Cronaca

Cresce il successo per i videoessay e il VEFF li premia

I premi della seconda edizione del festival. Premiata categoria 'classic' per i 50 anni di Arancia Meccanica

Prosegue il successo dell'innovativa forma di critica sull’audiovisivo nota come videoessay e il Video Essay Film Festival, (VEFF) giunto alla sua seconda edizione, ne premia la diffusione. 

Tante le proposte giunte alla manifestazione realizzata da Fondazione Cinema per Roma e MAXXI nell’ambito di Cinema al MAXXI, in collaborazione con il Dipartimento di Storia, Antropologia, Religioni, Arte, Spettacolo della Sapienza Università di Roma, ed è curato da Mario Sesti e Andrea Minuz.

Intanto, per i meno addictet ricordiamo che i videoessay (video-saggi) sono video brevi (in media 5 minuti), spesso didattici, ad alto potenziale virale, che mettono in luce uno o più aspetti del fare cinema. 

Il premio per il miglior Videoessay per la forma è andato a 'Corpi fuori di sé: il desiderio in Pedro Almodovar di Elisa Chiari. Ecco la motivazione: Per la scelta originale della tecnica, legata all’uso del desktop del computer, con la quale isola e scompone alcuni dei nodi più roventi e toccanti, emotivi e drammatici, del cinema del grande regista spagnolo, prolungandone il riverbero sentimentale.

Rivolto a tutti gli studenti universitari delle accademie e delle scuole di cinema nazionali e internazionali il Video Essay Film Festival ha assegnato anche il premio come miglior videoessay a 'Orande you dead yet' di Edoardo Spallazzi, "per la sua capacità di richiamare l’attenzione dello spettatore su una sottotraccia narrativa - si legge nella motivazione - apparentemente marginale per essere immediatamente riconosciuta, e saperla trasformare in un dispositivo di lettura critica e consapevole, e per la dimostrazione di come la critica, decifrando un dettaglio annidato in un contesto complesso, sappia regalare al nostro sguardo uno strumento di godimento in più".

Il premio miglior Videoessay per il contenuto è andato a Broken souls di Giuseppe Indagati, "per l’efficacia, e la concentrazione, con la quale rilegge i tratti e le sfumature di un mood legato al melodramma e alla musica pop nella forma che esso acquista nella messa in scena, nella recitazione, nello storytelling di momenti cruciali di grandi film e personaggi ad essi legati".

Menzione Speciale per Stairs di Adele Insardà, "per la scelta di affidarsi unicamente alle immagini, e alla musica, nel dimostrare l’universo di senso che il cinema disvela a partire da uno stesso oggetto e la declinazione illimitata dello sguardo.

Altra menzione Speciale a Il cinema nel cibo di Aldo Fabrizi di Francesco Capuano, "per l’evidenza con la quale, attraverso una ordinaria compilation di scene, mette in luce il talento inimitabile di un interprete nell’espressione più popolare dall’antichità fino agli ’60: quella della fame".

In occasione dei cinquant’anni di Arancia meccanica di Stanley Kubrick, il VEFF ha deciso di invitare appassionati, studiosi, cinefili e allievi di scuole di cinema e di facoltà universitarie a esercitarsi con un video essay su uno dei maggiori capolavori del regista newyorkese e il premio per il miglior Videoessay Classic è ansato a L'orrore e il diletto di Alberto Agnello, "per l’originalità con la quale viene raccontata l’antitesi senza tempo tra sublime e osceno che attraversa, mediante un percorso di rimandi e parallelismi, il linguaggio cinematografico e quello figurativo nel capolavoro di Stanley Kubrick".

Infine BadTaste.it ha premiato Orange you dead yet di Edoardo Spallazzi: il sito pubblicherà online il video essay.

 

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