Trentino AA/S

Medicina: protesi per ridare mobilità al pollice

Impianto delle protesi trapezio-metacarpali a doppia mobilità

(ANSA) - BOLZANO, 05 AGO - La Schulthess di Zurigo è uno dei principali centri ortopedici d'Europa. Il Primario Wilhelm Berger dell'Ortopedia di Merano ha potuto portare per la seconda volta in Alto Adige il sostituto-primario della Chirurgia della mano della suddetta clinica svizzera, Stephan Schindele, per l'impianto di una nuova tipologia di protesi. Venerdì scorso, il team di Ortopedia Merano/Chirurgia della mano di Silandro e il loro collega elvetico hanno impiantato delle protesi trapezio-metacarpali a doppia mobilità di due diversi pazienti.
    "La rizoartrosi colpisce principalmente le donne nella seconda metà della vita ed è una malattia degenerativa. È uno dei quadri clinici più comuni e spesso rende problematico per chi ne è affetto afferrare qualsiasi cosa con il pollice. Azioni come tenere in mano una chiave o scrivere diventano impossibili", spiega il Primario Wilhelm Berger. Il trattamento standard è solitamente l'artroplastica di resezione/sospensione, che spesso porta a un miglioramento ma è molto invasiva poiché il trapezio viene completamente rimosso. Berger spiega così il funzionamento dell'impianto: "La si può immaginare come una piccola protesi all'anca. Solitamente si ottengono risultati migliori e una maggiore funzionalità; vale a dire più forza e precisione del pollice abbinate a una guarigione più veloce. Ciò si traduce di fatto in una migliore qualità della vita".
    L'impianto delle protesi trapezio-metacarpali a doppia mobilità sono state eseguite dal Primario Wilhelm Berger, insieme a Stephan Schindele di Zurigo e a Markus Mariacher, a capo della Chirurgia della mano a Silandro. (ANSA).
   

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