Clima: Bisio, Vodafone Italia rilancia, NetZero al 2025

Digitale responsabile solo 1,5% emissioni globali ma grande leva

Redazione ANSA MILANO
(ANSA) - MILANO, 01 OTT - Il digitale non inquina molto ma ha un effetto leva, altrettanto può incidere nella lotta al clima.

Da qui la sfida di Vodafone Italia: per "prima, tra tutte le operating companies del mondo Vodafone e prima telco company a livello italiano, ha deciso di rilanciare ulteriormente e di accelerare l'obiettivo di Net Zero sui cosiddetti Scope 1 e Scope 2, per azzerarli entro il 2025" annuncia l'ad ALdo Bisio ricordando che il gruppo Vodafone ha segnato invece come target il 2030.

Il settore del digitale "è responsabile dell'1,5% delle emissioni globali, quindi effettivamente non tantissimo - spiega parlando a Italy goes green, l'evento organizzato con Officine ITalia e Polimi - . Un cliente che usa i nostri servizi di connettività in media emette un chilo di CO2 ogni mese, il problema sono però i moltiplicatori: per un'azienda come Vodafone che ha più di 18 milioni di clienti, significa 250 mila tonnellate di CO2 in un anno. Ed è per questo che abbiamo deciso di impegnarci come Vodafone, a livello di gruppo in Europa, per azzerare le emissioni delle nostre reti, che già oggi funzionano in tutta Europa grazie all'energia ricavata dal sole e dal vento, quindi siamo a emissioni zero per quanto riguarda tutta l'operatività delle nostre reti, sia quelle mobili che quelle fisse".

"Non dobbiamo guardare solo alle nostre emissioni, ma al fatto che attraverso la leva della trasformazione digitale saremo in grado di contribuire all'abbattimento di emissioni del 15% a livello globale, un terzo di tutte le emissioni che siamo chiamati ad abbattere da qui al 2030. Il digitale è una leva molto importante, sinergica alla trasformazione ambientale. E questo sarà possibile grazie alla produzione delle cosiddette tecnologie esponenziali: in primis il 5G, l'Internet of Things e attraverso tutti i settori, l'industria, la sanità, i trasporti, la mobilità dei cittadini e l'agricoltura". (ANSA).

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