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D.Lgs Red II, i rilievi dell’Arera

Autoconsumo, incentivi Fer, ricariche E-car, gestione dati SII, biometano/idrogeno. Gse: “A breve risultati tavolo aree idonee”. La polemica sull’esclusione dell’Ispra (articolo di Quotidiano Energia)

Quotidiano Energia - No allo scorporo in bolletta della quota di energia condivisa per l’autoconsumo, no a un’incentivazione degli accumuli abbinati alle Fer, lasciare al Regolatore la gestione dei dati di misura, dare più tempo per integrare le produzioni stimate di biometano nel Piano di sviluppo delle reti gas.


Sono solo alcune delle richieste avanzate dal presidente Arera Stefano Besseghini in occasione dell’audizione alle commissioni riunite Ambiente e Attività produttive della Camera sullo schema di D.Lgs per il recepimento della direttiva Red II.

Richieste puntali che si affiancano a una considerazione generale: gli strumenti tecnici e le modalità per il raggiungimento degli obiettivi condivisi devono “essere demandati alla regolazione di secondo livello, al fine di essere selezionati con adeguati margini di flessibilità e selettività”.

Le Commissioni hanno adito anche i rappresentanti del Gse e dell’Ispra.

Autoconsumo
Partendo dall’autoconsumo, Besseghini ha chiesto che “si precisi che l’autoconsumatore di energia rinnovabile operi entro un unico sito dai confini definiti, escludendo altri siti”.  L’Autorità suggerisce poi di precisare che tale consumatore “non ha l’obbligo di offrire servizi ancillari ma la sola facoltà”.

In tema di scorporo in bolletta della quota di energia condivisa, per l’Arera “limita la flessibilità” poiché “esclude a priori diverse modalità di ripartizione del valore dell’energia condivisa (per esempio, la ripartizione potrebbe essere effettuata in funzione della parte di investimento sostenuta, oppure di aspetti sociali nel caso di clienti disagiati)”. Inoltre, “comporterebbe rilevanti complessità gestionali”. È in ogni caso necessario specificare “che lo scorporo non riguarda la quota dell’energia condivisa (come attualmente specificato) ma, al più, il suo valore”.

Incentivi Fer e gruppi di acquisto
L’Autorità ribadisce la necessità di prevedere che almeno i contingenti delle aste “siano differenziati per aree geografiche, tenendo conto dell’esito dell’individuazione delle aree idonee”.

L’Arera chiede poi che “non siano previsti incentivi che promuovano l’abbinamento delle fonti rinnovabili con i sistemi di accumulo”. Si stima infatti “più efficiente che tali sistemi siano utilizzati in funzione delle esigenze del sistema elettrico”.

Sul fronte dell’utilizzo dei proventi delle aste CO2 per gli incentivi a Fer ed efficienza, l’Autorità auspica che tale quota sia definita “in modo da non risultare trascurabile” e che siano previste “apposite ulteriori modalità di finanziamento degli oneri”.

Per quanto riguarda le semplificazioni per le Fer al servizio di edifici, l’Autorità considera “preferibile” che il modello unico semplificato “non sia esteso solo al ritiro dedicato e agli impianti fotovoltaici fino a 50 kW, ma anche alle altre tipologie impiantistiche e ai sistemi di accumulo ubicati presso gli edifici”.

In tema di gruppi di acquisto, il Regolatore ritiene opportuno riformulare il comma 5 dell’articolo 28, prevedendo che “l’Autorità, con riferimento alle Linee guida in questione, imponga a tali gruppi di acquisto di informare adeguatamente i clienti che vi partecipano, qualora i fornitori selezionati per il gruppo si approvvigionino o si approvvigioneranno tramite contratti a lungo termine negoziati sulla costituenda piattaforma del Gme”.

Gestione dei dati di misura
L’Autorità ritiene che la disciplina del sistema di misura dell’energia elettrica da Fer per l’attribuzione degli incentivi “spetti al Regolatore nazionale”, che la definirà “attraverso forme di consultazione pubblica”.  Pertanto, “risulta preferibile evitare di attribuire fin da subito al Sistema informativo integrato (SII) il ruolo di interfaccia unica per i dati di misura dell’energia elettrica immessa e prodotta da impianti incentivati”.

Riguardo ai dati per finalità statistiche, “l’Autorità ritiene in generale utile prevenire la moltiplicazione dei ruoli”. Besseghini ha peraltro ricordato che l’Arera “ha già intrapreso da qualche tempo l’attività di monitoraggio dei dati aggregati di prelievo di elettricità e gas, prevedendone a breve la pubblicazione in modalità open data nel proprio sito internet”.

Integrazione di biometano e idrogeno nelle reti gas
La richiesta è innanzitutto di portare da 30 a 180 giorni il termine per definire “i criteri in base ai quali l'impresa maggiore di trasporto formula una procedura per l'integrazione delle informazioni e delle soluzioni atte a ottimizzare le connessioni di detti impianti di biometano sulla rete del gas”. Ciò sia per “l'ampia portata del provvedimento che coinvolge la distribuzione e la trasmissione”, sia per “l’obbligo di effettuare le dovute procedure di consultazione”.

L’Autorità evidenzia poi la necessità che il Mite aggiorni le specifiche di qualità del gas naturale, individuando le percentuali ammesse di idrogeno, e definisca contestualmente le specifiche di qualità per l’immissione in rete di miscele gassose che contengono prevalentemente idrogeno.

Ricarica dei veicoli elettrici
L’Autorità ribadisce la preferenza per “forme di incentivazione esplicita”. A tal proposito, osserva come le “misure tariffarie” rischierebbero “di tradursi in incentivi impliciti, che non possono consentire la necessaria selezione degli utenti beneficiari e/o l’aggiornamento nel tempo dell’intensità di un ‘pilotaggio’ dell’incentivazione”.

Teleraffrescamento e teleriscaldamento
Per quanto concerne le modalità di attuazione dell’obbligo di incremento del contributo delle Fer nella fornitura di energia termica, l’Arera evidenzia che il costo derivante da un incremento di tale contributo “può essere molto differenziato tra le reti presenti sul territorio nazionale”. Per consentire la minimizzazione degli oneri si potrebbero quindi “individuare meccanismi di flessibilità nell’attribuzione degli obblighi ai singoli operatori”.

L’audizione del Gse
Il neo amministratore unico Andrea Ripa Di Meana ha ribadito molti dei concetti espressi nella recente audizione al Senato, in particolare il ruolo della piattaforma digitale per le aree idonee da realizzarsi presso il Gse quale “strumento molto utile sia alla pianificazione pubblica territoriale sia allo sviluppo delle iniziative imprenditoriali”.

Rispondendo alle domande dei deputati, i rappresentanti del Gestore hanno sottolineato che il tavolo sulle aree idonee attivato con Mite e Regioni è “in fase avanzata” e “i risultati arriveranno a breve”.

Il Gse ha inoltre espresso “grandissimo interesse e favore” in merito al possibile ampliamento delle funzioni dello sportello unico.

L’audizione di Ispra
Il dirigente Alfredo Pini ha sottolineato in apertura come l’Ispra non abbia partecipato “al processo di redazione del testo legislativo”.

Circostanza che ha suscitato la reazione “preoccupata” di Alberto Zolezzi (M5S), secondo cui “serve un ente qualificato e indipendente” per verificare l’impatto delle misure previste dal decreto sulle emissioni. Ciò con particolare riferimento “agli incentivi per le biomasse/bioenergie”. Un tema, quello dell’esclusione di Ispra, che “credo sia da attenzionare in commissione”, ha sottolineato Zolezzi.

Dal canto proprio, Pini ha affermato che sicuramente le questioni dell’impatto emissivo “sono da valutare”, in particolare su due piani. In “sede di pianificazione”, che è anche quella “più importante” e poi “a livello della singola installazione che è soggetta ai meccanismi autorizzativi e di rilascio delle concessioni”.