Purification, Bill Viola al Palazzo Reale di Palermo

L'esposizione curata dalla Fondazione Federico II e dall'Ars

Redazione ANSA PALERMO

PALERMO - Il valore senza tempo dell'antico, la permanenza del sacro nel volgersi della storia sono elementi fondanti della visione di Bill Viola, fra i più significativi video artisti della scena internazionale che, nelle sale Duca di Montalto del Palazzo Reale di Palermo, presenta cinque bellissime opere video e condivide lo spazio con manufatti e oggetti, dal II secolo A.C. al XVIII secolo, provenienti dal Palazzo e da musei e istituzioni religiose siciliane. "Purification", questo è l'evocativo titolo della mostra curata dalla Fondazione Federico II e da Bill Viola Studio in raccordo con l'Ars, che apre al pubblico domani, 10 luglio e sarà visitabile fino al 28 febbraio 2022.
    L'iniziativa rappresenta un altro importante tassello di quel percorso di approfondimento del valore simbolico del rapporto fra passato e presente che guida gli orientamenti artistici e culturali della Fondazione, che agisce nei luoghi più belli e rappresentativi della Sicilia, fra tutti la Cappella Palatina uno dei massimi monumenti della Cristianità. "Perché nessuno meglio di Viola rappresenta la continuità fra presente e passato", ha detto, motivando la sua scelta, la direttrice dell'organismo culturale dell'Ars Patrizia Monterosso nella presentazione alla stampa. "Questa è una mostra dedicata al senso della spiritualità che, qui nel Palazzo, attraversa i secoli, avendo come fulcro centrale il dialogo fra culture diverse". Non si tratta di una rassegna comprata, ma di un'iniziativa pensata dall'artista per Palermo. "E' un goal vincente", metafora calcistica usata dal presidente dell'Assemblea Gianfranco Miccichè per elogiare il lavoro della Fondazione. Miccichè ha inoltre sottolineato come questa si sostenga ormai con i proventi delle sue attività. Nascita, amore, morte, resurrezione sono i temi prevalenti affrontati da Bill Viola nella sua ricerca che con "Purification" costruisce un ponte fra le luci e le ombre del passato e della contemporaneità, un innesto ai confini del sacro, come rilevato dall'assessore regionale ai Beni culturali Alberto Samonà nel suo intervento. Terra, aria, fuoco e acqua sono gli elementi del mondo che possono dare vita, ma possono distruggerla. "We need new sacred images for our times", questa frase di Bill Viola ripercorre il senso del suo lavoro e dei video presenti a Palermo. La serie "Martire della terra", "Martire dell'aria", "Martire del fuoco" e "Martire della terra" del 2014 è rappresentazione della sofferenza e della fatica del credere. Sono uomini e donne, flagellati dagli elementi primordiali, simulacri di un io tormentato eppure saldo nel suo voto, che conquista nell'estremo martirio l'ascesi e la vera dimensione dello spirito. Nella produzione artistica di Bill Viola, si legge frequentemente il richiamo all'iconografia religiosa medievale e rinascimentale e, nel rapporto con i grandi artisti del passato, la ricerca dell'immutabilità dei sentimenti e della persistenza del senso religioso fra le genti. Nel dolore della fine, la presenza della fede e degli ideali è per lui elemento fondante di ogni possibile rinascita.
    Le immagini nette e rarefatte dell'artista, intrise di una drammaticità assurta a valore portante dell'esistere, si rapportano con le altre 35 opere esposte, fra cui quattro installazioni dedicate all'acqua intesa come elemento portante delle raffigurazioni dell'origine. Ne "L'ascensione di Tristano", la morte viene sconfitta dalla forza vivificatrice dell'acqua, prezioso elemento che aiuta la liberazione del protagonista. E l'acqua compare in tutte le opere presenti, siano esse fonti battesimali o preziosi paliotti barocchi. Tutte con linguaggi diversi entrano in rapporto con le video installazioni di Viola, realizzando un nuovo importante tassello della sua ricerca sull'amore e sulla morte. (ANSA).
   

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