Da decarbonizzazione industria 10 mld di Pil e 150.000 posti

Piano dei settori 'Hard to Abate' presentato a Confindustria

Redazione ANSA ROMA
(ANSA) - ROMA, 08 LUG - Una roadmap per decarbonizzare entro il 2050 settori industriali energivori come acciaio, chimica, ceramica, carta, vetro, cemento e fonderie, dove è più difficile abbattere le emissioni di gas serra (i cosiddetti settori "Hard to Abate"). Un piano da 15 miliardi di euro, che avrebbe un impatto sul pil di 10 miliardi fino al 2030 e darebbe lavoro a 150.000 persone. La propone uno studio presentato oggi al presidente di Confindustria Carlo Bonomi e redatto da Interconnector Energy Italia, Federbeton, Federacciai, Assocarta, Confindustria Ceramica, Federchimica, Assofond e Assovetro, in collaborazione con Boston Consulting Group.

I settori "Hard to Abate" insieme generano 350.000 posti di lavoro diretti, numero che raddoppia a 700.000 persone calcolando anche l'indotto. Dallo studio emerge come la decarbonizzazione di questi settori sia perseguibile esclusivamente attraverso un portafoglio diversificato di soluzioni: efficienza energetica, economia circolare, combustibili low carbon, cattura della CO2, green fuels (idrogeno e biometano) ed elettrificazione potrebbero ridurre le emissioni dirette previste fino al 40% entro il 2030.

Il percorso di transizione avrebbe un impatto positivo sul PIL di circa 10 miliardi fino al 2030, consentendo il sostegno a circa 150mila posti di lavoro qualora gli investimenti venissero gestiti completamente in Italia. Gli esperti di BCG stimano in 15 miliardi di euro il costo totale per la realizzazione del piano e ipotizzano un piano di fondi dedicato ai settori "Hard to Abate", a cui affiancare meccanismi di sostegno e strumenti di accesso a energia verde competitiva. (ANSA).

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