Da Trapani appello alla Regione, al Governo e all'Ue

Il sindaco chiede interventi per viticoltura e ceralicoltura

Redazione ANSA

TRAPANI - Non finanziamenti ma iniziative normative mirate per affrontare la crisi economica generata dalla pandemia. E' quanto chiedono il sindaco di Trapani, Giacomo Tranchida, e l'assessore alle Politiche agricole della Sicilia, Giuseppe Pellegrino, al presidente del Parlamento europeo David Sassoli, al premier Giuseppe Conte e al governatore Nello Musumeci. "Per affrontare il dopo Coronavirus, come in molte altre realtà locali, l'economia trapanese deve sicuramente rimodulare le strategie nel settore turistico, ancor più provando a fare sistema con la filiera agroalimentare".

L'agricoltura nella provincia di Trapani, oltre che sulla olivicoltura, si basa principalmente su due coltivazioni predominanti: la viticoltura da vino e la cerealicoltura con il grano duro; "coltivazioni che, se difese dalle leggi comunitarie, nazionali e regionali - scrivono Tranchida e Pellegrino - possono dare risposte alla dignità delle popolazioni meridionali e garantire salute a tutti quei consumatori che si cibano di prodotti ecosostenibili".

La provincia di Trapani, con 50mila ettari di superficie vitata si colloca ai primi posti in Europa. E c'è la possibilità di aumentare la coltivazione dei vigneti di altri 20mila ettari, per produrre ad esempio vino da destinare ad alcol disinfettante. "La Sicilia e la provincia di Trapani ripongono molte aspettative - scrivono il sindaco e l'assessore - dalla valorizzazione delle produzioni ecosostenibili". Stessa cosa in campo cerealicolo: "Paesi come il Canada hanno per il consumo interno il limite di 1000 parti per miliardo di micotossine consentite nelle granelle. L'altra parte del grano prodotto che non possono utilizzare per alimento, e che rientra entro il limite di 1750 (limite fissato in Europa), viene venduto a prezzi stracciati anche in Italia".

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