Botte a 13enne per un post su Facebook

Nel Napoletano ragazzina brasiliana aggredita da coetanee

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(ANSA) - CASERTA, 25 MAG - I carabinieri indagano su un presunto caso di bullismo avvenuto a Giugliano in Campania (Napoli), in cui la vittima sarebbe una 13 brasiliana; ad aggredirla con schiaffi e pugni sarebbero state delle coetanee, probabilmente italiane. C'è anche un video che ritrae il momento dell'aggressione, in cui si vede la vittima strattonata e trascinata dalle coetanee; il filmato è stato acquisito dai carabinieri. La 13enne sarebbe stata aggredita per un post pubblicato su Facebook, non gradito dalle coetanee. Il fatto sarebbe avvenuto nel pomeriggio del 22 maggio; il giorno dopo la vittima con la madre si è presentata dai carabinieri per denunciare l'aggressione, allegando anche il referto stilato dai medici dell'ospedale, che hanno dato alla piccola brasiliana cinque giorni di prognosi per varie escoriazioni e contusioni.
   

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Migranti soccorsi,in 54 in barca a vela

Tutti uomini, stanno bene. Arrestati due presunti scafisti russi

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(ANSA) - CROTONE, 25 MAG - Cinquantaquattro migranti, tutti uomini, e tutti di nazionalità pachistana, sono sbarcati nel porto di Crotone dopo essere stati soccorsi, la notte scorsa, da un pattugliatore della Guardia di Finanza al largo delle coste di Isola Capo Rizzuto, nel Crotonese. Due cittadini russi, ritenuti gli scafisti dell'imbarcazione, sono stati arrestati.
    I migranti, che erano a bordo di un veliero battente bandiera statunitense alla deriva, sono stati raggiunti da due unità navali dei Roan di Vibo Valentia e una del Roan di Taranto.
    L'equipaggio di uno dei pattugliatori ha prima avvicinato e poi trainato il veliero fino a portarlo nel porto della città calabrese.
    Le 54 persone, tutte in discrete condizioni di salute, sono state fatte sbarcare con l'assistenza del Suem 118 e dalla Croce rossa italiana. Successivamente sono stati condotti nel centro di accoglienza di Sant'Anna di Isola Capo Rizzuto.
    Dalle prime informazioni raccolte i migranti sarebbero salpati da Bodrum, in Turchia.(ANSA).
   

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Ferrero acquisisce maggioranza società spagnola di gelati

Ice Cream Factory Comaker. Closing a luglio

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   Ferrero ha acquisito la maggioranza di Ice Cream Factory Comaker, società spagnola di gelati. La notizia, anticipata da alcuni organi di informazioni, è confermata da una nota della multinazionale della Nutella, "costantemente in cerca di nuove opportunità di investimento in diverse categorie di prodotti - si legge - nell'ottica dell'impegno del Gruppo di soddisfare le richieste dei consumatori". La famiglia Lamsfus, da cui Ferrero ha acquisito la società, manterrà una partecipazione e Guillermo Lamsfus Bravo continuerà a gestire la società con il ruolo di direttore generale. Il completamento della transazione, soggetta al rilascio delle autorizzazioni di legge e alle consuete condizioni di chiusura, è previsto per l'inizio di luglio 2019.

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Con Garmisch a Villa d'Este Bmw celebra carrozzeria italiana

Torna in vita una concept del 1970 disegnato da Marcello Gandini

Motori Prove e Novità
Chiudi Con Garmisch a Villa d'Este Bmw celebra carrozzeria italiana (ANSA) Con Garmisch a Villa d'Este Bmw celebra carrozzeria italiana

Fin dagli albori del marchio, Bmw è stata sempre ispirata e influenzata dalla cultura italiana del design e della carrozzeria. Dalla 328 Mille Miglia in alluminio leggero creata dalla Carrozzeria Touring alla fine degli Anni '30 alla M1 a forma di cuneo progettata (e costruita in piccola serie) da Giorgetto Giugiaro, senza dimenticare la più recente concept Mini Superleggera Vision realizzata da Touring e presentata a Villa d'Este nel 2014.

In occasione dell'edizione 2019 del celebre Concorso d'Eleganza Bmw rende omaggio al mondo della 'carrozzeria' italiana e ai grandi creativi italiani. Lo fa in un modo inconsueto, compiendo un vero balzo all'indietro per riaccendere i riflettori sulla coupé Garmisch disegnata da Marcello Gandini per Bertone - una concept car presentata al Salone di Ginevra del 1970 - che era letteralmente scomparsa dalla scena dopo l'evento. Ora l'elegante berlina quattro porte è stata ricostruita con assoluta fedeltà rispetto alla vettura originale.

Garmisch II è anche una vetrina della competenza di Bmw nella ricerca di design e nella costruzione di prototipi. Poiché i documenti originali non erano sufficienti, il team convocato dal Bmw Group Design e da Bmw Classic ha dovuto rintracciare ogni dettaglio degli esterni e degli interni della vettura da una piccola selezione di immagini d'epoca, la maggior parte delle quali in bianco e nero. Lo stesso Gandini ha contribuito a questa ricerca consentendo di riconfigurare dettagli chiave come il colore esterno - champagne metallizzato - e materiali interni e rivestimenti ''Marcello Gandini per me è uno dei grandi maestri del design automobilistico e le sue auto sono sempre state un'importante fonte di ispirazione per il mio lavoro - ha detto ieri Adrian van Hooydonk, senior vicepresident di Bmw Group Design durante il vernissage di Garmisch II - è sono stato incuriosito dalla Garmisch da quando alcuni anni fa ho scoperto una sua foto sbiadita dal tempo. Costruirla per la seconda volta ci ha dato l'opportunità di rendere omaggio a Gandini, richiamare una delle sue auto meno conosciute ed evidenziare l'influenza stilistica di Bertone sull'evoluzione del design della nostra marca. Per me, solo questo è stato un motivo sufficiente per portare avanti questo progetto, colmare le lacune e completare la storia di Bmw''. Lo stesso Marcello Gandini (classe 1938) che ha condiviso con van Hooydonk l'emozione del reveal di Garmisch nei giardini del Grand Hotel Villa d'Este, ha raccontato la storia di questa vettura, sviluppata da Bertone come una proposta di design indipendente volta a dimostrare la creatività dello studio.

''L'idea originale era venuta allo stesso Nuccio Bertone che voleva consolidare il nostro rapporto esistente con Bmw - ha detto Gandini - progettando una show car a sorpresa per il Salone di Ginevra. Volevamo creare una coupé di medie dimensioni moderna che fosse fedele al linguaggio di design di Bmw, ma anche più dinamica e un po' provocatoria''. Nella ricostruzione di questa coupé gli esperti di Bmw Design e un team di artigiani qualificati a Torino hanno seguito fedelmente il progetto originale, aggiungendo la qualità resa oggi possibile - a quasi 50 anni di distanza - dai moderni materiali e dalle più avanzate tecnologie impiegate nel disegno 3D e nella moderazione. Garmisch II ripropone tutta la pulizia e l'eleganza del profilo laterale e, soprattutto, la caratteristica più distintiva e audace, cioè il frontale verticale con la mascherina spigolosa a forma di doppio rene, fiancheggiata da fari quadrati carenati da elementi trasparenti.

Altri dettagli inusuali erano le griglie sui montanti C e la grigliatura a nido d'ape per il lunotto, un elemento distintivo dello stile di Marcello Gandini.

La ricostruzione non ha tralasciato nessun dettaglio nemmeno negli interni. Ne sono un esempio l'autoradio montata nell'inusuale posizione verticale sulla console centrale, il lussuoso specchio pieghevole per il passeggero e un armonico mix di colori e materiali di qualità. Gandini ha ricordato che anche il nome della vettura è stato scelto per impressionare: ''Avevamo scelto il nome Garmisch perché lo sci era molto popolare in Italia in quel periodo ed evocare così sogni di sport invernali ed eleganza alpina''. Bertone e Gandini, va ricordato, avevano lavorato alla prima generazione della Serie 5, creata sotto la guida dell'allora capo del design Bmw, Paul Bracq, un modello del 1972 in cui si ritrovano molti stilemi evidenziati proprio in Garmisch.

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Leonardo, i disegni del corpo umano precisi come una Tac - GUARDA

Arte e medicina a confronto nella mostra all'Università di Milano

Scienza & Tecnica Scienza e arte
Chiudi Immagine radiologica di un cranio visto frontalmente a confronto con un disegno di Leonardo da Vinci (fonte: Università di Milano) (ANSA) Immagine radiologica di un cranio visto frontalmente a confronto con un disegno di Leonardo da Vinci (fonte: Università di Milano)

Il cranio, la colonna vertebrale, il cuore, gli arti: nei disegni di Leonardo da Vinci ogni parte del corpo umano è rappresentata con una tale precisione e dovizia di particolari da essere perfettamente sovrapponibile alle più moderne immagini biomedicali ottenute con tecnologie d'avanguardia come la risonanza magnetica o la tomografia computerizzata.

Lo si evince dalla mostra 'L'anatomia di Leonardo. Un confronto tra arte, scienza e medicina', all'Università degli Studi di Milano: visitabile fino al 1 giugno, affianca una selezione di disegni del codice Windsor alle corrispettive immagini radiologiche moderne per evidenziarne la straordinaria somiglianza.


Il cranio



Leonardo raffigura una vista latero-superiore di un cranio scallottato, con l’esposizione dei nervi cranici e del tragitto dell’arteria meningea media, che scorre sulla parte interna della volta cranica.
L’immagine radiologica posta a confronto è una ricostruzione tridimensionale di immagini ottenute mediante tomografia computerizzata con algoritmi specifici per la visualizzazione delle strutture ossee e successiva eliminazione manuale di segmenti ossei.

 



In questo accostamento di sezioni differenti, Leonardo pone a confronto un’immagine frontale di un cranio (a sinistra) con una sua sezione coronale (a destra) che mette in evidenza i seni paranasali frontali e mascellari, gli elementi dentari e il canale mandibolare con il forame mentoniero.
L’immagine radiologica è l’unione di due ricostruzioni tridimensionali “a falsi colori” di immagini di tomografia computerizzata, ottenute con algoritmi specifici per la visualizzazione delle diverse strutture dentali.

 

La mano



In questi fogli Leonardo ritrae in maniera dettagliata l’anatomia della mano: nel recto, vengono raffigurati i tendini del muscolo flessore profondo delle dita, che scorrono sotto il legamento trasverso del carpo nella struttura denominata tunnel carpale. Nel verso, le ossa della mano vengono designate con sigle e descritte in maniera particolareggiata.
Le immagini radiologiche sono, a sinistra, una sezione di risonanza magnetica acquisita con tecnica di “soppressione del grasso” al fine di meglio visualizzare i tessuti molli e, a destra, una radiografia digitale “tradizionale” in proiezione standard postero-anteriore.

 

La colonna vertebrale



Leonardo è stato il primo a descrivere le tipiche curvature della colonna (lordosi lombare e cifosi toracica). La struttura dei corpi vertebrali è rappresentata in maniera ancora rudimentale, così come le articolazioni costo-vertebrali. Tuttavia, in disegni di epoca successiva, l’architettura dei corpi vertebrali è stata messa a fuoco in maniera più precisa grazie alle numerose dissezioni anatomiche eseguite.
L’immagine radiologica posta a confronto è ottenuta mediante risonanza magnetica: rappresenta una sezione sagittale della colonna vertebrale passante al centro dei corpi vertebrali e del canale vertebrale.



Il piede



In questo disegno Leonardo raffigura in diversi orientamenti le ossa del piede; sono descritti con dettaglio le ossa del tarso, i metatarsali e le falangi.
Le immagini di radiografia digitale “tradizionale” poste a confronto rappresentano il piede in diverse proiezioni standard: dorso-plantare (A) e medio-obliqua (B).

 

Il cuore



L’architettura del cuore è oggetto di numerosi disegni di Leonardo. A lui si deve la divisione in quattro camere (due atri e due ventricoli) e la scoperta che la contrazione degli atri è asincrona rispetto a quella dei ventricoli. Descrisse inoltre nel dettaglio le trabecole carnee, piccole strutture muscolari visibili sul versante interno dei ventricoli.
L’immagine radiologica posta a confronto è una ricostruzione bidimensionale del cuore e dei grandi vasi passante per l’atrio sinistro, ottenuta mediante tomografia computerizzata dopo somministrazione endovenosa di mezzo di contrasto iodato.

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Esof 2020, si apre la corsa delle proposte

C'e' tempo per presentarle fino al 15 giugno

Scienza & Tecnica Ricerca & Istituzioni
Chiudi Via libera alle proposte per l'Euroscience Open Forum 2020 (fonte: ESOF2020) (ANSA) Via libera alle proposte per l'Euroscience Open Forum 2020 (fonte: ESOF2020)

Al nastro di partenza le proposte per l'EuroScience Open Forum 2020 in programma a Trieste dal 5 al 9 luglio 2020: fino al 15 giugno i ricercatori potranno inviare i loro progetti relativi ai tre grandi temi del piu' grande forum della ricerca europeo: il primo è il programma scientifico che comprende nove aree, il secondo sui rapporti tra scienza e impresa e il terzo sulle carriere scientifiche del futuro. Le proposte saranno selezionate da esperti internazionali.

"L'Esof e' una straordinaria piattaforma multidisciplinare in cui scienza ricerca e cultura si confrontano con bisogni della societa' e dei cittadini", rileva Stefano Fantoni, Champion di Esof 2020 Trieste. E' "un'occasione unica - aggiunge - in cui ricerca, tecnologia e innovazione possono confrontarsi tra loro e con i giovani per le loro carriere. Scienza, innovazione e sostenibilita' sono i tre elementi chiave della manifestazione, che oggi si distingue anche per essere l'unico vero punto di discussione sul futuro del rapporto tra scienza ed Europa".

Il programma scientifico comprende nove aree, a partire dall'acqua come patrimonio fondamentale per l'umanita' e dalle sfide poste dall'intelligenza artificiale e dai big data, fino alle interazioni fra ricerca, etica, filosofia e giurisprudenza. Si esplorano anche le nuove frontiere della ricerca e le strategie per un futuro sostenibile, fino alla medicina personalizzata e alla diplomazia scientifica e alle smart city.

Le proposte relative al dialogo fra scienza e impresa riguardano quattro temi: dalla quarta rivoluzione industriale e dalle partnership fra pubblico e privato al dialogo fra universita' e imprese.
Il settore dedicato alle carriere scientifiche accoglie le idee che delineano i fattori di successo che portano i ricercatori a spostarsi dall'accademia alla ricerca nelle aziende, l'educazione imprenditoriale e formazione.

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Dalla Ue 17 milioni per 170 idee rivoluzionarie

Con il progetto Attract, dai materiali al clima

Scienza & Tecnica Ricerca & Istituzioni
Chiudi Dalla ricerca europea il progetto Attract, a caccia di idee innovative (fonte: The Attract Project) (ANSA) Dalla ricerca europea il progetto Attract, a caccia di idee innovative (fonte: The Attract Project)

Dalla scienza dei materiali al clima, sono 170 le idee rivoluzionarie che potranno essere finanziate grazie al fondo di 17 milioni di euro messo a disposizione dalla Commissione Europea con l'iniziativa Attract, nell'ambito del programma quadro Horizon 2020, sostenuta da un consorzio di nove partner. I progetti, ognuno dei quali potra' essere finanziato con 100.000 euro, saranno selezionati da oltre 1.200 proposte presentate da ricercatori e imprenditori di enti e istituti scientifici e industriali di tutto il mondo.

"Il criterio di selezione delle 170 idee rivoluzionarie si basa su una combinazione di merito scientifico, disponibilita' all'innovazione e impatto potenziale sulla societa'", ha spiegato Sergio Bertolucci, presidente del comitato indipendente di ricerca, sviluppo e innovazione (Rsi) incaricato della selezione. "L'idea - ha aggiunto - e' velocizzare il processo di sviluppo e applicazione di tecnologie rivoluzionarie per affrontare le sfide principali che la societa' e' chiamata ad affrontare".

Dalla realta' aumentata ai sensori e dispositivi smart, molte delle 170 idee selezionate svilupperanno tecnologie rivoluzionarie che potrebbero contribuire al miglioramento della diagnostica clinica, del monitoraggio sanitario e di terapie personalizzate per malattie come cardiache e neurologiche, tumori, Alzheimer o malaria.

I 170 progetti selezionati sono organizzati in quattro categorie: sistemi di acquisizione ed elaborazione dei dati; elettronica di front-end e di back-end; sensori; software e integrazione. Il 64% di essi riguarda lo sviluppo di sensori di nuova generazione, il 16% sistemi di acquisizione ed elaborazione dei dati, il 12% software e integrazione e l'8% l'elettronica necessaria per le interfacce della tecnologia dei sensori e di imaging. Ogni progetto ha un anno per dimostrare di meritare un ulteriore finanziamento e l'appuntamento e' nell'autunno 2020 a Bruxelles.

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Le auto autonome a scuola guida dall'uomo

Imparano a usare 'occhi' e mappe su strade nuove e intricate

Scienza & Tecnica Tecnologie
Chiudi I sistemi di guida autonoma diventano più umani (fonte: Chelsea Turner) (ANSA) I sistemi di guida autonoma diventano più umani (fonte: Chelsea Turner)

I veicoli autonomi vanno a scuola guida dall'uomo: imparano così a ragionare come gli automobilisti in carne e ossa, per orientarsi su strade nuove e intricate usando solo gli 'occhi' delle telecamere e una semplice mappa Gps. Accade grazie a un nuovo sistema di controllo autonomo sviluppato dai ricercatori del Massachusetts Institute of Technology (Mit) e presentato in Canada, nella Conferenza internazionale sulla Robotica e l'Automazione (Icra 2019) di Montreal.

Grazie a questo nuovo sistema di guida autonoma più 'umano', l'auto non deve più mappare e studiare tutte le nuove strade sprecando tempo con mappe complesse (solitamente generate attraverso scansioni 3D) che sono pesanti da generare e processare al volo. "Basta scaricare una nuova mappa affinché l'auto possa navigare per strade mai viste prima", spiega il primo autore dello studio, Alexander Amini.



Per addestrare il sistema, un pilota in carne e ossa ha guidato un'auto autonoma dotata di telecamere e di un sistema di navigazione Gps, in modo da raccogliere dati da varie strade periferiche (come la struttura delle vie e la presenza di ostacoli). Grazie a un modello di apprendimento automatico chiamato 'rete neurale convoluzionale',

il sistema ha imparato a guidare dal pilota, correlando il movimento delle ruote alla curvatura delle strade osservate attraverso le telecamere e disegnate sulla mappa: in questo modo ha appreso i comandi più idonei nelle diverse situazioni, per esempio nelle strade dritte, nelle rotatorie, negli incroci a quattro o a T, riconoscendo quando deve cambiare percorso perché l'ambiente circostante non corrisponde più a quello disegnato sulla mappa. Senza il pilota a bordo, il sistema ha dimostrato di saper guidare correttamente il veicolo lungo un percorso prestabilito in un'area del tutto nuova e progettata apposta per testare i veicoli autonomi.

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Pirelli Collezione, storia dell'auto attraverso i pneumatici

Passerella a Villa d'Este per i moderni eredi del Cinturato

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Aspetto classico, tecnologia moderna, ecco i questi due semplici concetti la definizione dei ipneumatici Pirelli Collezione, in passerella all'edizione 2019 del Concorso di Eleganza di Villa d'Este. Pensati e realizzati per le vetture più affascinanti, costruite fra il 1950 e i primi anni Duemila. Il disegno del battistrada e il fianco sono stati mantenuti del tutto simili a quelli delle coperture dell'epoca ma il fascino vintage nasconde una tecnologia moderna.

Usando le più aggiornate e avanzate mescole, infatti, i pneumatici Collezione Pirelli offrono un maggiore grip e una migliorata capacità di espulsione dell'acqua, garantendo affidabilità e alti livelli di sicurezza senza perdere lo stile originale. Durante il processo di sviluppo del pneumatico, gli ingegneri Pirelli hanno usato gli stessi parametri che i designer del veicolo hanno impiegato all'epoca della progettazione per assecondare le regolazioni delle sospensioni e della meccanica originale dell'auto. Il risultato è performance, stile e autenticità. Per disegnarli ci si è affidati alle immagini messe a disposizione degli ingegneri dalla Fondazione Pirelli e per realizzarli si utilizzano tecniche simili a quelle specifiche per le gomme da motorsport, nello stabilimento turco di Izmit. E' indispensabile, a questo punto, fare un passo indietro quando negli Anni '50 è stata introdotta nei pneumatici la struttura dell'involucro radiale.

La funzione 'stabilità' della cintura preveniva la deformazione del pneumatico in ogni condizione d'uso. L'aderenza è stata ampiamente aumentata e il miglior rotolamento ha permesso una riduzione del livello di usura di più della metà rispetto al pneumatico a tela incrociata. Inoltre, l'uso della cintura, favorito dal design dei nuovi profili e dal disegno del battistrada, fornisce una migliorata aderenza. E' così nato il Cinturato Pirelli brevettato nel 1951 e regolarmente lanciato nel mercato a metà degli Anni '50. Ora l'erede moderno del Cinturato Pirelli ha mantenuto il classico disegno 367 che lo ha reso famoso in tutto il mondo per oltre un decennio. Nel 1966 questo disegno del battistrada è stato codificato con l'acronimo CF67/CA67. Questo nome deriva dalle 67 licenze di lavorazione rilasciate da Pirelli ai più importanti produttori di pneumatici nei 25 paesi. CA67 è stato il primo pneumatico radiale tessile il cui codice di velocità era SR, fino a 180 kmh. Il suo battistrada è stato costruito con elementi scanalati separati da quattro incavi longitudinali grecati, con taglio netto e ampia scanalatura. La mescola del battistrada era molto resistente alle alte temperature e agli strappi. Alla metà degli anni '60, Pirelli Cinturato era il pneumatico di riferimento per gran parte dell'industria automobilistica nel mondo. La crescente segmentazione del mercato del settore automobilistico nella metà degli Anni '60 conduce all'introduzione dei pneumatici con codice velocità HR (fino a 210 km/h). Vengono create le nuove versioni del Cinturato H e HS (High Speed), caratterizzate dal nuovo disegno del battistrada CN72 che permette una guida silenziosa e confortevole. Introdotto nel 1966, il CN72 equipaggiava l'intera gamma Ferrari (250 GT, 400 Superamerica, 275 GTB) tanto quanto la Maserati 4000 e 5000. L'anno successivo è stato adottato anche dai modelli Lamborghini (350 GT, 400 GT, Miura). Nel 1969 è stata realizzata la prima misura a basso profilo GR70 VR 15 (225/70 VR 15), scelta da Ferrari per la 365 GT e GTB, da Lamborghini per la Miura e Jarama e in particolare da Maserati per la Ghibli, la Quattroporte, la Mistral e la Mexico. Il battistrada CN72 si è evoluto nel CN73. 

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ANFIA-MotorK: aftersales, ecco cosa fa il digital manager

Migliorare il servizio per i clienti sempre più esigenti

Motori Attualità
Chiudi ANFIA-MotorK: aftersales, ecco cosa fa il digital manager (ANSA) ANFIA-MotorK: aftersales, ecco cosa fa il digital manager

 Elevare il livello del servizio, per soddisfare le crescenti attese dei clienti; accogliere ognuno di loro con una procedura personalizzata e dedicata; informare costantemente i clienti con campagne di nurturing/marketing, creare contenuti service sul web (attraverso un sito dedicato).

È quanto emerge da una ricerca condotta da MotorK e presentata nell’ambito di Autopromotec 2019 in corso a Bologna, con la partnership di ANFIA. Le conclusioni snocciolate nel corso del dibattito ß‘Competenze e ruoli digitali per le aziende dell'aftermarket’ partono dal presupposto che gli utenti web scelgono il service in base alle informazioni online. Da qui, come sottolineato dal Country Manager dell’azienda digitale europea, Tommaso Carboni, la necessità di offrire un servizio after-sales sempre più rispondente alle esigenze dei clienti.

Nel dettaglio, stando all’indagine effettuata, le ricerche online relative all'assistenza post-vendita sono aumentate del 300% dal 2016 fino ad oggi, basti pensare che ormai molti utenti richiedono preventivi o appuntamenti online.

Occorre quindi puntare su una nuova figura nel settore del post-vendite: si tratta del digital manager, addetto al reparto digitale. Ė un uomo di numeri: internet e i media digitali, infatti, hanno il vantaggio di essere tracciabili e misurabili.

Il digital manager sfrutta proprio questa opportunità e fonda la gestione del proprio reparto su punti chiave chiari e strettamente collegati al business.

Non solo: monitorando giornalmente Analytics, il DMS e il CRM ottiene le informazioni necessarie da applicare alle strategie future per aumentare il traffico sul sito e i suoi tassi di conversione. Questa analisi dei dati ha come obiettivo la definizione dei canali migliori per ottimizzare gli investimenti massimizzando i risultati che provengono da internet.

Tra le competenze del digital manager sicuramente la conoscenza del settore automotive e dell’aftermarket, le attitudini digitali e di customer relationship nonché quelle tecnologiche. Il digital manager, in quest’ottica, può essere di grande aiuto offrendo servizi ad hoc che possano migliorare l’esperienza del cliente anche attraverso a risposte immediate e ad una serie di servizi dedicati all’auto a seconda delle esigenze di ognuno. Infine, questa figura professionale può interagire anche con la sfera dei ricambi attraverso i contatti con multinazionali produttrici offrendo la vetrina digitale alle officine per fare sell-out.

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Lamborghini cerca nuovi talenti con gli 'Youngster programs'

Due progetti per supportare la crescita dei giovani driver

Motori Industria
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(ANSA) - BOLOGNA, 24 MAG - La Lamborghini 'Squadra corse' cerca nuovi talenti, da selezionare tramite gli Youngster Programs 2019. Dal 2014, infatti, la divisione motorsport di Automobili Lamborghini supporta la crescita dei driver più promettenti con due diversi progetti: lo Young driver program e il Gt3 Junior program.

Il primo programma è dedicato agli under 26, impegnati nei tre campionati continentali Lamborghini super trofeo, mentre il Gt3 è lo step successivo, riservato ai piloti impegnati nei campionati Gt di tutto il mondo al volante delle Huracán Gt3 Evo. Tutti i piloti selezionati verranno valutati nel corso della stagione dallo staff di Raffale Giammaria, responsabile del vivaio 'Squadra corse': i più meritevoli potranno partecipare alla sessione di test in pista che si terrà dal 30 settembre al 2 ottobre. Il migliore di ciascun programma riceverà il supporto ufficiale Lamborghini 'Squadra corse' per la stagione 2020. In tutto sono 13 i piloti selezionati che parteciperanno allo Young driver program. Per il migliore si prospetta una stagione al volante di una vettura Huracán Gt3 in un team supportato da Lamborghini 'Squadra corse' e l'accesso diretto al programma Gt3, per il quale sono stati scelti invece 21 piloti. In questo caso i criteri di valutazione sono ancora più rigorosi e selettivi dello Young driver e il premio in palio è tra i più ambiti: la prospettiva di diventare un Lamborghini factory driver. (ANSA).

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Almas di Up Design al Festival di Cannes

La vettura di Umberto Palermo si affianca all'atelier Kiton

Motori Industria
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Almas Mole Costruzione Artigianale by Umberto Palermo design-Adler Group - presentata in anteprima mondiale al Geneva Motor Show - calca il palcoscenico del Festival del cinema a Cannes. La Up Design si affianca all'atelier Kiton, eccellenza italiana nella sartorialità. In occasione della kermesse mondiale francese, Umberto Palermo con Up Design presenta la fuoriserie Almas al vernissage della maison Kiton. 

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Rolls-Royce presenta a Villa d'Este speciale Wraith Eagle VI

50 esemplari celebrano volo su atlantico Alcock e Brown nel 1919

Motori Prove e Novità
Chiudi Concorso di Eleganza Villa D'Este 2019 (ANSA) Concorso di Eleganza Villa D'Este 2019

Rolls-Royce Motor Cars svelerà domani in occasione del Concorso d'Eleganza di Villa d'Este la sua ultima della serie Collection Car, una speciale Wraith Eagle VIII.

Creata dal reparto Bespoke presso la House of Rolls-Royce, questa Wraith sarà replicata in 50 esemplari da collezione e sarà dedicata - come sottolinea la sua denominazione Eagle VIII - a una delle imprese epiche più importanti del secolo scorso. Nel giugno del 1919, esattamente cento anni fa, Il capitano John Alcock e il tenente Arthur Brown sfidarono cieli inesplorati per compiere il primo volo transatlantico senza scalo. Alcock e Brown volarono senza sosta da St. John's, Terranova a Clifden, in Irlanda a bordo di un biplano della Prima Guerra Mondiale (un Vickers Vimy) spinto da due motori Rolls-Royce Eagle VIII da 20,3 litri e 350 Cv di potenza.

''Wraith Eagle VIII è allo stesso tempo un oggetto di desiderio, un omaggio agli eroi e una protagonista destinata ai visionari di oggi - ha commentato Torsten Mueller-Otvos, CEO di Rolls-Royce Motor Cars - Questo modello da collezione dimostra la straordinaria abilità del nostro reparto Bespoke nella House of Rolls-Royce a Goodwood. Bespoke è un vero gioiello nella 'corona' del marchio e crea oggetti unici che sfidano la tendenza dei produttori di lusso massificati''. L'esterno della Wraith Eagle VIII Collection Car evoca l'avventura notturna di Alcock e Brown, rifinito in Gunmetal con una zona superiore in Selby Grey, tinte che sono separate da una linea in ottone, tonalità che richiama i dettagli che si trovano all'interno. Gli elementi carenature della griglia nera fanno immediatamente riferimento alla cappottatura del motore Rolls-Royce Eagle VIII sugli aerei Vickers Vimy, le ruote sono lucidate in parte con una finitura ombra traslucida. All'interno il cielo e le tinte del biplano di Alcock e Brown dominano l'ambiente esclussivo: l'ottone ricorda il sestante che fu essenziale per il successo del viaggio transatlantico. Lo si trova nei coperchi degli altoparlanti (che raffigurano la distanza di volo stimata di 1.880 miglia) e nei monogrammi RR sono ricamati in filo di ottone sui poggiatesta, ma anche nella placca con citazione di Churchill che elogia la straordinaria impresa del duo. Il rivestimento del cielo riproduce, a sua volta, il firmamento nella posizione del giorno dell'impresa. Una placca ricorda che l'auto ripropone il momento del superamento della metà del viaggio: 'The celestial arrangement at the halfway point 00:17am June 15th 1919, 50'' 07' Latitude North - 31'' Longitude West'. Questa stessa immagine - riprodotta in oro e argento sotto uno speciale trattamento trasparente - spicca nella plancia di bordo, un oggetto assolutamente 'unico' così come lo è l'orologio con le coordinate del luogo di atterraggio e un effetto 'ghiaccio' che ricorda i problemi di gelo della strumentazione che resero ancora più eroica la trasvolata di Alcock e Brown. 

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Possibile la terapia genica per la sindrome di Down

Promesse dai test su mini-organi e topi

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Chiudi Particolare di un organoide del cervello umano (fonte: Ranjie Xu/Rutgers University-New Brunswick) (ANSA) Particolare di un organoide del cervello umano (fonte: Ranjie Xu/Rutgers University-New Brunswick)

Prendere come bersaglio un gene per una possibile terapia in utero per la sindrome di Down: è l'obiettivo del promettente test condotto su un organoide, ossia una riproduzione in miniatura di un cervello umano, e sul cervello di un topo modificato con cellule umane. I risultati dell'esperimento sono pubblicati sulla rivista Cell Stem Cell dal gruppo della Rutgers University coordinato da Peng Jiang.

Ogni essere umano nasce con 46 cromosomi, ma nella sindrome di Down si ha una copia in più del cromosoma 21. Usando le cellule staminali, i ricercatori hanno sviluppato due modelli sperimentali di cervello, focalizzandosi sul gene Olig2 che si trova sul cromosoma 21. "I nostri risultati - osserva Peng Jiang - suggeriscono che questo gene potrebbe essere un eccellente bersaglio per una terapia genica prenatale capace di annullare lo sviluppo anormale del cervello e avere una migliore salute e sviluppo cognitivo post-natale".

In questo caso i ricercatori hanno prelevato delle cellule di pelle da pazienti con la sindrome di Down e poi le hanno riprogrammate geneticamente, ossia le hanno fatte regredire fino allo stadio di cellula staminale. In questo modo è stato possibile ottenere colture di cellule immature con una copia extra del cromosoma 21, utilizzate per 'costruire' in laboratorio una versione in miniatura del cervello umano, ossia un organoide del cervello.

Il modello del cervello di topo è stato invece ricavato da staminali derivate da cellule umane cerebrali trasferite nel cervello del roditore un giorno dopo la nascita. E' emerso che in entrambi i modelli avveniva una produzione eccessiva dei neuroni inibitori, che controllano il flusso dei segnali nel cervello, che i topi adulti avevano una memoria indebolita e che inibendo il gene Olig2 si avevano invece dei miglioramenti. La combinazione di questi due modelli, secondo gli studiosi, potrebbe aiutare a studiare altre malattie neurocognitive, come l'autismo, e a comprendere meglio i meccanismi dell'Alzheimer.

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Maltempo, al via vendita di prodotti agricoli 'sopravvissuti'

Il 25 e 26 in tutta Italia mercati Campagna Amica Coldiretti

Terra & Gusto Mondo Agricolo
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ROMA - E' corsa contro il tempo in tutta Italia domani sabato 25 maggio e domenica 26 maggio per salvare i prodotti dal maltempo, che con pioggia, grandine e vento ha distrutto intere coltivazioni. L'iniziativa, promossa da Coldiretti, prevede che i raccolti saranno venduti direttamente dagli agricoltori nei mercati di Campagna Amica. L'organizzazione agricola, nel commentare il momento difficile per gli agricoltori, sottolinea che "la pazza primavera ha colpito gli alimenti base della dieta mediterranea con la riduzione delle disponibilità di frutta e verdura". "In particolare - aggiunge Coldiretti - la breve pausa dalla pioggia è stata strategica per gli agricoltori che hanno potuto raccogliere frutta e verdura nelle campagne prima del ritorno del maltempo e quindi offrire la possibilità di acquistare i raccolti a chilometro zero sopravvissuti". Viene inoltre specificato che "in un momento di grande difficoltà si tratta di un atto di solidarietà a favore dell'economia e dell'occupazione locale ma anche un aiuto alla propria salute per tornare in forma con l'inizio dell'estate". 

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Associazioni, no a dl sblocca cantieri

Libera, Acli, Legambiente e altre, "forti preoccupazioni da Dl"

Legalità & Scuola Altre News
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(ANSA) - ROMA, 24 MAG - Il decreto "Sblocca cantieri", desta "forte e viva preoccupazione" tra Acli, Arci, Avviso Pubblico, Centro studi Pio La Torre, Gruppo Abele, Legambiente, Libera, Sos Impresa e Kyoto Club che parteciperanno alla mobilitazione indetta da Cgil, Cisl e Uil il 28 maggio a Roma, davanti a Montecitorio, per chiedere al Parlamento di non convertire in legge il Decreto 32/2019 "che, nei fatti, non sblocca alcun cantiere. Si apra un tavolo di confronto per affrontare in modo diverso le questioni riguardanti il Codice degli appalti".
    Le associazioni si dicono "consapevoli che le opere da sbloccare nel nostro Paese per renderlo più efficiente, più sicuro e più moderno sono molte. Questo decreto, tuttavia, non interviene sui veri e annosi ostacoli del sistema degli appalti pubblici. Da un attento esame del testo del provvedimento con il quale il Governo intende modificare l'attuale Codice degli Appalti, pur comprendendo la volontà di rendere più efficiente e snello il funzionamento di un rilevante comparto economico del nostro Paese, emergono forti e concrete criticità. Prima di tutto di natura culturale. Preoccupa, innanzitutto, che dalla lettura del dispositivo normativo traspaia forte la sensazione che il legislatore consideri le regole non tanto degli strumenti di tutela, di controllo e di garanzia dei diritti - in primis quelli del lavoro -, strumenti di trasparenza e di prevenzione contro le possibili penetrazioni di sistemi corrotti e mafiosi, contro la formazione di "cartelli" di imprese che possono alterare il meccanismo della libera concorrenza, ma piuttosto come dei "lacci e lacciuoli", un intralcio alla progettazione ed esecuzione di importanti opere pubbliche". "La storia, al contrario, ha insegnato che non ci può essere sviluppo sano, investimenti, sicurezza sul lavoro, qualità dell'occupazione e delle opere pubbliche senza legalità.
    Non si comprende, sempre leggendo il testo del decreto, quali siano le ragioni che hanno indotto il Governo ad un sostanziale svuotamento di ANAC, organismo che in questi anni è divenuto un punto di riferimento imprescindibile per la gestione del sistema degli appalti pubblici, così come il ripristino dei commissari straordinari, la ricomparsa del criterio del massimo ribasso, l'allargamento delle procedure ad affidamento diretto tramite negoziazione, l'aumento del subappalto, il ripristino dell'appalto integrato che affida allo stesso soggetto sia la progettazione che l'esecuzione dei lavori, eliminando la progettazione indipendente che aveva lo scopo di incrementare la qualità dei progetti, la ricerca delle soluzioni tecnologiche meno impattanti da un punto di vista ambientale e di inserire al meglio il progetto nel contesto territoriale e urbano. La sensazione è che si stia tornando ad un passato che tanti danni ha generato nella società, nella politica e nell'economia italiana. Un passato che ha pesantemente intaccato la credibilità e l'immagine del nostro Paese. Un passato che non vogliamo tornare a rivivere".(ANSA).
   

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Produzione Fiat 500X raggiunge in 5 anni quota mezzo milione

Uscita da stabilimento lucano FCA Melfi vettura numero 500.000

Motori Industria
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FCA ha celebrato nello stabilimento di Melfi l'uscita dalle linee di produzione della Fiat 500X numero 500.000: Il nuovo primato certifica il successo del modello che, fin dal lancio nel 2014, è sempre stato leader nel segmento in Italia e stabilmente nella top 10in Europa. L'esemplare di 500X del record è stato prodotto nella versione 120 ed è equipaggiato con la nuova generazione di motori FireFly, ai massimi vertici di efficienza, con 150 Cv e il cambio di automaticoDCT a doppia frizione. La serie speciale 500X 120 è stata lanciata allo scorso Salone di Ginevra per celebrare il 120esimo anniversario del brand Fiat ed è caratterizzata dalla livrea bicolore, per la prima volta disponibile su 500X, e dai 6 mesi di Apple Music in omaggio. Il record produttivo di Fiat 500X è stato realizzato nello stabilimento FCA di Melfi, una delle fabbriche automotive più innovative al mondo, dove oggi si producono i modelli Fiat 500X e Jeep Renegade destinati all'esportazione in oltre 100 Paesi nel mondo. Nei suoi 25 anni di attività, FCA Melfi Plant si è focalizzato sulla creazione di prodotti di elevata qualità attraverso la migliore efficienza dei processi produttivi e, soprattutto, con il coinvolgimento e la formazione di lavoratori altamente specializzati nell'Accademy, fiore all'occhiello dello stabilimento.

 

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Stefan Majtan nuovo direttore generale di Arval Italia

Sostituisce Grégoire Chové nominato managing director Europe

Motori I protagonisti
Chiudi Stefan Majtan nuovo direttore generale di Arval Italia (ANSA) Stefan Majtan nuovo direttore generale di Arval Italia

Stefan Majtan dal prossimo primo luglio sarà il nuovo direttore generale di Arval Italia, azienda leader nel noleggio a lungo termine e specializzata nei servizi di mobilità. Majtan, 48 anni, di origini slovacche, succede a Grégoire Chové che era alla guida di Arval Italia dal 2012 e che è stato nominato managing director Europe del Gruppo Arval. Nel nuovo incarico, che sarà egualmente effettivo dal primo luglio, Chové avrà la responsabilità diretta di quattro Paesi chiave per il business della multinazionale francese: Francia, Spagna, UK e Italia, con l'obiettivo finale di rafforzarne lo sviluppo e le sinergie. Majtan era entrato in Arval nel 2003 sviluppando,e in taluni casi creando, alcune filiali dell'Europa Centrale. Dal 2011 è a capo della Central Europe Region di Arval con la responsabilità per i mercati di Austria, Repubblica Ceca, Ungheria, Polonia, Romania, Slovacchia e Svizzera.

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L'arte si sposa con le tecnologie, in Maker Art

E' tra le novità della prossima Maker Faire Rome

Scienza & Tecnica Maker Faire
Chiudi PulseIndex (fonte: Maker Faire Rome) (ANSA) PulseIndex (fonte: Maker Faire Rome)

L'arte si sposa con le tecnologie in Maker Art, una vera e propria mostra di installazioni interattive nella quale maker e artisti internazionali si incontrano in percorsi comuni: è questa una delle novità della prossima edizione della Maker Faire Rome - The European Edition, l'evento europeo più importante dedicato all'innovazione tecnologica in programma a Roma dal 18 al 20 ottobre.

Per la prima volta in Italia, gli artisti avranno la possibilità di collaborare con le aziende del settore tecnologico per creare installazioni di intelligenza artificiale, robotica, sound art, videoarte. Fra gli artisti in programma il canadese Bill Vorn, uno dei massimi esponenti della Robotic Art con la danza di robot "Copacabana", il francese Patrick Tresset, che utilizza piccoli bracci robotici per fare dei ritratti sempre diversi degli spettatori, e ancora Mattia Casalegno, napoletano di nascita ma newyorkese da sempre, curatore di uno spazio espositivo no profit chiamato Room Service, dedicato a site-specific projects e new media (foto allegata), i Cod.Act, collettivo francese di fama internazionale che porteranno il loro πTon, una gigantesca spirale sonora e l'argentino Joaquin Fargas, le cui opere integrano arte, scienza e tecnologia.

Giunta alla settima edizione, la Maker Faire Rome - The European Edition è organizzata dalla Camera di Commercio di Roma in collaborazione con l'ITA (Italian Trade Agency) Agenzia ICE, Agenzia per la promozione all'estero e l'internazionalizzazione delle imprese italiane. In particolare, il sostegno dell'Agenzia si inserisce nel quadro di un più ampio supporto del Ministero dello Sviluppo Economico a iniziative in favore della competitività e dell'innovazione. Consolidata da anni, inoltre, la collaborazione con il ministero per l'Istruzione, Università e della Ricerca (Miur). Tra i partner istituzionali, c'è anche la Regione Lazio che, insieme a Maker Faire Rome, attiverà corsi mirati per aiutare le imprese a migliorare i propri processi produttivi grazie al supporto delle tecnologie 4.0

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Nuova Opel Corsa, l'elettrica svelata a sorpresa

In attesa della sesta generazione, ecco la versione BEV da 100 kW

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Chiudi Svelata a sorpresa nuova Opel Corsa, ma solo come elettrica (ANSA) Svelata a sorpresa nuova Opel Corsa, ma solo come elettrica

Con qualche mese di anticipo rispetto alla presentazione della nuova generazione della Corsa, Opel - il costruttore tedesco che fa parte del Gruppo PSA - svela la versione 100% elettrica di questo modello di segmento B che quando arriverà sul mercato proporrà una potenza di 100 kW (corrispondenti a 136 Cv) e ben 330 km di autonomia. Una variante che moltiplicherà l'interesse del pubblico per Corsa che, dal lancio nel 1982, è un modello di grande successo assoluto con una produzione che ha superato i 13,6 milioni di unità.

 

Corsa ha portato la mobilità a milioni di persone e ora offre loro la possibilità di guidare a emissioni zero. La sesta generazione di Corsa sarà ordinabile tra poche settimane e verrà lanciata a settembre, partendo proprio con la Corsa-e, che sarà seguita dalle versioni diesel e benzina. La nuova Corsa-e offre una mobilità elettrica alla portata di tutti, grazie alla batteria da 50 kWh può essere ricaricata rapidamente fino all'80% della capacità in soli 30 minuti. Corsa-e è pronta per tutte le opzioni di 'pieno elettrico' - cavo e presa domestica, wallbox o ricarica rapida - e la batteria è coperta da una garanzia di 8 anni. Il livello di carica può essere verificato con la app myOpel, per poter ottimizzare tempi e costi di ricarica. Inoltre, l'autonomia può essere regolata scegliendo tra tre modalità di guida: Normal, Eco e Sport. In Sport, reattività e dinamismo della vettura aumentano, con una moderata riduzione dell'autonomia. In modalità Eco, Corsa-e diventa una specialista delle lunghe distanze e aumenta significativamente l'autonomia senza intaccare il confort. Il sistema di propulsione di Corsa-e permette di guidare a emissioni zero con il massimo 'piacere'.

Con una potenza di 100 kW (136 Cv) e una coppia istantanea massima di 260 Nm, la nuova BEV di Opel spicca per reattività, agilità e dinamismo. Corsa-e passa da 0 a 50 km/h in soli 2,8 secondi e in soli 8,1 secondi da 0 a 100 km/h. Le caratteristiche dinamiche di Corsa-e sono ben espresse dal suo design sportivo e la vettura conserva le dimensioni compatte delle generazioni precedenti. Con una lunghezza di 4,06 metri, Corsa resta una 5 posti agile, pratica e funzionale. La linea del tetto richiama quella di una coupé ed è più bassa di 48 mm rispetto al modello precedente, senza che si perda nulla in termini di altezza interna. Il posto guida è stato abbassato di 28 mm, con uno spostamento del baricentro che va a tutto vantaggio di maneggevolezza e caratteristiche dinamiche. Il moderno abitacolo caratterizzato dal cruscotto digitale può essere reso ancora più raffinato con i sedili in pelle.

Presenti anche fari IntelliLux Led Matrix, allerta angolo cieco laterale, sensori laterali e importanti sistemi avanzati di assistenza alla guida come il riconoscimento cartelli stradali, il cruise control adattivo, la protezione della fiancata flank guard basata su sensori, l'assistenza al parcheggio e il servizio telematico Opel Connect.

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Sulle tavole arriva la pizza romana alla barbabietola rossa

In commercio per la stagione estiva

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Chiudi Arriva la pizza romana alla barbabietola rossa (ANSA) Arriva la pizza romana alla barbabietola rossa

ROMA - Arriva con la prossima estate la pizza alla barbabietola rossa. La pizza è stata presentata in anteprima dal Gruppo Giovani Panificatori in occasione della giornata di formazione dedicata allo studio delle tradizioni e all'evoluzione delle lievitazioni e degli impasti tipici dell'Italia centromeridionale svolta presso il Mulino Farchioni a Bastardo (Perugia).

A realizzare la pizza è Adriano Albanesi, erede di una dinastia di fornai romani. Il nuovo prodotto è preparato con un impasto composto esclusivamente da farine di grani autoctoni dell'Umbria derivati dai contratti di filiera con i coltivatori locali, a garanzia - spiega una nota - della salubrità del prodotto, del rispetto dell'ambiente e della valorizzazione del made in Italy.

La pizza, simile alla classica pizza bianca romana, si presenta di colore rosa tipico del "prezioso estratto" ed è ricca - spiegano gli addetti ai lavori - di fibre, vitamine e sali minerali. La giornata di presentazione e formazione ha visto all'opera un team di professionisti partenopei e molisani che hanno dato vita, davanti a un pubblico di addetti del settore, a ricette sottolineate da un elenco di variazioni connesse a tradizioni e territori. 

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Skoda svela Superb ibrida plug-in e Citigo elettrica

Il marchio presenta nuovo brand elettrico iV

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Skoda debutta nella mobilità elettrica con Superb iV e Citigo-e iV. ''Oggi Skoda fa il suo ingresso nel mondo della mobilità elettrica. Si tratta di un momento molto speciale per la nostra azienda, che il prossimo anno festeggerà il suo 125° compleanno - ha precisato il presidente di Skoda Auto, Bernhard Maier - . Il debutto è accompagnato da due modelli: il nostro primo completamente elettrico, Citigo-e iV come opzione d'accesso alla mobilità elettrica, e Superb iV come primo modello ibrido plug-in del marchio. Presentiamo inoltre la versione aggiornata della nostra ammiraglia Superb, con un design ulteriormente perfezionato e nuove tecnologie''. La gamma è stata svelata in occasione dell'Ice Hockey World Championship IIHF di cui la casa di Mlada Boleslav e main sponsor.

In particolare, le novità riguarda la Superb iV, con la sua propulsione ibrida plug-in, e Citigo-e iV, poi nel 2020 seguirà la prima Skoda esclusivamente elettrica, basata sul pianale modulare per veicoli elettrici del Gruppo Volkswagen (MEB) ed entro la fine del 2022 saranno lanciati sul mercato complessivamente dieci modelli elettrificati.

In particolare, come tutti i modelli Superb, anche Superb iV viene costruita nello stabilimento di Kvasiny, dove in futuro verranno realizzati anche i componenti per i modelli ibridi plug-in del Gruppo Volkswagen. Si tratta del primo modello Skoda dotato di propulsione ibrida plug-in: l'auto riceve la propulsione da un motore benzina 1.4TSI da 156CV e da un motore elettrico che eroga 85kW. La potenza di sistema massima è quindi 218CV (emissioni di CO2 sono inferiori a 40g/km) ed un'autonomia fino a 55chilometri nel ciclo WLTP. Altra novità è la Citigo-e iV, la prima auto esclusivamente elettrica della casa automobilistica boema. La scattante city car a emissioni locali zero è lunga 3.597mm, risultando così perfettamente idonea all'impiego nelle grandi città. Il suo motore elettrico eroga 61kW e, grazie alla batteria agli ioni di litio, raggiunge un'autonomia massima di 265chilometri secondo il ciclo WLTP. Quando l'energia si esaurisce, la batteria può essere ricaricata fino all'80% in 1ora, utilizzando un caricabatterie rapido a corrente continua da 40kW e un cavo di ricarica CCS (Combined Charging System).

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A Milano auto elettriche usate come batterie per la città

Enel e Nissan lanciano primo esempio italiano di vehicle to grid

Motori Eco Mobilità
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Grazie alla collaborazione di Enel e Nissan parte dal capoluogo della Lombardia la sperimentazione italiana del 'vehicle to grid'. Con tale termine inglese, abbreviabile con la sigla V2G, si indica la soluzione per cui le auto elettriche possono essere collegate a una colonnina di ricarica sia per rifornire le proprie batterie così da essere pronte a macinare chilometri sia per essere impiegate come accumulatori, capaci di restituire energia alla rete e stabilizzarla, nei momenti di massima richiesta. Negli Stati Uniti, in Giappone e in alcuni Paesi europei tra cui Germania e Danimarca, la messa in prova di questa funzione è già stata avviata da diversi mesi. In Italia, appunto, i test partiranno in giugno da Milano, grazie al progetto realizzato dalla multinazionale energetica e dalla Filiale del costruttore nipponico, la cui durata prevista è di 18 mesi. L'iniziativa, la prima del genere nel nostro Paese, segue di due anni una fase di test che a Genova ha visto coinvolti Nissan, Enel e l'Istituto Italiano di Tecnologia per lo sviluppo, nel primo progetto pilota di car sharing elettrico aziendale, testato con colonnine di ricarica di tipo V2G. I termini della partnership milanese sono stati presentati questa mattina, in un evento organizzato in via Rubattino, presso la sede della RSE, società pubblica di ricerca per il settore elettrico ed energetico, coinvolta come terzo attore.

Qui Enel X ha installato le colonnine di ultima generazione adatte a un impiego V2G che saranno utilizzate per i rifornimenti delle auto.

I test prevedono l'utilizzo di due vetture EV, modello Nissan Leaf, e di due infrastrutture di ricarica bidirezionale, collegate a una microrete sperimentale di RSE. Attraverso una piattaforma di controllo specifica sarà possibile, appunto, utilizzare le macchine elettriche per la stabilizzazione della rete. I veicoli saranno guidati dal personale di RSE.

"Le funzioni che verranno sperimentate - è stato spiegato -, comprendono un'ampia gamma di servizi ancillari, come l'ottimizzazione dei flussi energetici dell'utenza, una novità di questo progetto anche in ambito europeo. L'obiettivo è mettere alla prova le funzionalità del V2G in base alle abitudini degli utenti privati e di coloro che utilizzano veicoli di flotte aziendali. Durante i periodi di ricarica le batterie saranno impiegate come sistemi di accumulo energetico connessi alla rete, in grado di garantire vantaggi per il sistema elettrico e per i possessori delle auto. In particolare, la tecnologia V2G permetterà di massimizzare l'autoconsumo di energia rinnovabile da impianti domestici, ottimizzare i flussi di energia prodotta e consumata a livello locale e garantire la continuità della fornitura di energia in caso di interruzioni". A ciò, è stato chiarito, si aggiunge l'opportunità per i possessori di auto elettriche di "ottenere una remunerazione per i servizi forniti al sistema elettrico, massimizzando i benefici ambientali ed economici della mobilità a zero emissioni". In prospettiva futura, questi benefici saranno massimi per i privati che abbineranno la V2G a soluzioni domestiche di produzione di energia verde, come i pannelli fotovoltaici: in questo caso, l'auto potrà essere utilizzata anche come accumulatore casalingo supplementare, in grado di restituire gratuitamente all'impianto di casa energia di fonte solare nelle ore serali o notturne.

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