Van De Sfroos, i miti per tornare un po' bambini

Debutta da autore e conduttore de Il Mythonauta, da 13/5 su Rai2

Attraverso i miti e le leggende "si torna un po' bambini: ci riportano alle origini e mai come in questo momento abbiamo bisogno della fantasia, di fronte ai claustrofobici e cupi miti contemporanei, anche legati al dolore e alla malattia, che prendono sempre di più il sopravvento". Lo dice all'ANSA Davide Van De Sfroos, il cantautore lombardo, da sempre narratore, utilizzando il dialetto ( e non solo), di storie intime, collettive, e universali, che debutta come autore e conduttore televisivo con Il Mythonauta, dal 13 maggio in seconda serata su Rai2. Quattro puntate da 45 minuti, scandite da vagabondaggi per l'Italia, tra racconti popolari, incontri, personaggi, creature e luoghi misteriosi e magici. A partire dalla terra in cui Van De Sfroos è cresciuto, con la visita, tra i vari luoghi, all'Isola Comacina con la sua antica maledizione sconfitta. Nella seconda puntata si andrà in Abruzzo e Molise, con misteri come quello di Celestino sulla Maiella o la maledizione di Silla e la leggenda delle zampogne (Santuario Sannita di Pietrabbondante). Nella terza puntata protagonista l'Emilia Romagna, dalla storia e mito di Giuseppe Balsamo Conte di Cagliostro (San Leo) a Santarcangelo, con la leggendaria "Fira di Becc", la fiera dei cornuti. Nella quarta puntata la meta è l'Alto Adige, con, tra i racconti, la leggenda dei monti pallidi sulla nascita delle Dolomiti o quella della ninfa Ondina del Lago di Carezza ed il popolo dei boschi. "Torniamo alla memoria, del nostro percorso e della nostra strada, con un programma strutturato in maniera semplice, attraverso un linguaggio popolare, grazie anche all'incontro con molte persone ultraottantenni che trasferiscono allo spettatore la grandiosità di questi miti" sottolinea Van De Sfroos, che è anche autore letterario, e si è già messo alla prova in teatro e come conduttore radiofonico. "Debutti che non considero mai 'esami', mi guidano sempre la passione e la voglia di voler affrontare una storia, che sia in una canzone, attraverso un libro, la fotografia o in un semi documentario. Qui si ritorna all'elemento antropologico collegato al mito, ma l'approccio non è di indagine scientifica. Sono un viaggiatore che lascia spazio ai luoghi e le persone che incontra e che raccontano". Un percorso nel quale "ogni tanto apparirà anche un mio alter ego, in veste di bardo, un cantastorie, in mantello e cappello nero, che canta microballate di un minuto, con le quali 'chiosa' i miti e le leggende". Il programma è stato girato negli ultimi mesi, "con qualche stop dovuto alle varie zone rosse e arancioni, al mio covid, o a qualche altra positività. Abbiamo lavorato consapevoli del privilegio di poter viaggiare in Italia, attraversando spesso anche scenari desolati, come l'Autostrada dal sole deserta, o gli autogrill vuoti. Ci hanno fatto sentire ancora più motivati a trasmettere qualcosa di emotivo, qualche brivido che scuotesse". Ora Van De Sfroos aspetta di tornare anche in tour: " il 'quando' non dipende da me, questa estate proveremo sicuramente a fare qualche data, ci metteremo in gioco, come avevamo fatto anche l'estate scorsa, anche perché sono molte le persone che hanno voglia di venire a respirare un po' di aria di musica. Noi non vediamo l'ora di riprendere in mano gli strumenti. Poi c'è sempre pronto un disco nuovo, che sarebbe dovuto uscire a maggio dell'anno scorso. speriamo di riuscire a farlo debuttare in autunno. La fionda è carica per scagliare il suo sasso" aggiunge sorridendo. Le piacerebbe realizzare una seconda stagione di Il Mythonauta? "Vedremo come andrà questa, ma sicuramente quando abbiamo finito le riprese, eravamo già tutti pronti per ripartire. Ci siamo tutti buttati tra autori e troupe in questo progetto con grande professionalità e entusiasmo". Gli altri autori sono Alessandro Giuli, Nicola Mastronardi, Elena Milani, Piero Passaniti e Roberto Vecchi. La cura è di Chiara Zaccarini e la regia di Danio Spaccapeli e Luca Mancini.

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