Sardegna

Le foto di un'Italia plurale aprono il Carbonia Film Festival

In mostra gli scatti di giovani migranti di 1° e 2° generazione

DI MARIA GRAZIA MARILOTTI

Istantanee su un'Italia multietnica e multiculturale, per un racconto a più voci. Storie immortalate da 17 giovani migranti di prima e seconda generazione, apprezzati fotografi professionisti accanto ad appassionati, selezionati in tutta Italia attraverso un concorso. Nei loro scatti disegnano l'itinerario della mostra itinerante "Sguardi plurali sull'Italia plurale".

Curata da Pietro Cingolani, il 7 ottobre alle 18 dà il via al Carbonia Film Festival-How to film the world, rassegna biennale dedicata alla formazione dei giovani. Quattro giornate fino al 10 ottobre nella città mineraria per un focus sul nuovo cinema, tra proiezioni e approfondimenti, musica, spettacoli, arti visive, con al centro i temi del lavoro e della migrazione. Nelle foto esposte nei locali della biblioteca comunale c'è lo sguardo di 17 giovani under 35. Tra questi anche richiedenti asilo e rifugiati, cittadini italiani o in attesa di diventarlo.

"Raccontano - spiega il curatore della mostra Cingolani - attraverso una varietà di voci i non semplici percorsi di integrazione e costruzione di una identità, il richiamo alle proprie origini, ma anche il paradosso di sentirsi stranieri dove si è nati o cresciuti. Emerge anche una dimensione intima fatta di ricordi, desideri, sogni, e lo spaccato di un'Italia arricchita di nuovi saperi e culture".

Alle 30 fotografie dei primi tre classificati al concorso, dieci per ciascuno, si aggiunge una foto di ogni partecipante non premiato, scelta dai giurati. La prima classificata è l'ucraina Oleksandra Horobets con il progetto "Kolobok", dove rievoca il personaggio di una fiaba slava per rimarcare il desiderio di ritrovare le sue radici. Secondo posto per l'italo marocchino Karim El Maktafi con "They call us second generation", un progetto di ricerca con taglio documentaristico sul tema dell'identità e del rapporto con l' Italia. Terzo posto per la brasiliana Danielle Souza da Silva con "Diario di bordo", fotoracconto fatto di legami, relazioni, parentele, vicine e lontane.

La mostra è promossa da Fieri-Forum internazionale ed europeo di ricerche sull'immigrazione con il Centro Servizi Culturali-Carbonia e in collaborazione con Camera-Centro italiano per la fotografia. Suggella la giornata inaugurale una performance-concerto del cantautore Vasco Brondi, tra parole, canzoni e letture, moderata dal giornalista Marco Villa, con la Grande Miniera di Serbariu a fare da affascinante scenario.
  
   

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