchi hanno postato la foto di un sacchetto Prada in cui si intravedono due scatole di scarpe con il logo Adidas. Oggi la conferma ufficiale: debutteranno a dicembre due modelli Prada for Adidas.
    Non è detto che si tratti solo di sneakers, anche se sicuramente una calzatura sarà nel pacchetto a edizione limitata da mettere sotto l'albero: "nati per lo sport, ripensati per lo street style, e ora trasformati in articoli di lusso, i classici di entrambi i marchi, ricontestualizzati e rivisitati, debutteranno a livello mondiale - si legge nella nota di Prada - a dicembre 2019, a testimonianza di una nuova ed esclusiva collaborazione in cui creatività e manifattura si uniscono dando vita a modelli per uomo e donna in edizione limitata, interamente realizzati da Prada in Italia". La collaborazione porterà poi alla produzione delle nuove calzature tecniche da vela di Luna Rossa che saranno svelate nel 2020.
   

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I carrarmatini di Risiko! per i 30 anni dalla caduta del Muro

Campagna del gioco di strategia contro tutti i muri

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Chiudi Risiko! campagna per i 30 anni dalla caduta del Muro (ANSA) Risiko! campagna per i 30 anni dalla caduta del Muro

Gli iconici carrarmatini di RisiKo!, animati digitalmente e inseriti in un “mondo” 2D in uno scenario grigio e desolato avanzano spediti verso un muro, simbolo delle barriere fisiche e mentali che dividono le persone, e lo distruggono per proseguire nella loro corsa e dare vita, al loro passaggio, a un mondo fantastico, pieno di luce e colori, per poi dirigersi nel finale verso un suggestivo e sereno orizzonte. E' lo spot, 'No a tutti i muri' della campagna del gioco di strategia, in occasione del trentesimo anniversario della caduta del Muro di Berlino. Ideata da Editrice Giochi - Spin Master in collaborazione con Discovery Italia, la campagna istituzionale sul NOVE (canale 9 del digitale terrestre) resterà in rotazione fino a domenica 17 novembre.

“RisiKo! da oltre 40 anni unisce milioni di persone di ogni età, genere e provenienza sotto il comune denominatore del gioco, della sfida avvincente e del voler stare insieme divertendosi - dichiara Edgardo Di Meo, Direttore Marketing Spin Master Italia e Grecia – È proprio in forza di questa sua capacità di unire famiglie e amici che abbiamo pensato di firmare questa originale campagna che esprime un fermo ‘NO’ a tutti i muri, fisici e mentali, del passato del presente e del futuro. Già nel 2017 RisiKo! si è presentato al pubblico con un packaging rinnovato che rievoca la bandiera della pace attraverso le 6 bande del colore dei suoi carrarmatini, rosso, viola, giallo, verde, blu e nero.”

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La migliore amica di Whitney Houston rivela il loro amore

Negli anni Ottanta. Dopo 2 anni e' diventata storia platonica

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La migliore amica di Whitney Houston, Robyn Crawford, era molto più di una semplice amica per la star morta nel 2012 a 48 anni. Lo ha rivelato lei stessa nel suo nuovo libro di memorie A Song For You: My Life with Whitney Houston.
    "Sono arrivata al punto in cui ho sentito il bisogno di difendere la nostra amicizia", ha detto Crawford, spiegando che le due donne si sono conosciute nel 1980, quando lei aveva 19 anni e Whitney 17. Si sono innamorate, ma l'aspetto fisico della relazione e' finito nel 1982. "Ha detto che non dovevamo più avere un rapporto fisico - ha continuato - perché questo avrebbe reso il nostro viaggio ancora più difficile. Pensava che se le persone avessero scoperto la storia, l'avrebbero usata contro di noi". Vi furono anche pressioni da parte della famiglia di Whitney, incluso dalla madre della cantante, Cissy Houston: "Per sua madre non era naturale che due donne fossero così vicine, ma noi lo eravamo".
    Il loro rapporto ha scatenato anni di illazioni sulla sessualità della star, ma Crawford ha ribadito che loro non hanno "mai parlato di etichette, come lesbiche o gay": "Vivevamo solo la nostra vita e speravamo che andasse avanti cosi' per sempre". "Whitney sa che l'ho amata e io so che lei ha amato me", ha aggiunto la 58enne, che oggi e' insegnante di fitness e vive con la sua partner, Lisa Hintlemann, con la quale ha adottato due bambini. 

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James Dean redivivo in un film in Cgi sul Vietnam

registi, "Finding Jack" il quarto film; polemiche dopo annuncio

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Chiudi JAMES DEAN REDIVIVO IN CGI PER FILM SU GUERRA VIETNAM (ANSA) JAMES DEAN REDIVIVO IN CGI PER FILM SU GUERRA VIETNAM

James Dean torna sul grande schermo 64 anni dopo la morte: grazie alla tecnologia Cgi la star di "Gioventù bruciata" sara' tra gli interpreti di un film sulla guerra del Vietnam, scoppiata peraltro dopo la morte precoce dell'attore. L'esclusiva dell'Hollywood Reporter ha subito provocato polemiche: "E' una trovata pubblicitaria, un terribile precedente per il futuro dello spettacolo" ha detto Zelda Williams, la figlia di Robin Williams, che dopo il suicidio del padre si batte per proteggerne la legacy da sfruttamenti commerciali.
    Polemico anche Chris Evans, il protagonista di "Knives Out": "Forse troveremo un computer capace di dipingerci un nuovo Picasso o scrivere un paio di melodie di John Lennon", mentre Michelle Buchman, che cura i social media per la serie "Star Wars" ha obiettato che ogni anno in Indiana c'e' un James Dean Festival a cui partecipano molti sosia: "Possibile che non ce ne sia uno all'altezza della parte".
    James Dean si schianto' al volante della sua Porsche a soli 24 anni il 30 settembre 1955: mito ribelle e simbolo di una generazione pur avendo girato solo tre film. Secondo l'Hollywood Reporter, i registi Anton Ernst e Tati Golykh hanno acquisito dalla famiglia i diritti ad usarne l'immagine digitalizzata per la parte di Rogan, un personaggio "minore" del film d'azione "Finding Jack" ispirato a una vicenda poco nota della guerra del Vietnam: i diecimila cani militari abbandonati al ritiro delle truppe Usa.
    Per riportare in vita l'eroe di "Valle dell'Eden" e "il Gigante" sono stati usati veri fotogrammi manipolati per creare "un immagine realistica di Dean": solo la voce sara' prestata da un altro attore. Il film e' adattato dal romanzo dello scrittore sudafricano Gareth Crocker: "Siamo onorati del sostegno della famiglia che considera questo come il suo quarto film, quello che non e' mai riuscito a girare", hanno detto i registi.
    Dean non e' il primo attore che le tecnologie digitali riportano in vita: il britannico Peter Cushing torno' sullo schermo due decenni dopo la morte in "Rogue One" della serie "Guerre Stellari", mentre gli ultimi due minuti di Oliver Reed in "Il Gladiatore" sono state ricreati in Cgi dopo l'infarto improvviso della star in un pub irlandese. Spesso, come nel caso di Reed, una versione digitale di una star serve a completarne la parte dopo una morte improvvisa: Cosi' Nancy Marchard nei "Soprano", Peter Walker nel settimo "Fast and Furious" e Philip Seymour Hoffmann per "Hunger Games". Da Hollywood alla musica: e' dal 2012, quando un redivivo Tupac Shakur al Festival di Coachella accanto ai veri Snoop Dogg e Dr. Dre, che ologrammi di musicisti defunti vanno in tournee: solo per citarne alcuni, Roy Orbison, Frank Zappa, Amy Winehouse, il pianista Glenn Gould, Maria Callas, Buddy Holly e Whitney Houston. (ANSA).
   

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