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Comuni: Marche,per fusioni conterà referendum singolo Comune

Ok Commissione. Per richiesta Comuni 2/3 voti in prima votazione

   Nel percorso di fusione di due o più Comuni, la volontà espressa dalla popolazione attraverso il referendum sarà considerata nel singolo Comune. E' la principale modifica alla legge regionale del 1995 introdotta dalla pdl approvata a maggioranza dalla Commissione affari istituzionali-bilancio, presieduta da Renzo Marinelli (Lega).
    La proposta, a iniziativa del Gruppo Movimento 5 stelle, relatrici Chiara Biondi (Lega) e Marta Ruggeri (M5s), prima firmataria, interviene sulle norme relative al riordino territoriale, introducendo la valutazione distinta dei risultati del referendum consultivo. Questo comporta, spiega la Regione, che la maggioranza dei voti validamente espressi non sarà più conteggiata sommando il totale, bensì quello di ogni singolo Comune. Il risultato complessivo verrebbe valutato favorevolmente solo se in ogni Comune interessato fosse conseguita la maggioranza dei "sì".
    Un'ulteriore modifica viene proposta nelle deliberazioni dei Consigli comunali per chiedere l'istituzione di un nuovo Comune tramite fusione. In prima votazione sarà richiesto il voto favorevole dei due terzi dei consiglieri comunali, qualora non fosse raggiunta la soglia, sarà necessario per due volte nelle successive sedute il voto a favore della maggioranza assoluta.
    "L'approvazione di questa proposta - sottolinea Chiara Biondi - è il frutto di un clima di assoluta collaborazione all'interno della Prima commissione. Questi aggiornamenti tengono conto delle esigenze dei singoli Comuni, per salvaguardarli in un'ottica di rispetto della volontà dei cittadini, correggendo un limite del precedente impianto normativo e accogliendo le richieste espresse durante le audizioni".
    Soddisfazione da parte della vice presidente Ruggeri: "queste modifiche - puntualizza - non costituiscono un ostacolo alle fusioni, auspicabili dal punto di vista dell'efficacia, dell'efficienza e dell'economicità per l'attività amministrativa, ma consentiranno un dibattito pubblico esauriente, daranno la possibilità alle minoranze di far valere le proprie posizioni e soprattutto consentiranno ai cittadini dei singoli Comuni interessati di esprimere un parere cui la Regione dovrà tenere in debito conto". L'iter di approvazione della pdl prosegue ora con il parere del Cal e il recepimento in Commissione, per poi proseguire con l'esame dell'Aula. (ANSA).
   

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