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Saied, il presidente conservatore soprannominato 'Robocop'

Il presidente tunisino che ha silurato

Kaies Saied e' riuscito ad imporsi agli elettori tunisini (specie giovani) come paladino dell'anti-sistema, vincendo le elezioni nell'ottobre del 2019 con il 72,53%% delle preferenze, battendo il il magnate delle tv Nabil Karoui, distaccato di molte decine di punti. Soprannominato "Robocop" per il suo modo forbito di parlare in arabo senza alcuna inflessione, conservatore, contrario all'abolizione della pena di morte, alla depenalizzazione dell'omosessualita' e al progetto di legge sulla parita' uomo-donna in tema ereditario, si dichiara musulmano ma "non islamista". Saied punta al risanamento delle istituzioni statali e al decentramento amministrativo basato sulla democrazia diretta con un occhio di riguardo alla sanita' e all'educazione. Nel suo programma anche una nuova visione in materia di governance e sviluppo, il rafforzamento dei diritti delle donne, la lotta alla corruzione e al terrorismo. Ai timorosi di chiusure verso l'esterno Saied ha risposto affermando che la "Tunisia rimarra' aperta e nessuno sara' escluso" e per farla finita con le abitudini degli uomini di potere del passato ha dichiarato che una volta eletto non avrebbe usufruito dello "sfarzoso palazzo di Cartagine", ma sarebbe rimasto a dormire a casa sua. Per la Tunisia doveva iniziare una nuova era e per Saied, in particolare, un periodo di sfide in cui dovra' dimostrare di essere "super partes" in un Paese con grandi problemi economici e sociali. La sua famiglia è di origine piuttosto modesta, ma intellettuale e appartenente alla classe media. Suo zio paterno Hicham Saïed fu il primo chirurgo pediatrico in Tunisia, noto in tutto il mondo per aver separato i gemelli siamesi negli anni '70. Saïed è professore all'Università di Tunisi. È stato segretario generale dell'Associazione tunisina di diritto costituzionale tra il 1990 e il 1995 e ne è vicepresidente dal 1995. Saïed è stato anche decano del dipartimento di legge dell'Università di Sousse, come esperto legale per la Lega araba e l'Istituto arabo per i diritti umani. Era anche membro del comitato di esperti che era stato invitato a offrire commenti al progetto di Costituzione della Tunisia nel 2014.

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