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Alta sostenibilità: senza il coinvolgimento dei giovani non c’è giusta transizione

Se ne è discusso su Radio Radicale nella rubrica ASviS condotta da Manieri e Po, ospiti Cascelli, Mori e Vito.

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Sono state oltre 70 le piazze delle città italiane su cui si è riversata la folla di giovani che il 24 settembre ha manifestato nel Global climate strike. Lo sciopero dei Fridays for Future, all’insegna dello slogan “Sradica il sistema”, ha fatto da preludio all'ultimo incontro istituzionale ufficiale prima della Cop 26, la conferenza sui cambiamenti climatici di Glasgow. Dal 28 settembre al 2 ottobre sono in programma a Milano la Pre-Cop e lo Youth4Climate, il panel in cui 400 ragazze e ragazzi provenienti dai 197 paesi membri della Convenzione quadro delle Nazioni unite presenteranno proposte concrete sulle questioni più urgenti che riguardano l’agenda climatica.

L’ultima puntata di “Alta sostenibilità”, andata in onda su Radio Radicale il 27 settembre e condotta da Valeria Manieri e Ruggero Po, è stata l’occasione per fare il punto della situazione su questi temi, con gli ospiti Mariaflavia Cascelli (referente del Gruppo di lavoro trasversale dell’ASviS Organizzazioni giovanili), Giovanni Mori (ingegnere energetico e portavoce di Fridays for Future Italia), e Domenico Vito (membro di Rete Giovani 2021 e Climate leader di Climate reality Eu team Italia).

In apertura, Po ha domandato agli ospiti di provare a descrivere quale sia il ruolo dei giovani nelle mobilitazioni contro la crisi climatica, un ruolo spesso citato, ma raramente valorizzato, e di inquadrare il concetto di transizione ecologica a livello intergenerazionale.

Cascelli ha fatto presente che questo è il momento storico del riconoscimento del ruolo dei giovani. “Il 27 settembre di due anni fa l’ASviS scendeva in piazza per il terzo sciopero globale sul clima e invitava a riflettere su come poco ancora ci si fosse confrontati con i giovani. Si parlava dei giovani, ma non con loro. Per questo motivo si è pensato di invitarli a creare un gruppo di lavoro per dare loro voce. Il gruppo è nato lo scorso anno, e oggi ne fanno parte più di 30 realtà. Un’ottima occasione per instaurare e promuovere momenti di confronto, da cui è nato un osservatorio delle politiche ambientali per le generazioni future attraverso una valutazione continua e sistematica in ottica intergenerazionale”

“Abbiamo poi interpellato i rappresentanti del gruppo di lavoro e altre organizzazioni per valutare i piani del Next Generation Eu”, ha proseguito Cascelli”, “e con l’occasione è stata ribadita l’importanza del principio di giustizia intergenerazionale alla base dell’Agenda 2030. Si è discusso di transizione ecologica, ma anche di formazione, lavoro ed educazione. È stata sottolineata l’importanza dell’attivismo, portato avanti in modo coordinato e strutturato, e della sensibilizzazione, principio portante del Festival dello sviluppo sostenibile, arrivato alla quinta edizione con oltre 600 eventi in programma. Ricordo che due degli eventi organizzati dai nostri Gruppi di lavoro - emergenza climatica e transizione energetica – fanno parte del programma All4Climate, l’iniziativa promossa dal ministero della Transizione ecologica per promuovere un dialogo per il raggiungimento degli obiettivi dell’accordo di Parigi.”

Mori ha sottolineato l’importanza per i giovani di essere tornati in piazza, lamentando però la scarsa copertura mediatica rispetto ad altre manifestazioni che si sono svolte nelle ultime settimane: “Ci dispiace che pochi telegiornali o quotidiani abbiano dato il giusto risalto a un evento che ha visto scendere in piazza circa 150 mila ragazze e ragazzi, dopo due anni di completa assenza di iniziative di questo genere”.

Vito ha spiegato che uno dei cardini dell’azione dei giovani è far applicare l’accordo di Parigi, che parla di equità e dialogo intergenerazionale: “Certamente tra le generazioni ci sono approcci differenti, ma ciò non significa che non possano essere cooperativi o complementari. Il fine è quello di creare un terreno comune di confronto e dialogo, non in una logica conflittuale, ma di prospettive diverse per un unico obiettivo. Sicuramente Parigi rappresenta la pietra miliare della lotta al cambiamento climatico, ha innescato una serie di azioni dal basso che hanno contribuito a sradicare il concetto che il problema ambientale fosse una questione per scienziati e tecnici. Il coinvolgimento della società civile ha preso il via dal 2015, ma gli Stati sono rimasti fermi a uno stadio embrionale di incertezza. La Cop 26 dovrebbe ora rappresentare il momento della concretezza”.

Alla domanda di Manieri, su quanto le nuove generazioni saranno in grado di pagare i costi di questa transizione riparando i danni fatti da chi li ha preceduti, Vito ha risposto: “Non c’è giustizia ambientale senza giustizia sociale: questa è la giusta transizione. Ogni evoluzione contempla dei costi, ma anche uno sblocco di nuove energie. La transizione ecologica creerà nuovi posti di lavoro, nuove competenze e spazi. Il costo di questo processo si potrebbe dunque ripagare con nuovo lavoro”.

 

di Monica Sozzi

 

RIASCOLTA L’ULTIMA PUNTATA – Alta sostenibilità: Global climate strike, giusta transizione e ruolo delle nuove generazioni

Vai all'archivio delle puntate di Alta sostenibilità, la trasmissione di ASviS a cura di Valeria Manieri, Ruggero Po ed Elis Viettone, in onda il lunedì dalle 12:30 alle 13:00 su Radio Radicale.

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