Dalla Ue 3,9 milioni per imparare a studiare i nanomateriali

Progetto a guida italiana, con l'IIT

Redazione ANSA

Una rete di formazione europea guidata dall'Italia e finanziata dalla Commissione Europea con 3,9 milioni di euro per padroneggiare le più avanzate tecniche per osservare i nanomateriali: è questo l'obiettivo del progetto NanED, coordinato dall'Istituto Italiano di Tecnologia (IIT), con Mauro Gemmi dell'IIT di Pisa.

Il progetto, finanziato nell'ambito delle Marie-Sklodowska-Curie Action del programma quadro di ricerca Ue Horizon2020, ha una durata di quattro anni e coinvolge 15 giovani ricercatori di altri otto centri di ricerca europei. L'obiettivo è rendere l'Europa leader nello studio dei nanomateriali, preparando la futura generazione di esperti nell'uso della nuova tecnica, chiamata diffrazione elettronica 3.

Poter guardare in dettaglio cosa avviene durante le reazioni chimiche che portano alla formazione di nuove molecole o dei nanocristalli è fondamentale per comprenderne i segreti e padroneggiare al meglio le reazioni chimiche, ma scrutare la materia su scale atomiche ha ancora enormi limiti.

Un nuovo 'occhio' sul nanomondo arriva però dalla recente tecnica, nata una decina di anni fa, ma che solo da poco ha trovato applicazione nel campo della chimica organica, nota come diffrazione elettronica 3D.

Per promuovere la conoscenza di questa innovativa tecnica è stato ideato allora l iprogramma educativo europeo che intende stabilire un nuovo paradigma per la formazione dei futuri ricercatori e garantire agli studenti di padroneggiare la diffrazione elettronica e di applicarla in vari campi.

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