Vino: Moio, 'enologia leggera' per sostenibilità futuro

Lectio magistralis presidente Oiv a Conegliano

Redazione ANSA ROMA

(ANSA) - ROMA, 24 SET - Il sistema vino guarda alla sostenibilità per il suo futuro, ma i cambiamenti climatici in atto possono essere colti anche come un'opportunità per la viticoltura italiana, a patto però di un nuovo approccio con il ricorso all''enologia leggera'. Sono questi alcuni degli spunti emersi nella Lectio magistralis "Il futuro del vino nell'era della sostenibilità", tenuta da Luigi Moio nuovo presidente dell'Organizzazione Internazionale della Vigna e del Vino (Oiv), prima uscita ufficiale dalla sua elezione, presso l' Università degli Studi di Padova Centro Interdipartimentale per la Ricerca in Viticoltura e Enologia (CIRVE). Moio, docente di Enologia dell'Università degli Studi di Napoli Federico II è il terzo presidente italiano, nella storia dell'organizzazione "e la sua elezione-è stato sottolineato- "è un successo del sistema Paese che contribuirà a rafforzare ulteriormente il prestigio del vino italiano come prodotto e di tutto il sistema di produzione". "Se le esportazioni italiane rappresentano circa un quinto del commercio mondiale, circa il 70% degli impianti tecnologici delle cantine del mondo è italiano". " "Lo scenario di oggi, a causa degli evidenti cambiamenti climatici, rischia di indebolire la diversità dei vini e di conseguenza il valore dei "terroir", ha spiegato Moio .
    "E' fondamentale riconsiderare il principio tradizionale della viticoltura, favorendo il perfetto adattamento tra i vitigni e l'ambiente", "condizione necessaria per praticare "l'enologia leggera", ossia un 'enologia che necessita di un intervento minimo da parte dell'uomo, rispettando l'ambiente e la salute dei consumatori". Ed in questo contesto, "nuove opportunità si offrono ai vitigni storici a ciclo vegetativo lungo, dei quali l'Italia è particolarmente ricca". (ANSA).
   

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