• Giornalismo 'Aumentato': il futuro dell'informazione al tempo dell'Intelligenza Artificiale

Giornalismo 'Aumentato': il futuro dell'informazione al tempo dell'Intelligenza Artificiale

Convegno organizzato dall'ANSA a Roma. Anselmi: 'Il futuro non sono i robot in redazione'. De Alessandri: 'Con l'AI è necessario fare sistema'

di Laura Giannoni

Se anche un giorno il giornalista sarà soppiantato dall'intelligenza artificiale, quel giorno è ancora lontano. Già adesso, però, l'AI è entrata nelle redazioni, dove sta mostrando la sua inumana rapidità nell'elaborare dati per farne notizie, mentre in tutto il mondo crescono la sperimentazione, la ricerca e gli interrogativi - anche di tipo etico ed economico - sulla presenza delle reti neurali hi-tech nel giornalismo. A fare il punto è il convegno "Giornalista aumentato" organizzato dall'ANSA, in cui esperti e direttori si sono confrontati sul futuro della professione. Il convegno è stato aperto da Mattia Peretti, Journalism AI Manager di Polis (il think-tank della London School of Economics), che ha anticipato alcuni risultati di uno studio su 71 redazioni sparse in 32 paesi. Ne emerge che l'AI sta "aumentando" gli strumenti del giornalista in tre modi: nella raccolta di notizie, scandagliando grandi quantità di informazioni; nella loro distribuzione, attraverso app che portano al lettore gli argomenti di suo interesse; e persino nella loro scrittura.

L'esempio arriva dall'agenzia spagnola Efe, che ha adottato "Narrativa": il software - spiega il ceo Fernando Garea - "sa scrivere da solo testi analoghi a quelli dell'agenzia partendo dall'analisi di dati", su argomenti in cui i numeri sono centrali come il calcio o la Borsa. E l'AI può venirci in soccorso anche nella guerra alle fake news.

Il Messaggero, ad esempio, sta portando avanti un progetto ad hoc, uno tra i 660 finanziati con 200 milioni dalla Google News Initiative per sostenere la sperimentazione tecnologica nell'informazione. Un altro progetto si chiama Fandango, è finanziato dall'Ue e sviluppato da Engineering insieme ad ANSA.

Importanti anche le esperienze di tre realtà editoriali italiane con l'intelligenza arificiale, quelle di Avvenire, Athesis e Eco di Bergamo e Provincia di Como.

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Sfrutta l'AI, il riconoscimento delle immagini e l'analisi dei testi per favorire un'informazione veritiera. "Un algoritmo non può risolvere in modo definitivo il conflitto tra vero e falso ma, se utilizzato come contributo unito alla professionalità delle persone, può incidere in modo decisivo", dichiara Francesco Saverio Nucci di Engineering. Il punto sembra quindi la coesistenza tra uomo e macchina. Come osserva il presidente dell'ANSA Giulio Anselmi, il futuro del giornalismo "non sono i robot in redazione", ma una "collaborazione tra giornalisti e tecnologia", che "migliora efficienza e produttività" e lascia tempo al giornalista di "dedicarsi alla parte più creativa del lavoro".

D'accordo il direttore dell'ANSA, Luigi Contu: "Analizzare una situazione e il suo contesto, interpretare i fatti, valutare l'affidabilità delle fonti e l'importanza di una notizia sono esempi di ciò che un giornalista fa quotidianamente, e che l'AI non può fare". Il direttore del Corriere della Sera, Luciano Fontana, evidenzia l'utilità dell'AI per molti aspetti, ad esempio per le "notizie raccomandate" sul web, mentre il direttore del Messaggero, Virman Cusenza, non vede una concorrenza tra il digitale e il cartaceo, su cui l'interpretazione - e non solo la notizia - è fondamentale". Più netto il direttore del tg di La7 Enrico Mentana: "Siamo come amanuensi di fronte all'arrivo di Gutenberg e della stampa a caratteri mobili. Nessuno sostituirà la nostra capacità di commentare i fatti o fare inchieste, ma la maggior parte del lavoro giornalistico sarà soppiantato".

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