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Alta sostenibilità: Il legame tra il rispetto del pianeta e il benessere umano

Se ne è discusso su Radio Radicale nella rubrica ASviS condotta da Manieri e Po, ospiti Collicelli, Lembo e Luise.

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Gli eventi ASviS e i prossimi appuntamenti internazionali sul clima dei grandi della Terra. Il ruolo della cooperazione internazionale e il rispetto dei diritti delle persone. Sono stati gli argomenti dell’ultima puntata di “Alta sostenibilità”, andata in onda su Radio Radicale il 4 ottobre e condotta da Valeria Manieri e Ruggero Po, con la presenza di Carla Collicelli,  responsabile relazioni istituzionali ASviS e referente  Gruppo di Lavoro sul Goal 3 - Salute e benessere per tutti,  sociologa del welfare e della salute; Anna Luise, coordinatrice dei Gruppi di lavoro ASviS sui Goal ambientali, per Ispra, nonché vice presidente del Comitato per la Scienza e la Tecnologia  della  Convenzione delle Nazione Unite per la lotta alla desertificazione, Unccd; Rosario Lembo, presidente del Comitato italiano contratto mondiale sull'acqua.           

Po ha introdotto l’argomento prendendo spunto da uno degli eventi nazionali della quinta edizione del Festival dello sviluppo sostenibile: S.O.S. - I limiti planetari e le diseguaglianze sociali. Garantire i diritti fondamentali  in uno Spazio Operativo Sicuro per l'umanità, parte del programma “All4Climate – Italy 2021, realizzato lo scorso 29 settembre e focalizzato sui Goal 6-14-15-17. “Se fino a 50 anni fa, nel pieno del boom economico, nessuno prestava attenzione o attribuiva il giusto peso al tema della limitatezza delle risorse naturali, oggi è argomento diffuso e soprattutto condiviso. I limiti ci sono e dobbiamo imparare a vivere all’interno di essi. Ma per fare questo dobbiamo prestare molta attenzione a non aggravare ulteriormente il divario tra ricchi e poveri, aumentando le disuguaglianze. Chi pagherà il danno che le generazioni del boom economico hanno creato al Pianeta?”.

Carla Collicelli ha dichiarato il raggiungimento di un modello sostenibile non può essere una missione impossibile: “Il concetto importante è quello di intersettorialità, cioè mettere insieme problemi ambientali, economici e sociali. Non si riuscirà a uscire dalla crisi in cui siamo immersi se non agendo contemporaneamente su questi aspetti. L’evento nazionale ha mostrato che i rischi sono grandi e dobbiamo renderci conto dei nostri limiti. Il Rapporto ASviS di quest’anno ha messo in evidenza come solo per tre dei 17 Obiettivi dell’Agenda 2030 possiamo parlare di avanzamento (energia, clima, istituzioni solide). Per molti altri stiamo invece regredendo. Nel Rapporto ci sono proposte che vanno nella giusta direzione, come ad esempio una modifica della Costituzione che ponga al centro dell’articolo 9 non solo l’ambiente culturale e paesaggistico, ma anche l’ambiente naturale; la necessità di collegare la strategia nazionale di sviluppo sostenibile, che è stata prodotta presso il Mise, con il Pnrr; proporre una riforma del welfare che sia parallela al piano di investimento del Pnrr; aumentare la quota di contributo dell’Italia alla cooperazione alla sviluppo del mondo”.

Anna Luise ha analizzato le conseguenze dello sfruttamento delle risorse della Terra e le ricadute sui più deboli: “Il rallentamento del 2020 dovuto al Covid-19 ha portato allo spostamento del noto Overshoot day, che è caduto il 22 agosto. Tuttavia, nel 2021, la tendenza è tornata quella della fase pre-pandemica. A pagare le conseguenze maggiori sono le persone che vivono in situazioni in cui le risorse ambientali sono legate alla sopravvivenza da una parte, oppure in contesti in cui reagire alle situazioni ambientali è estremamente costoso. Un elemento importante per cambiare rotta è comprendere il legame inscindibile tra le buone condizioni del pianeta e il benessere umano. Un messaggio trasmesso dal Global environment outlook 6, pubblicato nel 2019 dall’Unep, il cui sottotitolo riportava: “Healthy planet for healthy people”. Alla domanda di Po, sul fatto che alla Cop26 di Glasgow probabilmente non potranno partecipare molti dei rappresentanti delle popolazioni a basso reddito, anche a causa del Covid, Luise ha risposto: “L’assenza dei Paesi poveri è sicuramente un problema, ma è anche vero che gli accordi si fanno anche ad altri tavoli”.

Rosario o ha sottolineato che è necessaria prima di tutto una riconversione politica e culturale: “Dobbiamo abbandonare il concetto di crescita solo economica fondata sul Pil, e la logica del benessere individuale, per mettere al centro di questa grande riconversione il pianeta. A livello planetario bisogna riformare i modelli di governance. Dobbiamo tenere presente che non esistono le soluzioni, ma esiste un’evoluzione degli approcci che ci permette di cambiare modelli di sviluppo e processi produttivi. Non ci sono le singole soluzioni pratiche, ma esiste il cambio di prospettiva e di priorità. Occorre che la sostenibilità ambientale e la transizione ecologica diventino le linee guida di un nuovo modo di fare cooperazione internazionale”.

 

di Monica Sozzi

 

RIASCOLTA L’ULTIMA PUNTATA – Alta Sostenibilità - Gli eventi ASviS e i prossimi appuntamenti internazionali sul clima dei grandi della Terra

Vai all'archivio delle puntate di Alta sostenibilità, la trasmissione di ASviS a cura di Valeria Manieri, Ruggero Po ed Elis Viettone, in onda il lunedì dalle 12:30 alle 13:00 su Radio Radicale.

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