Mafia: Antimafia, artisti inneggiano a malavita, è apologia

Domani alla Camera presentazione proposta di legge

Redazione ANSA ROMA

(ANSA) - ROMA, 12 MAG - Sono sempre più frequenti gli episodi in cui, nel corso di manifestazioni pubbliche o religiose, sui social network o con altri mezzi di comunicazione, si inneggia alla mafia. A denunciarlo sono alcuni componenti della Commissione Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno delle mafie, che hanno presentato una proposta proposta di legge per introdurre nel nostro ordinamento l'aggravante dell'istigazione o dell'apologia del delitto di associazione di tipo mafioso.
    Domani l'iniziativa verrà presentata alla Camera, presenti il senatore Nicola Morra, presidente della Commissione bicamerale Antimafia e Guido Salvini, magistrato esperto in materia di terrorismo e di criminalità organizzata, interlocutore nella fase di redazione della pdl.
    "Sempre più spesso - si legge nella relazione che accompagna la proposta di legge - alcuni cantautori si fanno autori e interpreti di canzoni i cui contenuti inneggiano ai vari esponenti della malavita e della criminalità organizzata, tanto da indurre alcuni soggetti istituzionali e sociali a presentare esposti alla magistratura per chiedere di accertare eventuali fattispecie di reato, tra cui l'istigazione a delinquere.
    Queste canzoni, così come scritte, inneggiando alla peggiore forma di delinquenza, rappresentano un vero e proprio "pugno allo stomaco" per chi, come gli appartenenti alle Forze dell'ordine, lavora ogni giorno rischiando la vita per estirpare dal Paese il cancro della criminalità organizzata. In tali testi, ci sono, infatti, alcune frasi che appaiono superare il limite della decenza e della semplice libertà di opinione o di espressione. I commenti che appaiono sotto i video e i post di questi presunti artisti della canzone destano perplessità e rischiano di fomentare un clima di illegalità e di ingiustizia.
    I messaggi che vengono diffusi attraverso questi testi non possono essere ricondotti a mere ricostruzioni artistiche e canore, ma equivalgono a espressioni di odio nei confronti delle Forze dell'ordine e della magistratura e di esaltazione della criminalità organizzata e dei suoi componenti. Ciò che maggiormente allarma è che sui social network questi sedicenti artisti abbiano un enorme seguito da parte di migliaia di persone e che influenzino con i loro messaggi devianti gran parte dell'opinione pubblica.
    Da qui la necessità che anche i social network debbano intervenire per censurare tali contenuti che istigano alla violenza e all'odio sociale. Pur di raccogliere migliaia di like inconsapevoli, questi sedicenti cantanti non esitano a fare leva su malsani stereotipi che raffigurano come veri patrioti i latitanti mafiosi e come nemici del popolo lo Stato e i suoi servitori, fino ad esaltare come gesta eroiche le stragi di Capaci e di Via d'Amelio". (ANSA).
   

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