Fotografata la nube del 'mistero di Betelgeuse'

Nuovi dati confermano l'ipotesi iniziale

Redazione ANSA

Immortalata la nube che tra il 2019 e 2020 aveva fatto impallidire la stella Betelgeuse e fatto temere una sua imminente esplosione. I dati pubblicati sulla rivista Nature dal gruppo di Miguel Montarge, dell'Osservatorio di Parigi, sono stati ottenuti grazie al Very Large Telescope (Vlt) dell'Osservatorio Europeo Meridionale (Eso) e confermano che la causa di quell'improvviso pallore era stata l'espulsione di una grande massa di gas che, una volta raffreddata, ha oscurato la vista della stella.



A fine 2019 la luminosita' di Betelgeuse, una delle stelle piu' brillanti, era improvvisamente calata. Un cambiamento visibile anche a occhio nudo e l'inizio di un mistero che aveva fatto temere anche la possibilita' che questa grande stella, distante appena 400 anni luce e con un raggio di 1.000 volte quello del Sole, stesse entrando nella sua ultima fase di vita e fosse pronta ad esplodere in una supernova.


Le variazioni nella luminosità di Betelgeuse fotografate dal Telescopio Vlt da gennaio 2019 all'aprile 2020 (fonte: ESO/M. Montargès et al.)

Le nuove immagini ottenute con il potente telescopio Vlt, che si trova nel deserto cileno di Atacama, confermano ora quel che era emerso gia' alcuni mesi fa grazie ai dati del telescopio spaziale Hubble: a provocare quell'improvvisa diminuzione di luminosita' e' stata una nube di polveri e gas, che aveva oscurato per qualche tempo la vista della stella.



Betelgeuse si trova in una fase del suo ciclo vitale in cui gli strati piu' esterni si espandono e contraggono con regolarita' . Puo' capitare che in questo processo la stella possa perdere parte del materiale piu' esterno, dando origine a bolle di gas che esplodendo rilasciano materiali. Proprio una di queste bolle, alla fine del 2019, avrebbe espulso gas che una volta raffreddati si sarebbero condensati oscurando cosi' la vista della stella.

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