Eroi Disney di marmo e nuove tele, a Roma il bis di Hirst

A Galleria Gagosian Minnie, Pippo Co fanno verso ai classici

Luciano Fioramonti ROMA

ROMA - Il bianco dei marmi, con le uniche eccezioni di una Minnie e un Pippo in pietra rosa del Portogallo, accanto a dieci grandi tele puntinate di macchie di colori chiari e foglie d' oro. Riserva un colpo d' occhio abbagliante e suggestivo la mostra alla Galleria Gagosian di Roma con cui Damien Hirst lancia dal 6 luglio al 23 ottobre il suo bis nella capitale, dopo la notevole rassegna 'Archeology now' in corso dall' inizio di giugno alla Galleria Borghese.
    La grande sala ovale dello spazio espositivo privato nel cuore della città pullula di statue di marmo di Carrara degli eroi della banda Disney insieme ai richiami del progetto 'Treasures from the Wreck of the Unbelievable', presentato a Venezia nel 2017, con quei reperti di sculture antiche recuperate - secondo un racconto diventato leggenda - dall' artista nel 2008 da un naufragio immaginario avvenuto in epoca romana al largo delle coste africane. Torna, quindi, l' intreccio del dialogo con i classici rivisitato con ironia dall' occhio geniale del maestro di Bristol. Ma qui, nella mostra intitolata Forgiving and Forgetting, le parodie di busti antichi e classici - come la sfinge con il volto di Kate Moss e le maschere orientali antiche - e i personaggi dei cartoni animati di Topolino e Paperino, spesso incrostati di fioriture di corallo come fossero rimasti per secoli in fondo al mare, assumono un sapore diverso e giocoso, anche per l' effetto creato dalle nuove pitture che li circondano, della serie ''Reverence paintings'' realizzati dall' artista nel 2020, ispirati ai celebri Cherry Blossoms ed esposti ora per la prima volta. ''Volendo inizialmente reinterpretare in bianco assoluto i suoi vivaci dipinti di quella serie - osservano i promotori - l'artista ha deciso di disporre sulle tele, altrimenti monocromatiche, dinamiche macchie di colore e tocchi di foglia d'oro, dando loro una nuova brillante e intensa vitalità''.
    ''Tutto dipende da ciò in cui vuoi credere'', ricordano dalla galleria citando le parole di Damien Hirst. ''Ogni soggetto scultoreo, scolpito nel suo marmo monocromo, assume la stessa solennità: la gestualità giocosa di Minnie carica di coralli riecheggia in un'altra parte della galleria nella mano tesa della centauressa Hylonome, il cui genere statuario evoca sia il Barocco che la maestosa simmetria della scultura neoclassica francese. Suggerendo contaminazioni inaspettate tra antico e moderno, i Treasures di marmo di Hirst esemplificano il concetto di mitologia centrale in ogni tipo di cultura, aulica e popolare''. Le grandi tele di Reverence Paingtings, coperte di punti colorati, che conferiscono ad ogni composizione campo prospettico e sfocamento visivo, ''rivelano l'intensa relazione di Hirst con il colore, espandendo gli impulsi espressionistici e puntinisti che hanno ispirato i suoi lavori più recenti''.
    Tra le venticinque opere esposte spiccano, appunto, il grande marmo Hylonome - che accoglie il visitatore all' ingresso - e la Coppia di Schiavi condannati a morte, entrambi del 2011; le due versioni di Pippo, in marmo rosa del Portogallo del 2016 e in marmo di Carrara del 2017; la Minnie rosa del 2020 e in marmo bianco dell' anno precedente, il busto di un Faraone sconosciuto, del 2015. L' estate della riapertura dopo la crisi da Covid si prospetta, così, frenetica e ben pianificata strategicamente per Hirst, che ai due appuntamenti di Roma aggiunge una grande mostra che si apre ora alla Fondazione Cartier di Parigi, e altre due nelle sedi Gagosian della capitale francese e a Londra. (ANSA).
   

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