Auto elettrica, transizione complessa e lontana da decollare

CS Promotor 'La politica dei divieti socialmente inaccettabile'

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Chiudi Auto elettrica, transizione complessa e lontana da decollare (ANSA) Auto elettrica, transizione complessa e lontana da decollare

In Italia la quota delle immatricolazioni di auto elettriche, con 10.566 unità vendute nel 2019, è salita dallo 0,5% dell'anno precedente allo 0,8% sul totale del mercato, un dato che dimostra ancora un notevole scetticismo sulle prospettive a breve dell'auto elettrica. Anche se questa soluzione è ormai una realtà e si affermerà ''perché così vuole la gente, perché così hanno decretato le autorità politiche, perché tutte le Case automobilistiche sono impegnate nel realizzarla, perché vi sono considerazioni geopolitiche che lo consigliano, perché lo vogliono i produttori di elettricità e perché il più grande mercato automobilistico del mondo, quello cinese, punta con grande decisione proprio sull'auto elettrica''. Lo ha detto, nel corso di una conferenza che si è svolta a Milano, Gianprimo Quagliano presidente del Centro Studi Promotor citando uno studio di Auto21.

''Lo sforzo per arrivare alla completa sostituzione del parco con mezzi elettrici è dunque titanico e titanico è anche l'impegno per creare le infrastrutture di ricarica, per smaltire le batterie esauste, per produrre l'energia elettrica necessaria, ovviamente da fonti rinnovabili per non vanificare i benefici ecologici della mobilità elettrica''. Secondo CS Promotor a questa situazione si aggiunge la necessità di importanti innovazioni tecnologiche per accelerare il processo e soprattutto per renderlo economicamente sostenibile. E occorre anche considerare che la produzione e la manutenzione delle auto elettriche comporteranno un minore impiego di manodopera tanto che diverse Case automobilistiche e della componentistica hanno già annunciato riduzioni di organico e si sta già creando un problema occupazionale destinato a diventare molto più grave con il procedere dell'affermazione dell'auto elettrica. In Europa le autorità politiche che hanno decretato il passaggio alla mobilità elettrica solo in pochi casi hanno varato incentivi per favorire la sostituzione di auto tradizionali con auto elettriche penalizzando con i blocchi della circolazione, in maniera socialmente e politicamente inaccettabile, le fasce di popolazione più deboli che non sono in grado di sostituire le loro auto con veicoli nuovi. ''Se l'orientamento dei Governi non cambierà - ha concluso Quagliano - non è possibile che il processo di diffusione dell'auto elettrica decolli. Anzi la politica dei divieti di circolazione può portare a conseguenze molto pesanti, basti pensare che in Francia il movimento dei gilet gialli è stato innescato proprio dalla minaccia di inasprimenti della tassazione sui carburanti tradizionali''.

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Nuove cellule immunitarie, riconoscono più forme di tumore

Possono diventare armi di precisione, risparmiano le cellule sane

Scienza & Tecnica Biotech
Chiudi Un linfocita T (fonte: NIAID/NIH) (ANSA) Un linfocita T (fonte: NIAID/NIH)

Hanno immediatamente acceso il sogno di future armi globali anticancro, capaci di colpire a colpo sicuro ogni forma di tumore, risparmiando le cellule sane: sono le nuove cellule immunitarie sulla cui superficie si trova un recettore potenzialmente in grado di riconoscere cellule tumorali di tipo diverso.

Si aprono "interessanti opportunità" per forme di immunoterapia "globali" finora ritenute impossibili, rilevano gli autori della ricerca pubblicata sulla rivista Nature Immunology. Coordinati da Michael D. Crowther, John D. Phillips e Andrew K. Sewell, i ricercatori hanno individuato le nuove cellule immunitarie grazie alla tecnica che taglia e incolla il Dna, la Crispr.

Hanno scoperto così che appartengono alla famiglia delle cellule killer del sistema immunitario, i linfociti T, e che sulla loro superficie si trova un recettore molto particolare, indicato con la sigla Tcr (T-cell receptor). Grazie ad esso le cellule T riescono a riconoscere sia le molecole presenti sulla superficie di molte cellule tumorali, sia quelle che si trovano sulle cellule sane. Tuttavia il recettore riesce a distinguere le prima dalle seconde, al punto da uccidere soltanto le prime. Nessuna discriminazione, invece, per le cellule tumorali: il recettore è in grado di colpire tumori solidi e liquidi.

I recettori delle cellule T finora riuscivano a riconoscere le proteine chiamate Antigene leucocitario umano o Hla (human leukocyte antigen), ma non riuscivano ad essere un'arma univrsale per il fatto che l'antigene Hla è diverso da individuo a individuo. Il vantaggio dei nuovi leucociti T è invece riconoscere una proteina sosia dell'Hla, indicata con la sigla Mr1, che non varia da individuo a individuo. Quest'ultima potrebbe quindi diventare il nuovo obiettivo dell'immunoterapia, ossia la strategia che punta ad aggredire i tumori scagliando contro di essi il sistema immunitario.

I primi esperimenti condotti in laboratorio sono interessanti: le nuove cellule T hanno dimostrato di riuscire a riconoscere e uccidere i tumori di polmoni, pelle, colon, seno, ossa, prostata, ovaie, reni e cervice uterina. In tutti gli esperimenti, inoltre, hanno aggredito esclusivamente cellule tumorali, ignorando completamente quelle sane. Positivi anche i risultati preliminari ottenuti nei topi modificati con cellule tumorali umane e sistema immunitario umano. 

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Mauro Severi presidente Costruttori Autoattrezzature AICA

Al secondo mandato. Govoni vicepresidente e Verrillo tesoriere

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Chiudi Mauro Severi presidente Costruttori Autoattrezzature AICA (ANSA) Mauro Severi presidente Costruttori Autoattrezzature AICA

Mauro Severi è stato confermato presidente dell'AICA - Associazione Italiana Costruttori Autoattrezzature. L'assemblea dei soci ha anche eletto Franco Govoni come vicepresidente e Antonio Verrillo come tesoriere economo. Una scelta di continuità - commenta l'associazione - con la quale i consiglieri hanno voluto premiare il lavoro svolto nel precedente quadriennio, improntato come da tradizione di AICA allo spirito di collaborazione e alla concretezza dell'attività associativa. Severi, del gruppo Nexion, architetto e già presidente di Unindustria Reggio-Emilia dal 2014 al 2018, ha iniziato il suo secondo mandato e ha commentato: ''Ringrazio i consiglieri per la fiducia e per il sostegno che non mi hanno mai fatto mancare negli anni passati. Anche per questo prossimo quadriennio la nostra associazione dovrà lavorare con grande impegno per affrontare nuove importantissime sfide. In un momento che vede l'industria italiana attraversare un preoccupante calo delle produzioni, con poche prospettive concrete di rilancio all'orizzonte, il settore delle autoattrezzature dovrà raggiungere l'obiettivo confermarsi fra i protagonisti della grande trasformazione tecnologica che sta investendo l'industria automobilistica mondiale''.

Trattando del comparto e delle future trasformazioni, Severi ha ribadito che ''le nostre aziende associate hanno iniziato da tempo a investire sulla digitalizzazione ed esportano l'80% della propria produzione - continua Severi - Il nostro comparto non solo contribuisce in maniera significativa alla bilancia commerciale italiana, ma rappresenta anche un vero e proprio benchmark per la capacità di adattare tempestivamente le nuove tecnologie e le soluzioni digitali alle nostre attrezzature e ai nostri servizi. Non dobbiamo però sottovalutare che le nuove generazioni di vetture sono ormai un mondo a sé, grazie all'adozione di nuove tecnologie e sistemi evoluti di assistenza alla guida: in questa accelerazione tecnologica sempre più forte l'intera filiera dell'assistenza automotive svolge un ruolo cruciale per rendere possibile l'avvento della nuova mobilità, basata su sicurezza, innovazione e sostenibilità ambientale. Per questo sarà necessario trovare gli strumenti per garantire alle imprese una capacità di investimento tale da mantenere la propria competitività tecnologica. Così come sarà fondamentale, per AICA, continuare ad accrescere le relazioni con le altre associazioni italiane e internazionali del settore, per valorizzare al meglio tutte le opportunità che questo grande cambiamento ci offre''.

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Al circuito del Mugello corso addestramento guida per Carabinieri

Per autisti dei nuclei radiomobile 112 e squadre operative

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Chiudi auto carabinieri gazzelle bologna (ANSA) auto carabinieri gazzelle bologna

 Si è concluso all'autodromo del Mugello di Scarperia (Firenze) il corso di guida sicura di emergenza per tutti i Carabinieri che ricopriranno l'incarico di autista di Nucleo Radiomobile e delle squadre operative di supporto dei Battaglioni Mobili. Grazie alla collaborazione col circuito toscano che ormai da tre anni ospita il corso e ai grandi spazi che ha al suo interno, che permettono di effettuare manovre in tutta sicurezza, gli istruttori dell'Arma hanno ricreato scenari ad hoc per simulare varie situazioni di pericolo che i neo-autisti si troveranno ad affrontare nella realtà.
    La giusta posizione di guida, la frenata d'emergenza, il controllo della sbandata, il mantenimento della corretta traiettoria in curva, il sovrasterzo, il sottosterzo, gli ostacoli e i fondi sdrucciolevoli sono stati gli esercizi su cui i guidatori si sono maggiormente concentrati, parallelamente alla preparazione psicofisica necessaria per affrontare con lucidità e senza mai rischiare nel corso delle attività operative la propria vita e quella degli altri.
    La collaborazione fra Arma dei Carabinieri e autodromo del Mugello, ormai consolidata negli anni, ha permesso anche di sviluppare altre attività come la formazione e la sensibilizzazione fra le persone, soprattutto fra i più giovani, sul rispetto del Codice della strada e sulla corretta condotta di guida.
   

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Salvadanai gentilezza, fondi per farmaci

Iniziativa in paese del Cosentino, a Pasqua distribuzione coupon

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(ANSA) - SAN MARCO ARGENTANO (COSENZA), 21 GEN - Un salvadanaio in farmacia per raccogliere fondi da destinare all'acquisto di farmaci per chi non è in grado di farlo. E' l'iniziativa proposta dall'assessore alla Gentilezza di San Marco Argentano Elvira Zecca per rafforzare la solidarietà all'interno della propria comunità.
    Nelle due farmacie cittadine sono stati esposti i "Salvadanai della Gentilezza", dove i cittadini potranno lasciare le loro offerte. Pochi giorni prima di Pasqua saranno aperti e le offerte trasformate in coupon, che gli assistenti sociali consegneranno a chi ha difficoltà ad acquistare i farmaci.
    (ANSA).
   

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Carceri: abolire l'isolamento diurno

Cpt chiede anche riforme altre forme segregazione e per 41 bis

Legalità & Scuola Istruzione in carcere
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(ANSA) - STRASBURGO, 21 GEN - "Abolire senza ulteriori indugi l'isolamento diurno", misura "anacronistica" e "priva di qualsiasi giustificazione penologica", e apportare cambiamenti ad altre forme di isolamento, compreso il regime del '41 bis' per chi è condannato per mafia. Sono gli interventi chiesti alle autorità italiane dal Cpt, Comitato anti tortura del Consiglio d'Europa, nel rapporto sulla visita condotta in Italia lo scorso marzo con l'obiettivo di valutare le misure d'isolamento imposte ai detenuti.(ANSA)

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Azzolina, basta linguaggio odio, Paese non lo merita

La ministra dell'Istruzione, io vittima ogni giorno di sessismo

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(ANSA) ROMA, 21 GEN - "Sul linguaggio d'odio dobbiamo intervenire; il paese non merita questo". Lo ha detto la ministra dell'Istruzione Lucia Azzolina al Miur dove è stato firmato un protocollo d'intesa per la lotta alla dispersione scolastica. E rispondendo ai giornalisti che le chiedevano delle polemiche su Sanremo: "Non ho avuto il tempo di seguire quanto è stato detto su Sanremo e i testi delle canzoni se nei testi fossero presenti parole violente dico che bisogna stare attenti: Sanremo è ascoltato da tanti". Ai cronisti ha ricordato: "non lo lo dite a me che sono vittima quotidianamente di sessismo..".
   

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Fa lavorare 12enne, denunciata barista

La donna dovrà pagare sanzione di oltre 4mila euro

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(ANSA) - REGGIO EMILIA, 21 GEN - Aveva lasciato la figlia di 12 anni a lavorare dietro al bancone e la 'baby barista' è stata sorpresa dai carabinieri di Castelnovo Monti durante un controllo all'interno di un esercizio pubblico commerciale dell'Appennino Reggiano. I militari hanno quindi informato i colleghi del nucleo ispettorato del lavoro per formalizzare la denuncia alla Procura nei confronti della madre titolare del locale, una 42enne reggiana, con l'accusa di impiego di lavoratrice infraquindicenne. La donna dovrà pagare anche una sanzione amministrativa di oltre 4.000 euro.(ANSA).
   

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'Squadra speciale' per fermare ladri

Prima iniziativa tra procure di Imperia e Marsiglia, 6 arresti

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(ANSA) - IMPERIA, 21 GEN - Una squadra investigativa comune, composta da polizia italiana e francese, ha permesso di arrestare sei francesi di origine magrebina che compivano furti con tessere bancomat sottratte ad anziani e a turisti sbadati.
    La squadra investigativa, già attiva per contrastare la criminalità organizzata, per la prima volta ha agito per reati contro il patrimonio. L'operazione, denominata 'Bengodi', è stata coordinata dalle procure di Imperia e Marsiglia. Gli arresti sono stati compiuti nella città francese la scorsa settimana. I sei agivano in Francia, in Spagna, nelle province di Imperia e Savona, in Piemonte e in Valle d'Aosta. Gli investigatori stimano che la banda abbia compiuto almeno un centinaio di prelievi per circa 65 mila euro: 46 sono stati recuperati. Sequestrate anche alcune auto di lusso. "Il messaggio che mandiamo al crimine internazionale è che non basta valicare la frontiera per avere l'impunità. Abbiamo usato questo strumento nuovo per essere più efficaci", ha detto il procuratore Alberto Lari.
   

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Andreas Marx nuovo responsabile di Opel per la Germania

Prezzi e prodotti a Gubitz. Marketing e strategia a Fourniol

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Chiudi Andreas Marx nuovo responsabile di Opel per la Germania (ANSA) Andreas Marx nuovo responsabile di Opel per la Germania

Opel/Vauxhall ha annunciato il rinnovo di importanti incarichi nei settori delle vendite e del marketing. Dal prossimo primo febbraio Andreas Marx sarà il nuovo responsabile di Opel Germania. Marx, che ha 49 anni, è attualmente responsabile della gestione internazionale di prezzi e prodotti per il costruttore di Ruesselsheim. Marx sostituirà Ulrich Selzer (55 anni), il quale assumerà un ruolo strategico per l'internazionalizzazione di Opel. La posizione di Marx in qualità di responsabile product & oricing di Opel/Vauxhall dal sarà presa dal prossimo primo aprile da Tobias A. Gubitz (45 anni), attualmente responsabile marketing e strategia,. Patrick Fourniol (48 anni), ora direttore marketing presso Vauxhall, marchio britannico gemello di Opel, sostituirà Gubitz a partire dalla stessa data del primo aprile. A sua volta, sarà rimpiazzato nell'incarico di responsabile marketing di Vauxhall da Peter Hope (53 anni), al momento responsabile customer experience del marchio.

''Con questa nuova squadra siamo pronti ad affrontare le sfide del futuro - ha dichiarato Xavier Duchemin, managing director sales, aftersales e marketing di Opel/Vauxhall - Abbiamo affidato questi incarichi strategici a persone preparate, che hanno dimostrato tutte le loro qualità, sono dotate di grande esperienza e continueranno a far crescere Opel e Vauxhall''.

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BT Mini, l'interfono che fa 'quasi' tutto con un tasto

Massimizza facilità per installazione e per utilizzo

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Chiudi BT Mini, l'interfono che fa 'quasi' tutto con un tasto (ANSA) BT Mini, l'interfono che fa 'quasi' tutto con un tasto

Parola d'ordine: facilità, di installazione e di utilizzo. L'obiettivo è quello alla base dei lavori che hanno guidato la nascita del nuovo BT Mini, l'interfono Bluetooth 3.0.

Con un unico tasto multifunzione, il dispositivo prodotto da Midland permette di comunicare con il passeggero, ascoltare musica, parlare al telefono, seguire le info del navigatore. La dotazione accessori di serie consente di montarlo su ogni tipologia di casco. All'interno di una gamma ad alta tecnologia, il marchio di Reggio Emilia ha recentemente inserito in listino l'interfono destinato a un target di motociclisti e scooteristi ben specifico: quello costituito da utenti che si muovono prevalentemente in ambito metropolitano, senza disdegnare le gite fuoriporta, magari in coppia, nel weekend.

Utenti, cioè, bisognosi di un dispositivo pratico, che permetta di guidare nel traffico in totale sicurezza e sempre connessi.

La semplicità del sistema BT Mini non rappresenta un limite alla compatibilità con altri device elettronici, dallo smartphone al navigatore GPS, per arrivare ai sistemi di connettività e controllo integrati nel cruscotto dalle maggiori case motociclistiche.

Dalla parte di BT Mini giocano anche le dimensioni, decisamente contenute e che lo rendono interessante a chi non vuole interferenze con l'estetica del casco. Se poi possedete e indossate due caschi, è possibile spostare l'interfono da uno all'altro acquistando un secondo kit accessori con supporto adesivo, disponibili come optional. Il sistema è composto dal vero e proprio dispositivo, dal supporto dedicato adesivo (con formulazione che non rovina colorazione o grafica) da applicare alla calotta, e dagli accessori necessari al completamento del montaggio, tra cui figurano due microfoni, uno a filo e l'altro con braccetto, necessari a un adattamento ottimale dell'interfono sia con caschi integrali sia con modelli aperti.

Il corpo del BT Mini supporta un piccolo led blu e tre tasti piuttosto spigolosi, facilmente individuabili anche con i guanti indossati: due regolano il volume audio, il terzo (il più accessibile) attiva più funzioni in base al numero di 'click'.

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In Missouri, il luogo di nascita della Route 66

Partì da Springfield il telegramma con il nome della strada

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Chiudi Missouri, luogo di nascita della Route 66 (ANSA) Missouri, luogo di nascita della Route 66

 E' una delle strade più suggestive d'America e anche tra le più conosciute al mondo. Si tratta della Route 66 il cui mito è ancora vivo più che mai. E quel mito è nato a Springfield, una cittadina che sorge nel cuore dell'altipiano degli Ozarks in Missouri. Fu da qui, infatti, che partì il telegramma con il quale si richiedeva l'assegnazione del numero 66 ad una nuova strada che più tardi avrebbe attraversato il paese, da Chicago a Santa Monica in California lungo gli stati dell'Illinois, Missouri, Kansas, Oklahoma, Texas, Nuovo Messico, Arizona per una distanza complessiva di 3755km e tre fusi orari. Il telegramma fu inviato dal Colonial Hotel il 30 aprile del 1926. Fu determinato per un caso fortuito: un convegno di membri locali e di altri stati del rotary venuti a Springfield. Tra Cyrus Avery, conosciuto come il padre della Route 66 e B. H. Piepmeier, ingegnere capo del dipartimento delle strade statali dello stato del Missouri che erano in commissione anche con John T. Woodruff, proprietario del Colonial Hotel e che stavano cercando di assegnare alla highway il nome Route 60 alla futura route 66, un numero che tuttavia persero nella battaglia con il governatore del Kentucky. Dopo essersi tormentati su cosa fare e su come chiamare questa nuova autostrada che avevano progettato e sviluppato convennero che il nome Route 66 era molto orecchiabile e i numeri erano disponibili quindi mandarono un telegramma da Springfield a Thomas McDonald in Washington D C che era con l'ufficio delle strade pubbliche e nel quale chiedevano che Route 66 fosse il nuovo numero per l'highway. Fu approvato alla fine dell'anno. Quel telegramma, o almeno una replica di esso, è visibile in una teca all'interno dell'History Museum on The Square.
    La strada esiste attualmente con il nome di historic Route 66 e lungo quel percorso ci si imbatte in diversi luoghi che con le loro attrazioni riportano l'immaginario collettivo indietro nel tempo negli anni in cui la strada era al suo apice. Tra questi Waynesville, nella contea di Pulaski, dove oltre ai numerosi cartelli stradali Hoppers Pub, tre le altre cose, rende omaggio alla Route 66 con 66 tipo diversi di birra alla spina. Ai piedi degli Ozarks c'è lo spettacolo naturale delle Fantastic Caverns, delle grotte naturali scoperte per caso nel 1862 ed esplorate per la prima volta solo nel 1867 da un gruppo di dodici giovani donne. In zona si trova anche un'altra attrazione, Wonders of Wildlife National Museum and Aquarium, un museo di storia naturale e soprattutto un acquario con 35mila specie. Con una piccola deviazione sulla Route 66 ci si ritrova a Branson una sorta di Las Vegas del Midwest con attrazioni come Silver Dollar City un parco di divertimenti a tema anni 1880 all'insegna della prosperità economica del paese oppure come il Titanic Museum, il museo del Titanic, con il 'murder mystery tour' dove i visitatori si sbizzarriscono a risolvere un crimine commesso prima che la nave affondasse.
    Ma la città più importante lungo la Route 66 è Saint Louis dove si trova l'inconfondibile Gateway Arch (Arco della Porta), un'opera meraviglia architettonica ed ingegneristica alta 192.
    L'arco fu progettato dall'architetto finlandese Eero Saarinen ed e' situato sulle rive del fiume Mississippi. E' possibile salire sulla sommità per godersi il panorama della città. Saint Louis è anche la patria del blues e la città è piena di locali dove è possibile ascoltare musica sette giorni su sette. A celebrare il blues anche un museo il National Blues Museum che con esposizioni interattive, riproduzioni, esplora l'importanza della musica delle radici della nazione, i suoi musicisti e il ruolo che il blues ha avuto nella storia del jazz, del rock 'n' roll, dell'R&B.
    Un luogo surreale è invece City Museum, un paradiso soprattutto per i bambini, composto da oggetti di ogni tipo soprattutto pezzi architettonici e di ingegneria. E Saint Louis ha anche tanta italianità. Uno dei quartieri più vivaci è infatti The Hill (la Collina) con ristoranti e negozi enogastronomici italiani. Camminando lungo le via del quartiere ci si imbatte frequentemente nei colori della bandiera italiana. (ANSA).
   

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A Firenze ok giunta a 'bollini' sosta Zcs

Bollino per parcheggio gratis in strisce blu costerà 10 euro

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Chiudi Zcs Firenze (ANSA) Zcs Firenze

Un bollino di colore diverso per ogni Zcs, a Firenze, per consentire il parcheggio libero ai residenti nelle strisce blu a sosta promiscua. E' quanto prevede una delibera approvata dalla giunta comunale su proposta dell'assessore alla mobilità Stefano Giorgetti e anticipata dal sindaco Dario Nardella. Chi vorrà parcheggiare gratis anche nelle altre Zcs dovrà dotarsi del bollino, che costerà 10 euro: saranno gli sportelli Sas a occuparsi anche della consegna dei bollini. Se invece l'automobilista ha intenzione di sostare soltanto nella sua zona di residenza sarà sufficiente, come succede oggi, esporre la fotocopia della carta di circolazione.
    Con l'occasione, si legge in una nota di Palazzo Vecchio, è stata modificata anche la tariffa della sosta nella Zcs 1 (quella immediatamente a ridosso del centro in Ztl) portando da un 1,5 a 2 euro il costo della prima ora non frazionabile.
    "Si tratta di una rivoluzione - ha sottolineato Giorgetti - che rispetta un impegno preso dal sindaco in campagna elettorale. Per ogni settore della Zcs sarà realizzato un bollino oppure una vetrofania di colore diverso in modo da poter semplificare il controllo". Grazie al colore infatti sarà subito evidente se il veicolo è di un residente in una Zcs autorizzato a parcheggiare gratis nei posti destinati alla sosta promiscua; oppure se si tratta di un residente della zona di riferimento che invece può sostare anche nelle strisce bianche. "Questa rivoluzione non danneggerà i residenti delle singole Zcs perché avranno a loro completa disposizione i posti con le strisce bianche e perché saranno potenziati i controlli effettuati dalla Polizia Municipale", ha aggiunto l'assessore.
   

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Premiati i pionieri italiani della medicina rigenerativa

A De Luca e Pellegrini il Louis-Jeantet 2020

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Chiudi Riconoscimento ai pionieri italiani della medicina rigenerativa (fonte: Centro di Medicina Rigenerativa 'Stefano Ferrari' (Cmr) dell'università di Modena e Reggio Emilia) (ANSA) Riconoscimento ai pionieri italiani della medicina rigenerativa (fonte: Centro di Medicina Rigenerativa 'Stefano Ferrari' (Cmr) dell'università di Modena e Reggio Emilia)

Premiati i pionieri italiani della medicina rigenerativa basata sulle staminali: Michele De Luca e Graziella Pellegrini, entrambi del Centro di Medicina Rigenerativa "Stefano Ferrari" (Cmr) dell'università di Modena e Reggio Emilia, sono i vincitori del premio Louis-Jeantet 2020 assegnato ai ricercatori di spicco che svolgono la propria attività in uno dei Paesi membri del Consiglio d'Europa. Con loro è stata premiata Erin Schuman, direttrice dell'Istituto tedesco Max Planck per le ricerche sul cervello.

La Fondazione svizzera Louis-Jeantet ha stanziato per ciascuno dei due premi assegnati (agli italiani il premio è attribuito in modo congiunto) la somma di 500.000 franchi svizzeri, di cui 450.000 destinati a finanziare la prosecuzione degli studi dei vincitori e 50.000 attribuiti personalmente. Tutti e tre i vincitori conducono ricerche di biologia fondamentale e di medicina traslazionale, che fa arrivare alla clinica la terapia cellulare e genica rigenerativa.


Graziella Pellegrini e Michele De Luca vincitori del premio Louis-Jeantet 2020 (fonte: Centro di Medicina Rigenerativa 'Stefano Ferrari' (Cmr) dell'università di Modena e Reggio Emilia)

 

"E' una sorpresa splendida, siamo onoratissimi di ricevere questo premio", dicono all'ANSA De Luca e Pellegrini. "E' un riconoscimento molto importante che - rileva De Luca, che ha  - abbiamo vinto in pochi in Italia e tutti noi italiani che lo abbiamo vinto siamo collegati alla medicina traslazionale, confermando quanto sia ben svolta in questo Paese". Il premio, secondo Pellegrini, "conferma ancora una volta come questo settore, su cui a volte è difficile ottenere finanziamenti, sia sotto la luce dei riflettori perchè è di grande interesse per la società".

Michele De Luca, direttore e coordinatore della terapia genica del Cmr, e Graziella Pellegrini, coordinatrice della terapia cellulare del Cmr, ricevono il premio per le loro ricerche d'avanguardia sulla terapia cellulare basata su cellule staminali, nonché nella sua combinazione con la terapia genica, che ha consentito la cura di pazienti con gravi malattie della pelle. Per esempio De Luca e il suo gruppo sono celebri per aver curato, nel 2017 in Germania, un bambino profugo siriano affetto da una gravissima forma di una malattia chiamata epidermolisi bollosa, nota come malattia dei bambini farfalla la cui pelle diventa fragile come le ali di una farfalla a causa di un difetto genetico. Il bambino è stato salvato grazie a un trapianto di pelle geneticamente corretta e coltivata in laboratorio.

Il gruppo guidato da Graziella Pellegrini è pioniere della terapia cellulare ed è stato il primo a rigenerare la cornea danneggiata grazie a impianti di cellule staminali. Grazie a queste ricerche è stato sviluppato il primo farmaco al mondo per terapia avanzata a base di cellule staminali per pazienti con una malattia rara degli occhi chiamata deficit di cellule staminali della cornea, approvato nel 2015 dall'Agenzia europea per i medicinali (Ema).

 

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Opel Grandland, Crossland e Astra, ecco versione '2020'

Aumenta gamma equipaggiamenti con pacchetti tutto compreso

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Chiudi Opel Grandland, Crossland e Astra, ecco versione '2020' (ANSA) Opel Grandland, Crossland e Astra, ecco versione '2020'

Con il nuovo anno per Opel arriva anche una nuova serie dalla dotazione particolarmente ricca. L'operazione in questione è quella di 'Opel 2020', offerta che inizia con i SUV Opel Grandland X e Opel Crossland X e con la nuova Opel Astra.

Questi modelli sono ordinabili nelle versioni 'Opel 2020' che si distinguono per le numerose funzioni di sicurezza, comfort e design. Ciascun modello viene offerto con pack personalizzati (da febbraio a listino in Italia) con equipaggiamenti di alta qualità per qualsiasi necessità. In questo modo i clienti possono risparmiare rispetto allo stesso modello con analoghe dotazioni in opzione selezionate individualmente. Per esempio, Opel Grandland X offre già di serie sistemi di assistenza come il Cruise control con limitatore di velocità intelligente, il Sistema per il mantenimento della corsia di marcia e il Riconoscimento dei cartelli stradali. Su ogni Grandland X è inoltre installato il sistema di infotainment Radio R 4.0 IntelliLink, compatibile con Apple CarPlay e Android Auto, con schermo touch a colori da sette pollici. La versione speciale "Opel 2020", ordinabile a partire da 28.600 euro, permette di manovrare con la massima facilità grazie al park pilot anteriore e posteriore e alla telecamera posteriore. Quando la visibilità è scarsa, i fendinebbia di serie aumentano ulteriormente la sicurezza, mentre i vetri posteriori oscurati Solar Protect proteggono l'abitacolo dai raggi del sole e dagli sguardi indiscreti. Grandland X "Opel 2020" viene offerto anche con prese da 12 Volt nella console centrale, nella fila posteriore e nel bagagliaio. La vettura è già molto elegante, ma viene ulteriormente esaltata dai cerchi in lega da 17 pollici in "Technical Grey", dalla protezione sottoscocca color silver e dagli elementi cromati presenti sull'anteriore e sul posteriore.

In versione 'Opel 2020', Astra offre in aggiunta la telecamera anteriore Opel Eye e i fari anteriori con LED a partire da 23.550 euro. È inoltre compreso il sedile ergonomico con certificazione AGR lato guidatore con 8 regolazioni. Questa compatta di grandissimo successo in versione berlina e station wagon non passa inosservata con i coprispecchietti retrovisori esterni in onyx black e le barre portatutto color silver sulla versione Sports Tourer. Crossland X, invece, in versione speciale 'Opel 2020' ha montanti centrali color nero lucido, profilo cromato lungo il tetto, protezioni sottoscocca color silver e ai cerchi in lega da 16 pollici a 4 razze doppie. In questo SUV la tecnologia LED viene utilizzata per i fari anteriori e posteriori e per la luce diffusa nella console centrale e nelle portiere anteriori. Tutto ciò a soli 21.150 euro. I clienti possono poi personalizzare la versione speciale 'Opel 2020' con i diversi pack (che permettono anche di risparmiare ed entreranno a listino in Italia dal mese di febbraio).

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Tumore vescica, in Ue un caso su 20 associato all' acqua del rubinetto

6.561 casi all'anno collegati ai contaminanti

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Chiudi Acqua dal rubinetto (ANSA) Acqua dal rubinetto

 Il 5% dei casi di tumore alla vescica in Europa, uno su 20, sarebbe collegato a prodotti chimici presenti nell'acqua di rubinetto, per un totale di 6.561 casi l'anno in 26 paesi del continente. E' quanto stima uno studio pubblicato su Environmental Health Perspectives, da cui emerge che concentrazioni massime dei contaminanti hanno superato il limite di 100 microgrammi per litro in 9 paesi, inclusa l'Italia. Ricerche precedenti hanno trovato un'associazione tra cancro alla vescica e l'esposizione a lungo termine a un gruppo di sostanze chimiche chiamate trialometani (THM), come il cloroformio, risultate cancerogene negli studi sugli animali e che si formano come sottoprodotto indesiderato quando l'acqua viene disinfettata negli impianti. Per stimare l'entità del problema, i ricercatori del Barcelona Institute for Global Health, hanno analizzato la presenza di sostanze chimiche nell'acqua potabile negli stati UE tra il 2005 e il 2018, inviando questionari agli organismi responsabili della qualità delle acque nazionali. 

I dati sono stati ottenuti per 26 paesi, mancano Bulgaria e Romania. La media annua stimata dei livelli di trialometani è stata di 11,7 microgrammi per litro, o Paesi con le medie più basse sono risultati essere Danimarca e Paesi Bassi (0,2 microgrammi), i valori medi più elevati sono stati invece osservati a Cipro (66,2 microgrammi) e a Malta (49,4).
Se invece delle medie si considerano i picchi massimi, in 9 Paesi sono stati rilevati dei livelli di trilometani superiori a 100 microgrammi per litro (valore limite UE): ovvero Gran Bretagna, Spagna, Cipro, Estonia, Ungheria, Irlanda, Italia, Polonia e Portogallo. I ricercatori hanno stimato il numero di casi di cancro alla vescica attribuibili utilizzando i tassi di incidenza e i livelli di trilometani. L'analisi ha suggerito che Cipro aveva la percentuale più alta, con un quarto delle diagnosi legate alle sostanze chimiche. La Spagna e il Regno Unito hanno però il maggior numero assoluto di casi potenzialmente collegati, rispettivamente 1.482 e 1.356. Nel caso dell'Italia il collegamento riguarda 336 casi annui. "Negli ultimi 20 anni, sono stati fatti grandi sforzi per ridurre i livelli di trialometani in diversi paesi dell'Unione europea", afferma il coautore Manolis Kogevinas. "Tuttavia, i livelli attuali in alcuni paesi potrebbero ancora comportare un notevole onere per il cancro alla vescica, che potrebbe essere evitato ottimizzando il trattamento delle acque". Se nessun paese superasse l'attuale media UE, potrebbero potenzialmente essere evitati 2.868 casi annui di tumore alla vescica.
   

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Suzuki, nel 2019 successo della gamma a trazione integrale

Per gamma 4x4 AllGrip porte aperte sabato 25 e domenica 26

Motori Industria
Chiudi Suzuki, nel 2019 successo della gamma a trazione integrale (ANSA) Suzuki, nel 2019 successo della gamma a trazione integrale

I modelli a trazione integrale hanno avuto un ruolo chiave nell'annata 2019 di Suzuki Italia, che si è chiusa con 38.273 auto immatricolate e con una quota di mercato del 2 per cento. Ben il 40,9 per cento delle vendite totali della Casa di Hamamatsu ha infatti riguardato infatti la gamma 4x4 AllGrip, che sarà anche la protagonista di un weekend di porte aperte sabato 25 e domenica 26 gennaio. In questa occasione si potrà approfondire la conoscenza di Ignis, Swift, Vitara, S-Cross e Jimny in versione 4x4 AllGrip. Sarà un'opportunità per scoprire tutte le caratteristiche dei sistemi di trazione integrale sviluppati dai tecnici di Hamamatsu, che permettono di spostarsi in ogni condizione, anche in caso di neve o sui fondi ghiacciati. Sul fronte 'integrale', nel 2019 Suzuki ha venduto 15.700 vetture con trazione integrale 4x4AllGrip, con un incremento del 29,6 per cento rispetto alle 12.144 unità registrate nel 2018. In questo modo la casa di Hamamatsu ha rafforzato la sua posizione in uno dei segmenti più vivaci del mercato, quelli delle auto compatte, dei Suv e delle crossover.

La best-seller della gamma 4x4 AllGrip nel 2019 è stata Vitara con 5.825 esemplari a trazione integrale, seguita da Jimny con 3.788 unità e da Ignis con 3.407. Grande successo hanno riscosso anche Swift e S-Cross, rispettivamente con 1.410 e con 1.270 unità. Per equipaggiare i suoi cinque modelli 4x4 AllGrip, Suzuki ha progettato tre diversi schemi di trazione integrale.

Questo assortimento consente alla casa di Hamamatsu di offrire a ogni automobilista una tecnologia in grado di comportarsi al meglio nelle più tipiche condizioni d'uso di ciascun modello.

Per un impiego prevalentemente stradale e con frequenti spostamenti urbani, gli ingegneri Suzuki hanno progettato la trazione integrale AllGrip Auto, che equipaggia Ignis e Swift.

Questa trasmissione garantisce il massimo della praticità perché non richiede alcun intervento da parte del pilota e agisce in maniera automatica e puntuale solo quando è necessario. Cuore del sistema è un giunto viscoso, che trasmette coppia alle ruote posteriori appena una di quelle anteriori inizia a slittare perdendo aderenza. Per l'utilizzo più vario di S-Cross e Vitara è stato invece messo a punto lo schema schema AllGrip Select, con un sistema di controllo elettronico e quattro modalità di guida che il pilota può selezionare tramite un comando intuitivo posto sulla consolle centrale. Le funzioni a sua disposizione si chiamano Auto, Sport, Snow e Lock. Per equipaggiare Jimny e assecondare il suo spirito avventuriero da vero fuoristrada c'è infine il sistema AllGrip Pro, con la trazione posteriore, quella integrale inseribile e il riduttore. Questo schema specialistico permette di affrontare anche le massime pendenze e i terreni più sconnessi. Spostando la leva centrale si inserisce la modalità 4x4 e si collegano direttamente le ruote anteriori a quelle posteriori, ottenendo una distribuzione della coppia uniforme, che viene poi sfruttata al meglio con un eventuale altro scatto della leva e il conseguente innesto delle marce ridotte.

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DS 7 CROSSBACK, ammortizzatori pilotati come una limousine

Info fornite da una telecamera posizionata sul parabrezza

Motori Componenti & Tech
Chiudi DS 7 CROSSBACK, ammortizzatori pilotati come una limousine (ANSA) DS 7 CROSSBACK, ammortizzatori pilotati come una limousine

DS7 CROSSBACK, primo suv del marchio premium del gruppo PSA, ha una nuova ammortizzazione variabile multimodale che utilizza sia le informazioni fornite dai diversi captatori della vettura (accelerazione, velocità, angolo volante) sia le informazioni fornite da una telecamera situata nel parabrezza che analizza il profilo del manto stradale fino a 20 metri più avanti. Ad oggi, solo alcune limousine di altissima gamma dispongono di questa tecnologia. Al volante, è evidente il beneficio di questo dispositivo altamente tecnologico: ad esempio, permette di superare un dosso evitando le oscillazioni che ne conseguono e ritrovando una stabilità immediata. Il comportamento adattativo degli ammortizzatori gode quindi di un'informazione preventiva che permette di migliorarne le prestazioni, e assicurare il miglior livello di comfort e di sicurezza agli occupanti. Il piacere di guida e la precisione stradale sono aumentati grazie alla maggiore rigidità della scocca. Questa caratteristica è stata ottenuta grazie a una tecnologia di saldatura a caldo. Tra ogni punto di saldatura sono stati aggiunti dei cordoni di colla, per un totale di 22 metri, per migliorare la resistenza alla torsione che in questo modo aumenta del 30%. Questa caratteristica 'monolitica', cioè l'impressione di guidare un veicolo realmente solido, si percepisce al volante e in tutti gli altri posti della vettura. Questo trattamento permette di ridurre le vibrazioni e di migliorare l'insonorizzazione. Questo concetto di benessere si esprime anche tramite lo sterzo, grazie a un volante dalla misura accuratamente studiata, e due modalità di funzionamento: Normale, per un utilizzo quotidiano e una morbidezza ottimale, e Sport per un'esperienza più dinamica con maggiore 'resistenza'. In entrambi i casi, la percezione della strada e la precisione sono eccellenti. Anche il diametro del volante è stato ottimizzato: una dimensione abbastanza grande per garantire serenità in ogni circostanza, ma un po' più piccolo della media per aggiungere un tocco di dinamicità e di comodità. DS 7 CROSSBACK è pronta a mettersi in strada in tutta serenità e a offrire le migliori prestazioni dinamiche.

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Ducati Panigale v4, produzione a regime per tutto il mondo

Per il secondo anno è modello supersportivo più venduto

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Chiudi Ducati Panigale v4, produzione a regime per tutto il mondo (ANSA) Ducati Panigale v4, produzione a regime per tutto il mondo

Se la Panigale V4 per il secondo anno consecutivo è la moto supersportiva più venduta al mondo, la produzione del modello 2020 è ora a pieno regime. Al momento sono circa 450 le moto consegnate ai concessionari europei e statunitensi, mentre a partire dalle prossime settimane la nuova supersportiva raggiungerà anche gli altri mercati del mondo. Per cercare di migliorare la Panigale V4, a Borgo Panigale sono stati raccolti e analizzati i riscontri e i dati provenienti dai clienti e dalla stampa specializzata. Questo ha permesso a Ducati di realizzare una Panigale V4 più facile, meno affaticante e più intuitiva, ottenendo una moto ancora più veloce al cronometro, con un miglioramento anche di gestione da parte dei piloti meno esperti. Quindi, in sostanza, l'obiettivo è stato quello di produrre una moto anche per un amatore, che però in pista può avvicinare la sua prestazione a quella di un rider professionista. La Panigale V4 è equipaggiata con contenuti ereditati dalla V4 R, a partire dal pacchetto aerodinamico (profili alari, plexiglas, cupolino e carenature laterali di maggiori dimensioni, più efficienti estrattori laterali per l'aria in uscita dai radiatori) che migliora la protezione all'aria del pilota in carena e la stabilità globale del veicolo infondendo sicurezza. Completa l'aggiornamento il telaio 'Front Frame' con rigidezze modificate, per offrire un maggiore feeling dell'anteriore ai massimi angoli di piega. Il Ducati Traction Control (DTC) EVO 2, grazie alla nuova strategia di controllo 'predittiva', migliora sensibilmente la gestione della potenza in uscita di curva, mentre il Ducati Quick Shift up/down (DQS) EVO 2 riduce i tempi di taglio in 'up shift', consentendo cambiate più sportive oltre i 10.000 giri/minuto, aumentandone la stabilità in forte accelerazione a moto piegata.

È stata anche sviluppata una nuova mappatura del sistema Ride by Wire che prevede diverse logiche di gestione della coppia erogata. La Panigale V4 è spinta dal Desmosedici Stradale di 1.103 cmü: un V4 di 90° a distribuzione Desmodromica di derivazione MotoGP, unico nel suo genere per l'albero motore controrotante e l'ordine degli scoppi "Twin Pulse". Il motore è capace di erogare una potenza di 214 CV a 13.000 giri/minuto, ed una coppia di 12,6 Kgm a 10.000 giri/minuto, che lo rende assolutamente godibile anche nell'impiego stradale.

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Giorno Memoria: Gli eventi per non dimenticare

Mostre e concerti in tante città

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(ANSA) - ROMA, 21 GEN - Sarà una moltitudine di concerti, mostre, incontri quella che anche quest'anno caratterizzerà la partecipazione di tante città italiane, da nord a sud, al Giorno della Memoria del 27 gennaio, nato per commemorare le vittime dell'Olocausto. "Là dove giace il cuore. Note e parole d'esilio" è il titolo del settimo Concerto per la Memoria in programma all'Auditorium Parco della Musica di Roma il 23 gennaio.
    Gianluca Capozzi, Isabel Consigliere, Elisabetta Di Sopra, Bernhard Draz, Silvia Margaria, Nano Valdes, Theo van Keulen sono gli artisti che con le loro opere riflettono sul Giorno della Memoria nell'ambito della mostra "Segrete. Tracce di Memoria. Alleanza di artisti in memoria della Shoah", dal 23 gennaio al 9 febbraio a Palazzo Ducale di Genova.
    A Milano il 27 al Conservatorio G. Verdi si terrà "Il ballo di Irène. L'incredibile storia di Irène Némirowsky", con Alessia Olivetti, scritto e diretto da Andrea Murchio in collaborazione con Bruno Maida, le musiche a cura degli studenti del conservatorio e l'introduzione di Ferruccio De Bortoli.
    Al Museo Nazionale dell'Ebraismo Italiano e della Shoah di Ferrara, che il Giorno della Memoria resterà aperto dalle 10 alle 18, si può visitare il percorso multimediale "1938: l'umanità negata", a cura di Paco Lanciano e Giovanni Grasso, inaugurato il 17 gennaio e allestito in modo permanente.
    Il Museo Ebraico di Bologna accoglie dal 24 gennaio all'8 marzo le "Cariatidi" di Luca Freschi, installazione site-specific dedicata al concetto di memoria: l'artista romagnolo ha concepito sculture monumentali composte da elementi in terracotta ceramica dipinta ed objet trouvè che si inseriscono, rievocando la memoria storica collettiva, nel percorso museale.
    (ANSA).
   

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Alcol e fumo in utero aumentano di 12 volte il rischio di morte in culla

Sostanze pericolose anche singolarmente, ma effetto sinergico

Salute & Benessere Medicina
Chiudi Studio dell'Avera Health Center for Pediatric & Community Research di Sioux Falls (ANSA) Studio dell'Avera Health Center for Pediatric & Community Research di Sioux Falls

 I bimbi le cui mamme hanno fumato e bevuto alcolici dopo il primo trimestre di gravidanza hanno un rischio di morte in culla (Sids) dodici volte superiore rispetto a quelli le cui mamme non hanno usato queste sostanze o lo hanno fatto solo durante i primi tre mesi. Lo afferma uno studio dell'Avera Health Center for Pediatric & Community Research di Sioux Falls, in Sud Dakota, pubblicato dalla rivista EclinicalMedicine, dello stesso gruppo di Lancet. Lo studio è stato condotto tra il 2007 e il 2015 in due aree residenziali in Sudafrica, a Città del Capo, e cinque negli Stati Uniti, selezionate per l'alta prevalenza sia di morti in culla che di utilizzo di alcol in gravidanza. Tra le circa 12mila gravidanze monitorate si sono verificati 28 casi di morte in culla e, analizzando la storia clinica delle mamme, è emerso che il rischio è dodici volte maggiore se le donne bevono e fumano. "La probabilità di morte in culla aumenta di cinque volte se le mamme si limitano a fumare dopo il primo trimestre - sottolineano gli autori -, e di quattro volte se bevono soltanto. Le nostre osservazioni confermano una sinergia tra l'esposizione all'alcol e al fumo nell'aumentare il rischio di Sids". (ANSA).
   

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L'Italia candida i portici di Bologna a patrimonio Unesco

Sindaco, 'grande traguardo'. Franceschini,'conquisteranno mondo'

ViaggiArt UNESCO Italia
Chiudi Un'immagine dei portici di Bologna (ANSA) Un'immagine dei portici di Bologna

BOLOGNA - Saranno i portici di Bologna, quelli sotto cui sfrecciava in bicicletta il 'cinno' del 'Bar Sport' di Stefano Benni o quelli cantati da Francesco Guccini in 'Eskimo', a rappresentare la candidatura italiana alla Lista del Patrimonio Mondiale dell'Unesco per il 2020. Il via libera è arrivato dal consiglio direttivo della Commissione Nazionale Italiana per l'Unesco - riunito al ministero dei Beni Culturali - facendo esultare una città che nei portici a correre lungo le sue vie e le sue piazze trova - da sempre - tracce della sua identità più intima e vera. La decisione della Commissione è "un grande e meritato traguardo per Bologna - scandisce il sindaco, Virginio Merola - un risultato di tutta la città. Bologna, ancora una volta, ha saputo esprimere il suo carattere più profondo: la capacità di collaborare assieme e uniti" verso un obiettivo, il cui esito sarà annunciato nel 2021.

In particolare con la presentazione della candidatura a patrimonio dell'Unesco i portici vengono riconosciuti come "un elemento identificativo della città di Bologna, sia dalla comunità che dai visitatori e sono un punto di riferimento per uno stile di vita urbano sostenibile, in cui gli spazi religiosi e civili e le abitazioni di tutte le classi sociali sono perfettamente integrate". Un reticolo di 62 chilometri - di cui 42 soltanto nel centro storico - che il l'arcivescovo di Bologna, cardinal Matto Zuppi, ha dipinto come portatori di "protezione e familiarità, il nostro passato e il nostro futuro" e che il presidente della Commissione Nazionale Italiana per l'Unesco, Franco Bernabè, nel sottolineare come la candidatura sia "la conclusione di un lavoro corale tra società civile e amministratori locali", vede come "elemento architettonico, culturale e identitario".

D'altronde, viene evidenziato ancora, la presentazione della candidatura definisce i portici "il risultato eccellente di un sistema di regolamentazione urbanistica delineato nel corso di nove secoli e un modello architettonico e al tempo stesso sociale, un luogo di integrazione e scambio in cui i principali protagonisti della città, cittadini, visitatori, studenti, vivono e condividono idee e tempo". Nel dettaglio nel dossier della candidatura sono contenuti il portico di San Luca, quello di Santa Caterina, via e piazza Santo Stefano, il Baraccano, via Galliera e via Manzoni, Via Zamboni, i portici del Pavaglione e di Piazza Maggiore, il portico della Certosa, via Farini e Piazza Cavour, il quartiere Barca, l'edificio del Mambo-Museo di arte moderna e Strada Maggiore. La decisione presa dalla commissione, chiosa il ministro per i Beni e le attività culturali e per il turismo, Dario Franceschini, "è un motivo di orgoglio e veramente una bella notizia per Bologna e per l'Italia. I portici sono straordinari e unici e sono sicuro che con la loro bellezza conquisteranno il mondo".

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Scoperte proprietà antitumorali in 49 'vecchi' farmaci

Esaminate 4.500 molecole su 578 cellule di 24 tipi di tumore

Salute & Benessere Medicina
Chiudi Vecchi farmaci, scoperto che ben 49 hanno capacita' antitumorali (ANSA) Vecchi farmaci, scoperto che ben 49 hanno capacita' antitumorali

Una cinquantina di 'vecchi' farmaci già sviluppati e in uso per diversi tipi di malattie hanno rivelato di avere inaspettate attività antitumorali. A dimostrarlo è stato un team di ricercatori statunitensi che ha sottoposto a uno screening sistematico oltre 4.500 molecole su 578 cellule di tumore.
    Nello studio, i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Nature Cancer, i ricercatori hanno testato 4.518 molecole e composti su 578 linee cellulari appartenenti a 24 tipi diversi di cancro. Hanno così scoperto che ben 49 farmaci non antitumorali riuscivano, di fatto, a uccidere alcune cellule tumorali, lasciando intatte le altre. Tra questi vi erano farmaci già approvati dalla Food and Drug Administration (ente regolatorio statunitense) e già dimostrati sicuri, inclusi farmaci per diabete, infiammazione, alcolismo e persino per il trattamento dell'artrite nei cani. I risultati, si legge sul paper, hanno mostrato "che i farmaci non oncologici avevano un tasso inaspettatamente alto di attività antitumorale". 

"Prima di iniziare, pensavamo che saremmo stati fortunati se avessimo trovato anche un singolo composto con proprietà anti-cancro. Siamo rimasti molto sorpresi di averne trovati così tanti", ha dichiarato uno degli autori dello studio, Todd Golub, direttore del Cancer Program presso il Broad Institute di Cambridge, nel Massachusetts. Alcuni composti hanno agito con meccanismi non comuni, ovvero non inibendo una proteina, ma attivandola. La maggior parte dei farmaci che ha ucciso le cellule tumorali, lo ha fatto interagendo con un bersaglio molecolare precedentemente non riconosciuto. "I risultati sono molto interessanti perché mostrano l'attività antitumorale inaspettata anche di farmaci non oncologici. Si tratta tuttavia di una valutazione effettuata in laboratorio e i risultati non sono al momento traducibili nella pratica clinica per i nostri pazienti", spiega all'ANSA Stefania Gori, presidente di Fondazione Aiom e direttore del Dipartimento di Oncologica dell'Irccs Ospedale Sacro Cuore Don Calabria Negrar. Questo, conclude, "è solo l'inizio di un campo di ricerca che si svilupperà in futuro per valutare nuovi e inaspettati possibili meccanismi di azione contro le neoplasie".

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In Italia 40mila tonnellate pneumatici illegali all'anno

Mancato contributo ambientale per 12 mln e 80 mln evasione Iva

Motori Sotto la Lente
Chiudi Riciclo pneumatici fuori uso, discarica gomme usate (ANSA) Riciclo pneumatici fuori uso, discarica gomme usate

Ogni anno in Italia si stima vengano immesse illegalmente nel mercato nazionale tra le 30 e le 40mila tonnellate di pneumatici; questo significa un mancato versamento del contributo ambientale per la raccolta e il riciclo pari a circa 12 milioni di euro, e un'evasione dell'Iva di circa 80 milioni, oltre all'aumentare il rischio di abbandono nell'ambiente di vecchie gomme (chiamati Pfu, cioè i Pneumatici fuori uso) derivanti da attività illegali. Questi i contenuti principali del rapporto 'I flussi illegali di pneumatici e Pfu in Italia', presentato oggi a Roma al ministero dell'Ambiente.
    Il documento illustra l'attività svolta dall'Osservatorio e dalla piattaforma 'CambioPulito' per contrastare le pratiche illegali del settore; il progetto è promosso da Legambiente insieme con i consorzi Ecopneus, EcoTyre e Greentire, e le associazioni di categoria Confartigianato, Cna, Airp, Federpneus e Assogomma.
    Da gennaio dell'anno scorso il ministero dell'Ambiente ha imposto ai consorzi della raccolta e del recupero di Pfu un incremento del target del 5%; ma - viene spiegato - i flussi illegali continuano a condizionare il sistema, penalizzando l'attività degli operatori onesti, dal momento che i Pfu illegali si confondono insieme a quelli da raccogliere. Questo porta all'accumulo di Pfu nei piazzali degli operatori e al rischio di abbandoni illegali nell'ambiente.
 Da giugno 2017 al 15 dicembre 2019, la piattaforma riservata agli operatori del settore ha registrato 361 denunce di illeciti che hanno riguardato 301 società. Le segnalazioni raccolte si sono concretizzate in 8 esposti alle Forze dell'ordine: ai Carabinieri per la Tutela dell'Ambiente, con la segnalazione di 136 aziende (126 italiane e 10 straniere), con il 35% di sanzioni; all'Autorità garante del mercato e della concorrenza, con la segnalazione di 14 siti internet (5 italiani, 9 esteri); al Reparto operativo aeronavale della Guardia di finanza di Napoli, con la segnalazione di 24 casi soltanto in Campania. Le denunce si sono concentrate su presunte commercializzazioni illegali on-line e smaltimento illecito, sull'omesso versamento contributo Iva e contributo ambientale, sull'esercizio abusivo e sulla concorrenza sleale. Circa l'80% delle segnalazioni ha riguardato presunte violazioni delle regole di commercio, della libera concorrenza e del mercato del lavoro. Anche se la gestione degli pneumatici a fine vita rappresenta in Italia "un'eccellenza che ogni anno assicura su tutto il territorio nazionale il recupero di oltre 380mila tonnellate di Pfu, si annidano sacche di illegalità tra Pfu spacciati per gomme usate, furti per attività di riciclo illegale, truffa sui sistemi di pesatura". Tra le regioni più interessate dalle segnalazioni, Campania (77 segnalazioni), Lombardia (51), Puglia (25), Abruzzo (22), Emilia Romagna (21), Sicilia (18), Calabria (17), Liguria (15) e Lazio (14). La filiera ha presentato alcune proposte al ministro per il contrasto dei fenomeni illegali: trasparenza del sistema di raccolta e avvio al riciclo di Pfu; tracciabilità dei flussi; rafforzamento del sistema dei controlli; promozione delle filiere di recupero di materia della gomma riciclata da Pfu. Infine viene auspicata l'istituzione del registro dei produttori e degli importatori di pneumatici e l'aggiornamento almeno semestrale della Banca informativa pneumatici, oltre all'istituzione al ministero di un ufficio di controllo dei soggetti autorizzati alla raccolta di Pfu (consorzi e individuali), e la costituzione di una task-force tra forze dell'Ordine e Agenzia delle dogane.  

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Conte,valutiamo l'immissione di 1.600 ricercatori

Importante fare in modo i giovani restino in Italia

Scienza & Tecnica Ricerca & Istituzioni
Chiudi Nuove misure in arrivo per università e ricerca (fonte: NASA/JPL-Caltech) (ANSA) Nuove misure in arrivo per università e ricerca (fonte: NASA/JPL-Caltech)

"Per immettere sin da subito nuovi giovani ricercatori nel sistema, stiamo valutando, in sede di conversione in legge del Dl di proroga termini, la presentazione di un emendamento volto ad immettere immediatamente nel sistema 1.600 nuovi ricercatori". Lo ha detto il premier Giuseppe Conte intervenendo nella cerimonia di apertura dell'anno accademico dell'Università di Firenze. In programma anche "un piano organico, di durata quinquennale, per consentire finalmente alle università di poter programmare la selezione di giovani studiosi".

Fare in modo che i giovani restino in Italia
"E' importante innanzitutto concentrare gli sforzi perché i giovani siano trattenuti nel nostro Paese", ha detto ancora Conte. "Questa è una premura, è una priorità assoluta per la nostra attività di governo, perché i giovani possano qui realizzare le proprie aspirazioni nella ricerca", ha aggiunto. "Più volte ho rimarcato, e denunciato anch'io, il numero troppo elevato di giovani che, formati nelle nostre scuole e nelle nostre università", poi si trasferiscono all'estero, ha proseguito il presidente del Consiglio. "Abbiamo investito su di loro anche un capitale anche economico, non solo politico, umano sociale ma anche economico ragguardevole: ebbene - ha aggiunto - è una grande perdita che spendano poi questa loro competenza all'estero, e nello stesso tempo non riusciamo ad essere così attrattivi".

Nel nuovo ministero un dipartimento per l'internazionalizzazione
"Nel nuovo Ministero dell'Università e della Ricerca - ha detto ancora Conte - verrà istituita una specifica Direzione sull'internazionalizzazione, che sarà dedicata proprio a questo obiettivo".

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Eicma sponsor Internazionali motocross

Tre tappe dal 26/1 al 9/2 dell'evento che precede il Mondiale

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Sarà ancora Eicma a firmare l'edizione 2020 degli Internazionali d'Italia Motocross: l'Esposizione Internazionale del Ciclo e Motociclo di Milano sarà nuovamente title sponsor della più importante preseason del campionato mondiale di motocross.
    La serie di tre gare, organizzata da Off Road Proracing sotto l'egida della Federazione Motociclistica Italiana, vedrà infatti anche quest'anno la partecipazione dei top team e dei migliori piloti MX a livello internazionale. Prima tappa domenica 26 gennaio sulle sabbie del circuito di Riola Sardo (Oristano), seguiranno poi gli appuntamenti di Ottobiano (Pavia) il 2 febbraio e quello di Mantova il 9 febbraio. Si tratta di un evento atteso da migliaia di appassionati, operatori e addetti ai lavori e "per questo - ha detto il presidente di Eicma S.p.A. Andrea Dell'Orto - abbiamo scelto di rinnovare la nostra sponsorship a una iniziativa tutta italiana ma dal respiro internazionale, che cresce insieme alla passione per questa magnifica disciplina".
   

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